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  1. sandro Rispondi
    peccato che dal 2009 non è più obbligatorio riportare nelle visure catastali il dato fondamentale, ovvero la superficie catastale. E' roba vecchia. Verso la fine degli anni '90, si stabilì una riforma del catasto per cui le categorie dovevano basarsi non più sul numero di vani, ma sulla superfice calpestabile dell'immobile e tenere conto della sua posizione geografica (centro, zone periferiche, ecc). Il nuovo schema di classamento degli immobili non entrò mai in vigore e dal 2009 non è più obbligatorio riportare nelle visure catastali il dato fondamentale, ovvero la superficie catastale.
  2. Paolo Rispondi
    Come proprietario di casa vorrei fare alcuni suggerimenti e commenti .. Abito in una casa di campagna ristrutturata nella seconda metà anni 80 . Cambiare dai vani ai mq sarà giusto ma può essere molto punitivo in alcune situazioni. A mio avviso occorre mettere dei correttivi perchè la realtà fiscale degli anni 80 è diversa dall'attuale e non si può applicare una norma attuale a quanto eseguito 30 anni fa con norme in vigore a quel tempo. Legislatore ci vuole un correttivo !!!! I valori di mercato delle case sono diminuiti parecchio negli ultimi anni , ma non c'è stato alcun correttivo sulle rendite catastali . Spero di essere ascoltato :
  3. elenaurgnani Rispondi
    La riforma del catasto porterà più soldi allo stato. E' una patrimoniale a tutti gli effetti, non se ne sentiva la mancanza. Sarebbe equa se e solo se lo stato tutelasse anche i proprietari rispetto agli inquilini morosi. Siamo l'unico paese europeo che permette agli inquilini di truffare i proprietari, firmando un contratto senza nessuna intenzione di onorarlo. In pratica pagare l'affitto è un "debito d'onore", come il gioco d'azzardo. Per riavere l'appartamento il proprietario ci mette in media tre anni, se è fortunato, nel frattempo paga le "patrimoniali" in cambio di quale servizio? Ricordo poi che le tasse eque vanno sul reddito e non sul patrimonio.
    • plapla60 Rispondi
      Proprio vero: le tasse dovrebbero gravare sul reddito e non sul patrimonio (almeno quello del ceto medio). Altrimenti si può verificare una qual forma di esproprio. Se i nostri governanti vogliono abolire la proprietà privata si può fare ma cominciando dai loro beni. Ma purtroppo si evince dalle loro dichiarazioni dei redditi che non possiedono nulla. Poi leggo che alcuni fanno le vacanze in Svizzera.
  4. Stefano Rispondi
    Attualmente non esiste un meccanismo normativo che preveda una contemporanea riduzione di gettito delle imposte locali a fronte dell'aggiornamento delle rendite catastali ai valori di mercato, né sussiste un meccanismo politico che sanzioni i comuni che non rispettano la regola dell'invarianza di gettito. Tra l'altro le imposte immobiliari si applicano su immobili diversi (proprietari di abitazioni principali, seconde case, immobili commerciali.). Come calcolo l'invarianza di gettito? Su base individuale o su base comunale? Tradotto potrei rimodulare il prelievo fiscale facendolo gravare più su alcuni contribuenti rispetto agli altri e rispettare l'invarianza di gettito. La revisione si basa sui valori Omi individuati dall'ex Agenzia del territorio, la quale si premura di dire nelle note metodologiche che "L'utilizzo delle quotazioni Omi nell'ambito del processo estimale non può che condurre ad indicazioni di valori di larga massima. Pertanto la stima effettuata da un tecnico professionista rappresenta l'unico elaborato in grado di rappresentare e descrivere in maniera esaustiva e con piena efficacia l'immobile e di motivare il valore da attribuire al bene medesimo". Tradotto noi stiamo basando la revisione del catasto su indicazioni di "larga massima" che non sostituiscono il parere di un perito. Si preannuncia un incremento rilevante del contenzioso.
  5. Stefano Rispondi
    La riforma del catasto non sarà equa ma solo un ulteriore salasso per i contribuenti. Con la riforma si completa un processo iniziato nel 2011 quando in sede di revisione delle tax expenditures (o erosione fiscale) il nostro Mef offrì a Tremonti un bellissimo piano per recuperare gettito (circa 48 miliardi di euro). Passare dal valore catastale al valore di mercato (a prescindere dal fatto che la prima casa non ha valore di mercato perché ci vivi e che è gravata da una ipoteca per cui il vero proprietario è la banca fino a quando non lo estingui). Con l'Imu il piano fu realizzato in parte aumentarono le rendite di un terzo ed incassarono circa 14 miliardi in più rispetto all'Ici. Adesso con la riforma del catasto si va all'incasso del resto. E' chiaro che in un Paese che non vuole combattere i pochi evasori fiscali e non vuole imporre patrimoniali sui pochi ricchi, è più facile incassare dalla tassazione diretta ed indiretta sui valori di mercato delle abitazioni della classe media (se ancora esiste). Inoltre li facciamo anche sentire colpevoli nel pagare sul valore catastale invece che sul valore si mercato (come avviene normalmente in altri Paesi europei). Tra l'altro, il nuovo valore catastale non sarà un valore oggettivo, ma sarà frutto di una media dei valori immobiliari del periodo 2011-2013, cioè in anni in cui il mercato immobiliare ancora teneva quindi il risultato sarà una sopravvalutazione del valore catastale su cui si pagheranno le imposte nei prossimi decenni (il rispetto del Fiscal Compact è più vicino).
  6. Domenico Rispondi
    Ben venga sinceramente una siffatta riforma del catasto, decisamente più equa. Per chi ha paura di una impennata delle tasse sugli immobili, è necessario tenere conto che, a seguito della riforma, andrebbero di pari passo rettificate, come minimo, le varie aliquote, altrimenti diventerebbe un bagno di sangue e, come giustamente diceva il sig. Ivano, bloccheremmo tutto il sistema delle costruzioni. Fermo restando che, in ogni caso, di costruzioni nuove non ritengo vi sia urgente bisogno; piuttosto valorizziamo gli edifici già esistenti perché qui continuiamo imperterriti a mangiare suolo senza soluzione di continuità.
  7. ivano camarri Rispondi
    Sono un geometra professionista di 60 anni. Con il progetto di omicidio dell'edilizia, d'ora in avanti nessuno costruirà più nuove abitazioni e mi aspetto migliaia di sfratti. Avete calcolato quanti posti di lavoro saranno persi? E il degrado degli edifici esistenti?
  8. Marina Rispondi
    Più che necessaria la revisione del catasto. Tuttavia , visto che l'obiettivo è di avvicinare il più possibile il valore degli immobili a quello di mercato, mi chiedo come questo sarà possibile senza che si verifichino palesi ingiustizie. Faccio un esempio: io abito a Roma in una buona zona in un bell'immobile anni '60. Ma guarda caso il lato dell'immobile in cui abito si affaccia sulla ferrovia a pochissimi metri dal binario su cui passano molti treni, anche merci sferraglianti. Ovvio che il mio appartamento vale di meno di un altro che affaccia dalla parte opposta dell'immobile. Infatti quando l'acquistai lo pagai di meno causa rumore ferrovia. Il mio è solo un esempio per dire che sarà difficile garantire equità.
  9. Salvatore Rispondi
    Ma se le leggi le fanno i delinquenti, dove crediamo di andare? Questo è il punto!
  10. AM Rispondi
    Ben venga la riforma del catasto, che è oggi causa di iniquità fiscale. Giusto anche abbandonare gli ambigui vani per passare ai mq. Resta tuttavia il problema della pressione fiscale sugli immobili, che è già elevata e che ha dato il colpo di grazia con il governo Monti all'edilizia. Vorrei che ci si ricordasse che le alte aliquote applicate sono state giustificate a suo tempo dalla circostanza che, a quanto si diceva, i valori catastali erano generalmente nettamente inferiori a quelli di mercato. Se ora adeguiamo i valori catastali al mercato dobbiamo ridurre contestualmente le aliquote. In caso contrario assisteremmo ad un surrettizio aumento delle imposte sugli immobili. Sarebbe l'ennesima truffa ai danni del contribuente
  11. Bumblebee Rispondi
    Nel nostro paese in cui - per statistiche internazionali - non funzionano il servizio della giustizia e in almeno quattro regioni (senza contare le infiltrazioni mafiose nelle altre) l'ordine pubblico, l'evasione fiscale è alle stelle, il tasso di corruzione pure, il livello dei servizi è mediterraneo, mentre la pressione fiscale è scandinava, dall'Unità d'Italia in poi non si è riusciti neanche a introdurre un sistema catastale che si aggiorni da solo, per l'interesse dei compratori/venditori. Se, come sembra, a causa della riforma di cui qui si tratta, aumenteranno le rendite catastali e gli introiti del fisco a carico degli italiani onesti, sarà ancora più duro leggere ancora sui giornali notizie come tuttora si appaiono: "un milione di immobili ignoti al fisco", eccetera. Eppure, se si estendesse a tutto il paese il sistema tavolare, che due secoli fa esisteva nel Lombardo Veneto e esiste ancora nelle province di Bolzano, Trento e Trieste, almeno diminuirebbe questa ennesima sottrazione di risorse dovute allo stato. Con questi precedenti sulle carenze dei servizi essenziali di uno stato civile, si capisce fin troppo il motivo di questa colpevole omissione. C'è ancora a Roma il capannone con le schede del "catasto elettrico" degli anni '90, rosicchiate dei topi? Come mai, avendo informatizzato le schede catastali (quelle esistenti, naturalmente), sono ancora possibili "buchi" così vistosi? Perché i responsabili del Catasto non fanno una gita a Vienna, (basterebbe anche a Bolzano), per vedere come si fa nei paesi seri?
  12. plapla60 Rispondi
    La riforma del catasto servirà per inasprire ulteriormente la tassa sugli immobili. Con il passaggio dall'Ici all'Imu del governo Monti per recuperare 15 miliardi annui si è provocata la caduta media del valore immobiliare del 20 per cento. Ipotizzando un valore globale di 4000 miliardi si sono persi circa 800 miliardi che tra l'altro servivano a garanzia del debito pubblico. Un bel risultato. Continuiamo così e la bancarotta è assicurata.