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  1. promozione Rispondi
    Un аrticolo davvero interessante, grazie e mi congratulo con te
  2. Francesco Crispino Rispondi
    Il Sud non è affatto quello che lui descrive, le truffe purtroppo sono una piaga dell'intero paese e non una prerogativa dei meridionali nelle assicurazioni così come in altri settori. Sul tema dell'articolo vorrei proporre una riflessione più ampia e strutturale. Perché siamo costretti ad assicurare i veicoli e non i conducenti? Sono possessore di un'auto e di uno scooter: evidentemente non posso guidarli entrambi contemporaneamente, perché allora devo pagare l'assicurazione di un mezzo che non circola? Mi si obietta che l'auto potrebbe essere condotta da un altro conducente. Verissimo, ma nella mia ipotesi anch'egli dovrebbe essere assicurato. I vantaggi di una siffatta riforma sono enormi, sia per gli assicurati che per il mercato degli autoveicoli e dei motoveicoli, che è asfissiato dal costo delle assicurazioni e del carburante. Occorrono nuove soluzioni di rottura: non è lo sconto (piccolo o grande) che può modificare l'assetto attuale del mercato assicurativo che oggi dà luogo ad un vero e proprio cartello.
    • rob Rispondi
      Ma se le assicurazioni come le istituzioni si comportano così è perchè spesso più che cittadini si è sudditi, come ampiamente dimostrato da un intervento cui lei obietta giustamente e intelligentemente.
    • Sertin Rispondi
      Scusa, ma così dovresti imporre l'obbligo di assicurazione anche ai non proprietari di auto-motoveicoli, pur se possessori di patente, cioè imporre un costo elevato anche a persone che magari guidano solo saltuariamente (per es. facendosi prestare l'auto/moto dall'amico/a poche volte al mese magari pagandogli/le la benzina o poco più e credo che la pratica si stia diffondendo soprattutto oggi in tempi di crisi). Dubito che le compagnie di assicurazione si accontenterebbero di dividere come conseguenza esattamente i premi di assicurazione semplicemente tra i due patentati (nel senso che già il solo gestire due pratiche diverse farebbe lievitare i costi). Per non parlare poi del bel risparmio che uno dei patentati non proprietario col sistema attuale potrebbe avere guidando l'auto/moto di proprietà di un assicurato che si trova in una classe molto bassa che paga cifre modeste di Rc non avendo fatto incidenti per molti anni.
  3. Bumblebee Rispondi
    Gli italiani pagheranno tariffe più elevate fino a quando in almeno un terzo del paese (il Sud) ci sarà la convinzione (diffusa, purtroppo, non solo tra i delinquenti, ma anche tra i professionisti - avvocaticchi, periti, ecc.) che: - i soldi delle compagnie assicurative sono un tesoro a portata di mano; - è stupido ("fesso") chi non se ne approfitta, anche occasionalmente; - dai sinistri si può ricavare non solo il risarcimento, ma addirittura lucro, quando capita, (anche senza truffe vere e proprie). Ancora una volta, la cosiddetta "furbizia" italica diffusa ("accà nisciuno è fesso") produce un aumento di costo distribuito tra tutti gli utenti del servizio, amplificato dallo scadente funzionamento del sistema giudiziario. Anche il fatto che gli abusi e le truffe, comprese quelle cui contribuiscono avvocati, periti, medici, eccetera, non vengano adeguatamente punite e non siano oggetto di controllo/disistima sociale a carico degli agenti disonesti contribuisce a perpetuare un sistema marcio da decenni. Il mancato controllo dell'obbligo assicurativo, che potrebbe funzionare ormai da decenni (in un paese in cui da quarant'anni tutti sono dotati di codice fiscale, ed esistono almeno due anagrafi/catasti delle targhe) contribuiscono ad aumentare i costi e la scarsa trasparenza del sistema Rca. Poi ci si domanda come mai gli stranieri non hanno voglia di investire in Italia, e perché il turismo nel Sud non decolli!
    • rob Rispondi
      L'assicurazione è e può essere personalizzata per cui se il problema fosse quello che espone lei si risolverebbe i 3 secondi. Ma le assicurazioni "creando" un problema di costi hanno alibi per tenere alte le tariffe e direi anche per fare cartello.
  4. Bruno Cipolla Rispondi
    Sono assicurato in classe B/M zero da quasi dieci anni perché non faccio incidenti da almeno un quarto di secolo. In Francia pagherei un terzo di quanto pago qui. Perché un'automobilista che non fa incidenti dovrebbe installare la "scatola nera" dei truffatori? Perché non assicuriamo la patente anziché l'auto? Perché non usiamo la stessa targa per tutti i veicoli dello stesso proprietario? Perché non rendiamo (su scelta dell'assicurato) la durata del contratto trimestrale, così si può tradire il suo assicuratore ogni tre mesi senza restare incastrato per un anno? Perché la compagnia assicuratrice francese con la quale pagavo un terzo per le Rc delle mie moto (con le quali grazie a Dio non faccio incidenti da sempre) è stata costretta ad abbandonare l'italia? Perché la sospensione della polizza deve essere fatta per un minimo di due mesi altrimenti non vale?
  5. rob Rispondi
    Cara professoressa la "teoria economica della concorrenza" vale quando un prodotto posto sul mercato posso decidere di acquistarlo o farne a meno. Io vendo salami ma lei la mattina quando esce da casa non è obbligata ad acquistare un etto del mio salame neanche di altri salami. Poiché se esco con l'auto lo Stato mi obbliga ad avere una assicurazione la teoria della concorrenza e del miglior prezzo non si può attuare perché io in ogni caso sono obbligato ad acquistare la polizza. Si crea un conflitto tra chi decide il prezzo e chi la regola, che non è il mercato. Poiché ad una azienda per effetto di una legge si crea un vantaggio sulla polizza obbligatoria, almeno un prezzo base lo dovrebbe decidere una legge di Stato. Poi la società assicuratrice viene da me e mi convince a fare una polizza vita perché mi offre una condizione migliore della concorrente (teoria economica della concorrenza) ed io convinto decido, ma non sono costretto da nessuno a stipularla. Tralascio di parlare di "cartelli" tra assicurazioni perché è un argomento semplicemente vergognoso.