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  1. Alessandro Pagliara Rispondi
    Attenzione: teniamo presente che nel giro di 10 anni entreranno a far parte dei consumi elettrici gli attuali consumi per trasporti. L'autotrasporto si dirige sempre più prepotentemente verso l'elettrico o su truck on train, cioè sempre elettrico. La domanda però che mi pongo è questa: se fotovoltaico ed eolico hanno ormai un ritorno economico di soli 4 anni (massimo 6 se in zone poco favorevoli) perché continuare a investire su gas e carbone che importiamo? Inizio a pensare che una centrale a carbone o a gas abbia tempi di rientro di pochi mesi. E noi che facciamo? Paghiamo il capacity payment. Forse le centrali a combustibile hanno i santi nei vari palazzi.
  2. Sara Rispondi
    A proposito di modello, non deve essere scontato che i produttori di energia, lungo tutta la filiera, trasferiscano interamente al consumatore il maggiore costo della produzione di KWh eventualmente derivante da un'attenzione all'ambiente. Questo si verifica in regime di monopolio o cartello. Inoltre l'Italia ha attualmente una significativa overcapicity (110 GW installati contro un picco storico di domanda di 57 GW registrato nel 2007) e importa da Francia e Svizzera il 10-25% dell'elettricità. Significa che consentire alle rinnovabili intermittenti, con costo marginale zero come nel caso dell'eolico e solare, di contribuire all'elettricità in rete è possibile senza danneggiare l'economicità degli impianti che garantiscono base load (le rinnovabili intermittenti nostrane potrebbero sostituire i KWh importati). Significa anche che si potrebbero dismettere le centrali a carbone che forniscono il 13% dell'energia ma producono il 30% delle emissioni del nostro sistema elettrico, senza che sia necessario rimpiazzo.
    • Stefano Rispondi
      Sara, evidentemente costerà meno importare che produrre.
      • Sara Rispondi
        L'energia dalle centrali nucleari francesi sempre accese è molto economica nella fascia notturna e consente di spegnere le centrali a gas naturale e attivare le stazioni di pompaggio. E' però più costosa dell'energia eolica (al margine, ossia una volta che la potenza sia installata). Il problema è la sicurezza di esercizio. Importare energia è semplicissimo e richiede infrastrutture minime, mentre gestire le rinnovabili intermittenti richiede un approccio sofisticato (integrare It e rete e appunto costruire modelli).
        • Stefano Rispondi
          Sì, ma l'overcapacity è nelle centrali termoelettriche, non nelle rinnovabili, che tutto ciò che generano viene messo in rete. Dico solo che la soluzione non è ovvia (non è a costo zero). Ciao