logo


  1. piero rubino Rispondi
    Un apprezzamento (articolo e discussione illuminanti) e due osservazioni banali: a) il discounting iperbolico del guidatore mediano è convincente ma occorre considerare che il rinvio del pagamento della multa non lascia invariato l'esborso atteso ma lo innalza significativamente (a causa di penali che divengono, quelle sì, iperboliche, dopo soglie temporali determinate): ergo il valore attuale della multa posposta potrebbe essere maggiore del suo equivalente odierno (= senza penali o addirittura scontato); b) piena adesione al principio pseudo-einaudiano che è sempre opportuno "conoscere PRIMA di deliberare", ma in questo caso siamo proprio sicuri che il "gioco avrebbe valso la candela" ? Ossia, stante il costo credo trascurabile sostenuto dagli enti locali per introdurre l'abbattimento della misura della sanzione (molti Comuni stanno lasciando i bollettini pre-stampati invariati), potremmo benissimo accontentarci di valutazioni di efficaciadi tipo ex post invece di costosi (e forse paralizzanti) scrutini ex ante.
  2. Mario Martelli Rispondi
    L'evidenza senza evidenza è uno dei limiti, tra i più profondi, dell'approccio italiano alla regolazione intesa come "modifica permanente dei comportamenti". Resta che, nell'Italia attuale, tutto quello che serve a far (presuntivamente) entrare denari ha aggio su qualsiasi altra considerazione. La dice lunga il fatto che le multe siano aumentate di quasi il 1000% contro il 20% degli altri paesi simili (dato assurdo, che dovrebbe far riflettere) e che le multe in tempi di sgangherato federalismo costituiscano una fonte importante di entrate dei comuni (avendo anche indotto i riscossori a truffe). Una buona collettività è quella in cui le contravvenzioni tendono a zero perché i membri si comportano bene.
    • Alberto Rispondi
      Le sanzioni amministrative, non solo sono aumentate del 100% contro il 20% degli altri paesi europei, ma l’importo delle stesse è in Italia nettamente maggiore a parità di regola infranta; la sanzione per un divieto si sosta, ad esempio, è quasi il doppio in Italia in confronto alla Germania. Se poi consideriamo che il reddito medio in Germania è nettamente superiore a quello Italiano, per l’automobilista “indisciplinato” italiano lo stesso importo costa più minuti di “lavoro“ di quello tedesco. Così non si comprende perché, ai fini di aumentare la sicurezza durante la guida, è consentita la ripresa con una videocamera durante questa o la guida con un gelato in mano ma è proibito l’uso del telefono cellulare. Perché limitare e punire l’eccesso di velocità in autostrada e non sensibilizzare, con altrettanta enfasi, la mancanza di distanza di sicurezza. Perché ridurre e limitare la velocità da 90 a 70 Km/h in una tangenziale con 6 corsie (tre per ogni senso di marcia), se non si registrano incidenti ? Una possibile spiegazione per lo “sconto” risiede nell’estrema necessità di recuperare risorse economiche. La ratio della sanzione amministrativa per la mancata osservazione di regole di condotta è quello di evitare che la condotta persista e non un pretesto di “fare cassa”. Altrimenti non si comprende il perché non dirottare tutti gli autonomisti indisciplinati, dopo l’aver raggiunto un tot di infrazioni, a lavori socialmente utili ricollegabili alla sanzione infranta.
  3. MARSP Rispondi
    Se penso che il mio reddito aumenterà in futuro, o che quanto meno la probabilità che aumenti sia maggiore uguale a quella che diminuisca, allora è probabile che procrastini il pagamento della multa, nonostante il suo valore monetario aumenti. In effetti anche "calcolando approssimativamente in anticipo" un criterio di scelta è quello di rapportare l'incidenza della multa sul reddito attuale e l'incidenza della multa sul reddito che ci immaginiamo in futuro. Il futuro è sempre incerto ma ci sono varie teorie che sostengono che la gran parte di noi è tendenzialmente più ottimista che pessimista. Anche nella situazione limite di non vedere prospettive di miglioramento della propria condizione economica procrastinare una spesa imprevista è un comportamento che lascia intatto il proprio budget mensile. Rimandare un problema economico risponde quindi ad una qualche forma di razionalità nell'immediato, sebbene diversa da quella assunta da perfetti calcolatori. Se si verificasse empiricamente questa ipotesi (non è una verifica con disegno sperimentale come quella suggerita come metodo di ricerca ideale prima di introdurre queste misure), si potrebbe pensare che i pensionati possano essere una categoria più disponibile a pagare subito a fronte di uno sconto (ma anche senza sconto...), giacché il reddito che percepiscono domani non supera quello che percepiscono oggi. Al contrario per disoccupati, lavoratori giovani (fino a quando hanno prospettive ragionevoli di migliramento economico), lavoratori autonomi soggetti a rischio reale di mercato, prevale in genere una incertezza sul reddito che favorisce l'idea di procastinare il pagamento. Probabilmente un eccellente macroeconomista direbbe che l'unico modo per ottenere una maggiore celerità nei pagamenti sarebbe migliorare le condizioni economiche di chi paga. Ma anche in questo caso resta l'impressione che il governo stia sostanzialmente offrendo ai comuni l'idea di sostituire entrate fiscali dirette o trasferimenti (in crisi entrambe per ragioni note) con multe, qualcosa che va nella direzione diametralmente opposta a quella di rafforzare la fiducia nelle istituzioni pubbliche, e che può solo creare molto scontento tra i cittadini leali (fiscalmente) e le istituzioni pubbliche.
  4. Enrico Rispondi
    Personalmente ritengo la norma inutile: sarebbe stato più efficace analizzare il ritardo di pagamento delle multe, vedere quale è la media di ritardo e cercare di ridurlo semplificando i metodi di pagamento (diciamo on-line, in modo che si possa fare da casa/ufficio, senza code etc e ovviamente inasprire in caso di mancato pagamento entro due mesi, ad esempio). Inutile, sicuramente, per chi non paga le multe: continuerà a non pagarle e non sarà lo sconto dle 30% ad incentivarlo. Mi piacerebbe, ma sicuramente non è fattibile in Italia (Paese dove la privacy viene utilizzata quasi strumentalmente), pubblicare sul sito dei comuni la lista di chi non paga da più di sei mesi, in fondo sono individui che devono soldi alla comunità per averne violato le regole.
    • MARSP Rispondi
      Una multa non è una tassa, e la confusione tra multe e tasse constiuisce una grave degenerazione di uno stato di diritto. L'idea di una lista di proscritti poi è ancora peggiore, perché è possibile un comportamento deviante da parte di chi effettua la multa. Le multe sono sanzioni amministrative comminate a chi viola una regola, e in linea di massima dovrebbero essere giuste, cioè siamo tenuti a fidarci di chi commina una multa. Ma ci sono due problemi, non banali: a) le multe non hanno alcun criterio di equità rispetto al reddito (se un individuo che percepisce un reddito di 10.000 euro annui subisce una multa molto elevata con una macchinetta perché ha parcheggiato sulle striscie blu dimenticando il tagliando, egli ottiene la stessa identica sanzione economica di un miliardario che parcheggia un fuoristrada nel medesimo luogo. Fino a quando la multa ha un valore esiguo tutto ciò "tiene". Ll'individuo che subisce la multa la considera comunque "accettabile" (purché ci sia la violazione!!). Tanto più cresce il valore della multa rispetto al reddito tanto più un sistema che trasforma le multe in strumento di entrata per i Comuni diventa fortemente regressivo, e molto poco accettabile. Non è forse un caso se si trovano spesso grandi fuoristrada molto costosi parcheggiati ovunque. Per i proprietari può non essere un grande costo pagare una multa salatissima. b) la sostituzione di prelievo fiscale con multe è in ogni caso profondamente iniqua in un mondo di fatto molto diseguale. Si correggono i comportamenti (forse) dei poveri (e di molti ceti medi) i quali sono già corretti, nel mentre i più ricchi non sono certo "corretti" dalle multe. c) chi si preoccupa onestamente delle regole del codice della strada sa che ci sono metodi più efficaci, che rendono indipendente la sanzione dalla disponibilità di risorse economiche (es: patente a punti) e la rendono anche molto più efficace. Per tutte queste ragioni la norma è a mio avviso criticabile nella sua razio. Definirla inutile mi sembra un lavarsene le mani, cioè un modo per difendere l'operato del governo. In democrazia i governi possono essere criticati, preferibilmente con dati empirici, e comunque sulla base di quello che fanno.
      • Enrico Rispondi
        Lungi da me confondere multe con tasse. Vedo difficilmente applicabile la progressività delle multe in base al reddito, per 2 motivi pratici: 1) la multa andrebbe elaborata in "backoffice" per incrociare i dati del contribuente...mmm difficile e comunque si aprirebbe il discorso se basarla sul reddito, sull'ISEE o altro? 2) (consentitemi un po' di polemica) tenendo conto dell'evasione "leggermente" diffusa, si finirebbe con avere il proprietario del suv che paga meno di quello con una vecchia auto. Per l'inutilità: non giustifico nessuno, non resta che vedere se funzionerà, ovviamente se qualcuno si degnerà di raccogliere ed elaborare i dati fra 6 mesi o 1 anno. Grazie comuqnue per il commento, molto dettagliato.