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L’Istat ha diffuso la stima preliminare del Pil dell’Italia per il terzo trimestre 2012. Il dato congiunturale (cioè la variazione del Pil del terzo trimestre sul dato destagionalizzato del secondo trimestre) indica un -0,2 per cento. Il dato è il migliore degli ultimi quattro trimestri ed è sostanzialmente identico alla variazione congiunturale registrata nel terzo trimestre 2011 rispetto al secondo trimestre dello stesso anno. Il dato dice che la recessione si è attenuata durante l’estate, come avevano segnalato alcuni indicatori mensili.
Le stesse considerazioni valgono anche per la Spagna e in modo anche più evidente per la Francia che è tornata a crescere dopo tre trimestre piatti. Siccome però la crescita del centro Europa è in rallentamento, con la Germania che segna +0,2, l’Austria -0,1 e l’Olanda che crolla a -1,1,il dato dell’area euro nel suo complesso è – sia pure leggermente – negativo (-0,1). Dopo la crisi, vanno bene le tre repubbliche baltiche e la Finlandia, ma insieme rappresentano meno di un sesto dell’Italia. Difficile che le renne ci trainino fuori dalla crisi, se non ripartono più rapidamente Germania e Francia. Di buono c’è che nel terzo trimestre la cescita americane è un po’ ripartita (-0,5 per cento). In Europa fuori dall’area euro c’è il boom solitario e temporaneo del Regno Unito. Non sono stati ancora diffusi i dati della Polonia e della Svezia, ma dovrebbero essere positivi.
Il dato tendenziale per l’Italia (la variazione del terzo trimestre 2012 sullo stesso trimestre del 2011) indica che la caduta del Pil su base annua si è fermata a -2,4, come già nel secondo trimestre 2012 e peggiore di circa un punto del -1,5 della variazione trimestrale del primo trimestre 2012. Per il 2012 nel suo complesso tutto dipende da ciò che accadrà nel quarto trimestre, ovviamente. Ma la cosa più probabile è che la crescita 2012 si attesti tra -2,1 e -2,2 per cento rispetto al 2011, a seconda se il dato del quarto trimestre sarà un altro -0,2 (come nel terzo) oppure un ben peggiore -0,8 (come nel secondo trimestre). Per quanto l’economia vada tuttora male e le prospettive 2013 non siano rosee, il dato del Pil 2012 si assesterà non troppo lontano dai valori previsti qualche mese fa. Lo sapremo alla metà di febbraio 2013.
Il livello del Pil trimestrale mostrato nel grafico è vicino al suo valore di minimo fatto registrare nel primo semestre 2009. Allora però il crollo era stato un crollo di fatturati sull’estero attutito dagli ammortizzatori sociali come la CIG. Oggi l’economia è virtualmente senza rete di protezione e la crisi molto più diffusa perchè a pagare pegno duramente è il mercato interno.

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