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  1. rob Rispondi
    La gestione di questa Autostrada sarebbe da aprire un capitolo a parte. Questo Paese ha bisogno di un sistema -Paese il sistema che dal dopoguerra a fine degli anni '60 ci ha fatto diventare una Nazione ricca ( se li ricorda quegli anni dalle sue parti, io si). Chi non ci vuole stare fa bene a farsi il proprio "stato" ( vorrei vedere quanti). Le Regioni a statuto speciale sono un anacronismo, detto questo un territorio può essere ben amministrato senza bisogno di fare " orti e orticelli" coacervi di malafare e di masanielli dediti solo ai propri interessi personali. Basta vedere il livello politico di simili personaggi ( penso alla Di Girolamo un ministro dell'Agricoltura che di dedica alla gestione di una licenza di un bar). Cosa c'entra la buona amministrazione con la follia delle Regioni che legiferano creando una miriade di leggi atte solo alla cattiva gestione e funzionamento dello Stato. Chi scrive è un piccolo imprenditore che gira l' Europa in cui il marchio riconosciuto è apprezzato è il "made in Italy" e non altre ciacole. Tanto per capirsi! inoltre la cultura della scarsa memoria e dello sputare sul piatto dove ho mangiato non mi appartiene
    • Amegighi Rispondi
      Non ho capito il significato di quanto scrive. Lei, che gira in Europa (guardi che c'è l'UE, anche moltissimi altri girano in Europa.....e non solo imprenditori) avrà notato che in Germania le autostrade sono libere, come in Austria dove si paga un "biglietto" giornaliero, settimanale o mensile o in Svizzera con la "vignette" annuale. In tutti questi casi il "gestore" è sempre lo Stato. Il punto infatti è: lo Stato deve portare a naturale compimento la Concessione, data originalmente per coprire le spese di costruzione dell'Autostrada, e ritornare a gestire in prima persona l'Autostrada ? Non lo riterrei una questione semplicemente specifica all'Autobrennero. Con le varie manìe di Private financing (leggendo la sua definizione in inglese non vedo questa differenza dalle vecchie concessioni....) per oramai tutte le opere pubbliche, il problema travalica la sola Autobrennero.
      • rob Rispondi
        "Leggendo la sua definizione in inglese non vedo questa differenza dalle vecchie concessioni": forse lei sbaglia interlocutore! Io non ho scritto e non ho assolutamente la mania e il piacere della Finanza privata. Lei è portato fuori strada perché la mia risposta era rivolta a Nicola. Detto questo, preciso che al monopolio privato preferisco assolutamente il monopolio pubblico o almeno la gestione di settori strategici come le telecomunicazioni e la rete viaria. L' autostrada del Brennero si ricollega ad una anacronismo che sono le Regioni a statuto speciale con tutto quello che ne consegue. Riguardo la Finanza cosiddetta privata e i progetti conseguenti a me puzzano un po'. Non s'è mai capito (o forse s'è capito fin troppo bene) se i rischi sono del pubblico e i profitti del privato, le dico questo perché in certe città ci sono talmente tanti parcheggi sotto e sopra suolo che alcuni sono completamente vuoti e seguitano a farne degli altri. La cosa curiosa è che qualcuno pensa ancora di andare con il Suv in centro città; allora non essendoci la lungimiranza di chi governa viene da pensare che ci sia qualcosa di diverso e anche di immediato, saranno problemi di chi vivrà.
  2. Rudi Aste Rispondi
    In un panorama come quello italiano dove le concessioni autostradali sono in mano per la stragrande maggioranza a privati che curano prevalentemente i propri interessi (e godono di concessioni dalle quali lo stato trae assai meno di quanto sarebbe auspicabile), una condizione come quella dell’autostrada del Brennero in mano prevalentemente a soggetti pubblici che comunque non agiscono nel perseguimento di interessi privati ma a vantaggio delle popolazioni di riferimento, è auspicabile trovi come soluzione quella della proroga. Tra l’altro il fondo costituito a favore del tunnel ferroviario del Brennero è assolutamente un fatto positivo in se.
  3. rob Rispondi
    Su questo tratto di Autostrada sarebbe da aprire un capitolo a parte, iniziando dalla Regioni a statuto speciale dove sprechi e convivenze non sono riscontrabili da nessuna altra parte d' Italia.
    • Nicola Rispondi
      Caro Rob, il Trentino-Alto Adige/Südtirol che a detta tua è luogo di sprechi, al contrario contribuisce al risanamento del Paese con grande senso di responsabilità. Anziché farsi prendere dal populismo e dalla demagogia è bene prima analizzare e setacciare per bene ogni Regione a Statuto Speciale e a sorpresa ti accorgerai che c'è "speciale" e "speciale". Ti invito a leggere questo testo che ho trovato in rete: http://www.lanostraautonomia.eu/2014/01/un-attacco-allautonomia-che-e-preludio-di-accentramento/ ma soprattutto questo (http://www.rischiocalcolato.it/2013/11/dati-regionali-2012-shock-residuo-fiscale-saldo-attivo-per-56-miliardi-in-lombardia-passivo-di-63-miliardi-nel-mezzogiorno.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blogspot%2FHAzvd+%28Rischio+Calcolato%29%22%20t%20%22_blank) dove si evidenzia come il Trentino-Alto Adige/Südtirol contribuisce con 1,4 (1.39 per l'esattezza) miliardi di euro. Potrai in questo modo notare come chi spreca è altrove (Campania, Sicilia, Puglia che sono in forte debito con lo Stato)
  4. marco Rispondi
    Mi piacerebbe che di tutto questo fosse investita la neo authority sui trasporti per vedere un primo vagito della nuova istituzione da cui ci aspettiamo coraggio e lealtà verso i consumatori e i cittadini, ad maiora!!