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  1. Franco da Parma Rispondi
    Siamo comunque in una situazione di grande rischio. C'è l'illusione di poter dare certezza e stabilità per la/e forza/e vincente/i, in realtà la debolezza dei nostri governi è dovuta alla qualità del personale politico che si è abbassata notevolmente rispetto a 30/40 anni fa. Con governi instabili l'Italia è progredita notevolmente, con il primo governo forte e stabile (Craxi/Andreotti) è cresciuto solo il debito pubblico. Proviamo a pensare che la legge elettorale venga approvata (ovviamente anche dal Senato) e che non riescano ad andare a compimento le riforme costituzionali. Il caos sarebbe totale perché ci sono forze che hanno comunque interesse ad anticipare le elezioni. Con quale legge elettorale si voterebbe visto che il sistema maggioritario per il Senato dovrà essere regionale? Infine rendiamoci conto che la debolezza del personale politico è l'effetto di una generale caduta di qualità di noi italiani e oggi lo vediamo alla grande.
  2. enzo Rispondi
    Tutto condivisibile e di buon senso. in particolare andrebbe compreso il motivo, probabilmente di opportunismo partitico, per cui si rifiuta sistematicamente l'uninominale e si ritorna sempre al premio di maggioranza. Entrambi dovrebbero garantire la governabilità ma l'uninominale mi sembra più rispettoso della volontà dell'elettore e più logico. Un'altra questione, che sia l'uninominale che il premio di maggioranza portano con se, secondo me, è il quoziente necessario per le riforme costituzionali e per l'elezione del presidente della repubblica: se il parlamento è eletto in modo proporzionale piuttosto che negli altri due le cose cambiano parecchio.
  3. Precario2 Rispondi
    Più che le liste bloccate che se in collegi piccoli possono anche starci, non funzionano le soglie. Troppo basso il 35% e troppo alte le soglie di sbarramento, che io metterei del 4% sempre. Perchè penalizzare la rappresentanza quando poi hai il premio di maggioranza? Ma io avrei anche una soluzione innovativa per mettere d'accordo un po' tutti e che darebbe anche più spazio di dialogo parlamentare. Si vota con il sistema della Corte, ma si modificano Senato e titolo V. La ''fiducia'' va a chi ottiene la maggioranza anche se relativa, che assume governo ed onere delle proposte. Poi su ogni proposta le opposizioni se votano no, devono motivare il no e fare una controproposta e solo se la controproposta è identica i no si sommano. Esempio: A ottiene il 34%, B e C il 33%. Governa A e supponiamo che sul lavoro decida di proporre un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti al posto dei contratti a progetto. B è contrario perchè vuole che restino i contratti a progetto. C è contrario perchè vuole più tutele. Ci saranno 3 mozioni in campo e quella che ottiene la maggioranza anche relativa diventa legge. Se ognuno vota il suo passa la A con il 34% contro due no distinti da 33%, ma non sommabili. Cosa ne pensate?
  4. Giorgio Visentini Rispondi
    b) le liste sono ancora bloccate. La riforma elettorale dovrebbe prevedere di lasciare al singolo partito la scelta fra liste bloccate o preferenze.
  5. Francesco Crispino Rispondi
    Condivido le osservazioni dell'articolo, credo tuttavia che sia necessario uscire dalle secche delle discussioni infinite alle quali abbiamo assistito negli ultimi anni. Bisogna trovare l'accordo in Parlamento. Renzi non avrebbe nessun interesse a far saltare il tavolo a fronte di una proposta migliorativa che superi le criticità evidenziate nell'articolo di Marco Cucchini. La stessa base che ha legittimato il segretario alle primarie è chiaramente favorevole a votare con liste aperte, ma è altrettanto evidente che bisogna evitare in tutti i modi di ritornare al voto con un meccanismo quale il mattarellum che riprodurrebbe certamente la situazione di ingovernabilità attuale. Tra la difesa strenua dei diritti di rappresentanza delle minoranze che divengono diritti di veto, ed un po di sana di Realpolitik, in questo momento, propendo per la seconda. Abbiamo bisogno di un governo forte ed autorevole per rilanciare il Paese e la nostra economia e creare una nuova Europa.
  6. Gianni Ferrara Rispondi
    Le osservazioni e le proposte sono condivisibili . Cosa accade se due forze superano il 35% ol 40% ? Cio' e' possibile. Non e' detto come si attribuisce il premio di maggioranza. Il ballottaggio e' indicato solo se non si supera il tetto definito. Sono per il metodo delle preferenze. Qualora restassero le liste bloccate la sequenza dei nominati sulla scheda avvenisse tramite sorteggio, rispettando l'alternanza dei generi. I valori, della rappresentativita', devono essere considerati su base dei risultati per Circoscrizione. Questo permette l'inclusione di forze politiche radicate solo in alcuni territori. A livello nazionale il restante conteggio del premio di maggioranza.
  7. Cepian Masa Rispondi
    A Trento, A Trento. Vado per gli 88, speravo che la buona sorte mi donasse per il mio ultimo voto un bel uninominale classico, che Einaudi raccomandava ( v. il suo 'Concludendo'), Mi toccherà trasferirmi nel Trentino - Alto Adige per farlo. Costerà molta fatica e un po' di quattrini, ma vuoi mettere la soddisfazione di votare per il signor ...(nome e cognome) e non per un contrassegno di lista.
  8. paolo Rispondi
    La proposta di Renzi va bene così com'è. basta piccoli partitini e basta al mercato delle vacche delle preferenze.
    • anco39 Rispondi
      Basta con le prime donne, si chiede il rispetto della rappresentatività di tutte le idea politiche democratiche. Piuttosto mi chiedo, con tutti i costituzionalisti esistenti in Italia, le modifiche alla Costituzione e a leggi importanti, le devono fare dei semianalfabeti?
    • Luigi Oliveri Rispondi
      La proposta di Renzi è evidentemente incostituzionale, non funzionale, approssimativa. Sarebbe opportuno ascoltare e dare credito alle critiche, senza lasciarsi andare al "tifo". Ragionando.