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  1. fabrizio d'ippolito Rispondi
    qualsiasi concentrazione crea squilibrio. così come la concentrazione bancaria che ha creato mostri così grandi da essere difficilmente abbattibili, ma che una volta caduti trascineranno con se interi sistemi.
  2. umberto Rispondi
    La battaglia ideologica l'ha ingaggiata la Consob qualche anno fa, ma in favore degli scenari probabilistici, rimanendo isolata in ambito Esma. La stima dei rendimenti attesi e, soprattutto, l'orizzonte temporale, inteso come recupero dei costi e misurato con la probabilità neutrale al rischio, crea più problemi metodologici di quanti ne risolva per una maggiore trasparenza in favore dell'investitore medio: per questo nel KIID non c'è. Tale impianto da "talebani quantitativi" è rimasto solo nei prospetti dei prodotti finanziari ed assicurativi italiani, mentre, ad esempio, i fondi esteri hanno il vantaggio di non riportarlo. Il livellamento del piano di gioco nel risparmio gestito è senz'altro un motivo di preoccupazione maggiore rispetto ai poveri funzionari dell'Authority italiana che sono caduti in disgrazia nella Consob di Vegas; tra l'altro, a voler essere maliziosi "à la Andreotti", questi funzionari mi sembrano godere di buone entrature, oltre che nel sindacato, anche in ambito accademico milanese, se sono riusciti a coinvolgere un peso massimo come il prof. Onado.
  3. Piero Rispondi
    Tutti plaudono all'unione bancaria, in sintesi si applicano le regole subito, ma il fondo di 55 mld viene costituito in dieci anni, è una presa in giro, ma chi pensa che si può durare dieci anni? Abbiamo un orizzonte di mesi e non di anni prima che vi sia lo sfascio dell'euro, si deve intervenire subito se si vuole salvare l'euro, l'economia ha bisogno di liquidità, l'unione bancaria sarà un ulteriore freno alla crescita della liquidità, sarà la mazzata finale. L'attuale governo e' concentrato a "non sfasciare l'equilibrio dei conti dello stato", ciò può andare bene un anno da nulla per puntare i piedi in Europa e fare cambiare il passo alla Bce, anzi ne sposa e plaude alla sua politica monetaria e plaude anche all'unione bancaria raggiunta. Questo è il più grande imbroglio raccontato agli italiani, mi auguro che i pubblicisti economici italiani, fino ad oggi al servizio dei padroni diano oggi uno slancio di onestà intellettuale e comincino a puntare i piedi in Europa. Economisti fuori dall'Europa, insigni premi nobel, stanno criticando l'operato della Bce ma nessuno dei nostri economisti appoggiano le loro critiche, anzi li ignorano. Il paradosso è che noi crediamo che ci sarà nel 2014 più 1% Pil e nel 2015 più 2% ,sono previsioni che vengono fatte da tre anni e sempre puntualmente smentite con un -2% Pil annuo. E nessuno dice nulla! Perché dobbiamo credere a queste favole: invece i paesi come l'Inghilterra e l'America che stanno facendo + 3% hanno economisti non credibili. Questo e' il più grande imbroglio raccontato agli italiani, che ha fatto più danni di una guerra.
  4. Sarastro Rispondi
    Gentile prof. Onado, pur condividendo l'obiettivo del suo articolo, non posso non notare alcune inesattezze. Innanzitutto, le informazioni fornite da Intesa Sanpaolo non sono volontarie: è la Consob a richiedere sin dal 2009 (comunicazione n. 9019104) che i prodotti 'illiquidi' siano confrontati con "prodotti semplici, noti, liquidi ed a basso rischio". Il fatto che Intesa Sanpaolo sia una delle poche banche ad adempiere compiutamente a tale obbligo andrebbe quindi adeguatamente considerato. In secondo luogo, sia la Consob sia soprattutto l'ESMA hanno dato indicazioni molto chiare sulle politiche commerciali e di remunerazione delle reti di collocamento di prodotti finanziari. Il fatto che non siano adeguatamente applicate è probabilmente da ascrivere alla mano troppo "leggera" degli ispettori Consob. Infine, l'esclusione degli scenari probabilistici dal Kiid non è certo un'iniziativa della Consob, che anzi aveva imposto questo tipo di valutazione nella documentazione precontrattuale delle polizze assicurative a contenuto finanziario (index linked e unit linked). Si tratta di una decisione maturata in ambito UE, anche se non escludo che l'attuale vertice Consob sia ben felice di aderirvi, purtoppo. In generale, credo che sarebbe quanto meno opportuno seguire il modello britannico, separando l'autorità di settore in due entità, una delle quali votata esclusivamente alla protezione degli investitori e con adeguati poteri di ispezione e - soprattutto - di sanzione. Con la direttiva MiFID II si sta cercando di rafforzare l'impianto sanzionatorio, ancora una volta sul modello britannico, ma l'ordinamento italiano richiederà interventi significativi al riguardo.
  5. Piero Rispondi
    L'unione bancaria raggiunta evita che il default di una banca crei una crisi finanziaria: questo può essere anche vero, ma già solo l'accordo raggiunto crea la crisi finanziaria. Infatti tale unione bancaria aumenta il credit crunch alle imprese, limita l'operatività delle banche e quindi la loro possibilità di creare base monetaria.
  6. Enrico Rispondi
    Mi associo alla domanda di Giac: le passività assicurate (depositi fino a 100K€) in caso di "fallimento" della banca, come verrebbero trattati? In breve: il bail-in garantirebbe ancora di ricevere il proprio deposito in tempi relativamente rapidi, oppure si rischierebbe comunque di perderlo?
  7. Piero Rispondi
    Il problema grave dell'unione bancaria non e' su chi paga quando vi è il default della banca, ma sulla regolamentazione del credito, ricordo che le banche sono oltre alla Bce gli altri attori che possono creare moneta, regolamentare tale svolgimento di attività sotto la Merkel vuole dire completare l'unione monetaria a piacimento della stessa Merkel, la quale fino ad oggi è stata contraria ad una politica monetaria espansiva.
  8. Giac Rispondi
    Tale scenario coinvolge anche le passività assicurate (i depositi fino a 100mila euro)? Eventualmente, in che modo? Grazie molte