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  1. FLAVIO Rispondi
    L'incremento degli affitti a motivo dell'introduzione dell'Imu ovvero dell'incremento dell''Ici ad Imu è molto teorico in quanto il locatore non può traslare questo maggiore costo sull'inquilino per l'intera durata del contratto. Un incremento è ipotizzabile per i contratti nuovi o in scadenza, pertanto gli effetti sono in gran parte futuribili, compreso il fatto, non secondario, che un aumento dell'affitto può rendere l'inquilino moroso con tutte le conseguenze del caso
  2. Gianni M. Rispondi
    E no!! In Italia si tassa sia il patrimonio che il reddito...il problema è proprio questo. Non solo ti tassano il reddito, ma su quello che compri con ciò con ti rimane dopo aver pagato le tasse, te lo ritassano ancora!!
  3. patrizio Rispondi
    Credo che sia urgente una revisione catastale complessiva. I mezzi ci sono - da google earth in avanti. E vanno riviste le rendite e le classificazioni. Poi si possono fare modifiche alle aliquote.
  4. Alberto Rispondi
    Una volta la "patrimoniale" sulla casa avveniva una tantum, poi l'anno esatta costantemente introducendo ICI e poi IMU. Mi faccia capire cosa intende ulteriore patrimoniale e soprattutto perché se Caio possiede un bene, come la casa da locare, deve essere costretto a locarla ad ogni costo a qualcuno il quale, se non vuole pagare la pigione, lo stato lo tutela perché è la parte più debole; per avere il diritto, non di essere pagato, ma di evitare che persista questo stato di "non percepimento" richiede processi di mesi/anni e lo stato in ogni caso (vd. immobili commerciali) esige imposte su locazioni non percepite.
    • Umbe Rispondi
      Anche io non ho capito perché si parlio di "... assurda discriminazione..." tra case locate e non locate in via di principio, ancora di píu in un frangente in cui trovare un affittuario sia un´impresa (parlo x esperienza) solo piú piccola di trovarne uno che paghi regolarmente. DI cosa devo essere "punito", di non voler affittare? Anche l´ipotesi di una IMU x case sfitte mi sembra al limite del legale e del lecito: ho una casa, pago spese condominiali come gli altri condomini, pago eventuale IMU e mi tassano su redditi che non percepisco. Mi si passi la battuta: allora mi diano la possibilitá di pagare in modo figurativo...
    • AM Rispondi
      orse non sono stato chiaro. Intendevo solo dire che un'imposta sul reddito (IRPEF) che colpisce una casa realmente sfitta (non affittata in nero) quindi ovviamente senza reddito, ha di fatto il significato di un'imposta patrimoniale. In Italia era così sino all'introduzione dell'IMU da parte del Governo Monti.
  5. Alberto Rispondi
    Come sempre dipende dal punto di vista. Per lo stato l’esigenza è coprire i buchi (creati da chi e come) che di volta in volta si formano con l’aumento del prelievo, spesso fantasioso e troppo spesso iniquo per non dire altro, di tasse, imposte, accise, bolli, infiniti balzelli. Questa ormai va in direzione contraria all’esigenza di chi produce in Italia non essendo più competitivi con le aziende di stati concorrenti e contraria all’esigenza di chi, dovendo dare sempre di più, non riesce più ad arrivare alla fine del mese o arranca. Come sempre si tratta di capire in quale direzione si vuole andare. Quando l’ultima azienda che ha lottato sul mercato fino all’ultimo e seppur con rammarico sarà costretta a chiudere (le ragioni a quel punto sono inutili), i risparmi, se non prelevati prima con l’ennesimo fantasiosa giustificazione per l’esigenza di coprire i buchi, terminati, le sorti del paese quali saranno ? Dovremmo sperare che qualcuno voglia acquistare quel che rimane ?
  6. enrico Rispondi
    Un articolo molto interessante. Dal dibattito di questi giorni non riesco però a capire o ad immaginare come la nuova imposta interesserà le seconde case nell'impianto complessivo. Condivido quindi con i lettori una serie di interrogativi. In particolare, se ad essere "ritoccata" sarà solo l'Imu sulla prima casa, assisteremo ad una doppia tassazione delle seconde case e a pagare saranno sia affittuari che proprietari (per lo stesso immobile)? Inoltre, in questo modo, non sarà sostanzialmente un' Imu più leggera sulle prime case grazie esclusivamente al nuovo gettito degli affittuari? O si procederà ad una revisione complessiva dell' Imu anche per le seconde case (in questa ipotesi perchè non si parla mai del gettito complessivo Imu ma solo dei 4 miliardi dell'abitazione principale)? Lasciando l'Imu sulle altre abitazioni invariata, i due effetti di cui si parla nell'articolo non vanno a sommarsi aumentando a dismisura il costo degli affitti?
    • lavoceinfo Rispondi
      Approva Inviato da iPhone Il giorno 01/set/2013, alle ore 11:43 AM, "Disqus" ha scritto:
  7. AM Rispondi
    Fortunatamente la tassazione IRPEF sulle case sfitte non è stata reintrodotta e si è evitato il solito pastrocchio all'italiana. E' infatti un'assurdità che un'imposta sui redditi colpisca redditi che non esistono. Se si vogliono punire i proprietari di case sfitte si introduca una patrimoniale sugli immobili sfitti. Ma ci vuole coraggio. Forse la parola "patrimoniale" spaventa i politici italiani.
  8. Giovanni Rispondi
    A mio giudizio la distinzione tra prime case e case date in affitto è pura demagogia. E' vero che le seconde danno un reddito, ma questo è già abbondantemente tassato. Il proprietario potrebbe provare a scaricare l'IMU sull'inquilino, con il brillante risultato di far pagare la tassa a chi non ha la casa, oppure accollarsi la spesa, con il che la redditività diventa ancora minore, ammesso poi che l'inquilino paghi regolarmente, cosa sempre più rara. Il mercato degli affitti sarà sempre più asfittico, alla faccia dell'esigenza della mobilità territoriale. La vicenda mi ricorda il '68, quando i proprietari erano visti come sfruttatori da bastonare, mentre spesso si tratta di persone che hanno investito i risparmi per crearsi una sicurezza per l'avvenire.
  9. Massimo Matteoli Rispondi
    Il problema vero (IMU o TARES che sia) è che lo stato continua a prelevare fondi con tasse che invece si vorrebbero locali. Ciò stravolge tutto, ma dubito che il gettito della nuova "service tax" andrà per intero agli enti locali perchè è troppo comodo per il governo centrale riscuotere imposte usando come gabellieri i comuni. La cosa è doppiamente folle, perchè nel contempo lo stato, mentre con una mano prende con l'altra finanzia per miliardi di euro gli enti locali. La cosa più seria da fare sarebbe attribuire ai comuni la tassazione sugli immobili, abolendo i contributi statali. Che siano i cittadini-contribuenti a valutare poi con il voto l'operato delle proprie amministrazioni ed il valore dei servizi che ricevono in cambio delle tasse che pagano.. Ne guadagneremo anche in efficenza, perchè un sindaco che spende le tasse dei propri cittadini è sicuramente più attento ed oculato di cui che usa i soldi ricevuti da Roma. Per prima cosa bisogna, però, esserne convinti noi e l'opinione pubblica.ed imporre questo come tema centrale del dibattito, invece di questa uggiosa discussione su prima casa sì, prima casa no.
    • AM Rispondi
      Giusto che il gettito delle tasse locali vada ai comuni e giusto che i cittadini che pagano le imposte giudichino gli amministratori comunali, ma allora per le amministrative debbono poter votare anche i proprietari delle seconde case, quelli che pagano più imposte. Se si concede poi il voto agli immigrati residenti non proprietari di immobili si arriva all'assurdo che un immigrato tunisino che ha la residenza a Rapallo (e che già vota alle elezioni in Tunisia) può concorrere ad eleggere il sindaco di Rapallo, mentre un pensionato milanese che per 6 mesi all'anno vive nel Tigullio e che qui paga le imposte si vede rifiutare il diritto di voto.
  10. Alberto Rispondi
    Si può eufemisticamente concludere che il legislatore italiano non conosce il saggio ammonimento "semplice è bello" ; tutto troppo complicato, tra rinvii, acconti, cancellazioni vere o presunte, con la solita aggravante che il contribuente vive in una continua incertezza che certo non aiuta i possibili investimenti produttivi Ma una semplice tassa unica (bassa) in base ai metri quadri? Senza distinzione di reddito, 1a o 2a casa, fitta non sfitta ecc.
  11. Marany Rispondi
    Molto interessante. C'è solo una imprecisione, perchè TARSU e TIA sono già state abolite nel 2013 e sostituite dalla TARES (art. 14 del D.L. 201/2011, modificato poi da L. 24/12/12 n. 228) che è costituita da componente sui rifiuti + componente su servizi indivisibili. La TASER sarà molto simile alla TARES, pare, oltre a esserne un anagramma.
  12. alias Rispondi
    e perchè i comuni non applicano l'imu su 2 distinte case di proprietà di 2 coniugi, che se le sono debitamente intestate, così ciascuno di essi possiede e abita la propria, unica, sacrosanta "prima casa"? forse perchè così si salvaguarda la "demografia" dei piccoli centri di mare/montagna/campagna?
  13. Federico Rispondi
    Dopo mesi di dibattiti sul destino dell’ IMU, finalmente la montagna ha partorito il topolino. Hanno abolito un’imposta, ma hanno introdotto, per lo stesso gettito, una nuova tassa che probabilmente, tipico del nostro paese con i moltissimi “non si sa”, si pagherà sempre sulla rendita catastale per la quale, è ovvio, i servizi offerti dai Comuni, non potranno aumentare ma addirittura diminuiranno data la mancanza di risorse finanziarie e l’obiettivo di risparmio. Adesso che hanno abilito l’ IMU possono sostenere che non si può avere tutto e i presupposti per l’aumento dell’IVA ci sono tutti. Togliere con una mano per prendere con l’altra è la strategia per risollevare il paese ?
  14. marco parigi Rispondi
    Perché mai sarebbe "assurda discriminazione" nn pagare irpef su case nn locate? Le case locate producono un reddito monetario quelle nn locate no, mi pare una differenza nn da poco. O si ritiene tassabile il quantum di "utilità" che uno deriverebbe da una seconda casa? Non so, pagano la service tax e quindi i servizi, che c'entra il reddito?
    • Fabio Lombardo Rispondi
      Il concetto di "affitti in nero" è familiare?
      • marco parigi Rispondi
        ah, quindi se io ho, per ipotesi, una casa in campagna dove vado ogni tanto dovrei pagarci - oltre alle giustissime sui servizi, etc - tasse su un reddito che non esiste perché un altro si suppone affitti la sua in nero? cool. Tanto più che la maggioranza delle seconde case sfitte non sono appunto affittate, in nero o no, ma servono per recarcisi.
        • Fabio Lombardo Rispondi
          Lo Stato non è capace o non vuole stabilire la realtà dei fatti. E alla maggior parte di noi va benissimo così, inutile nasconderselo, al fine di fare un po' più o meno quello che si vuole. Ma siccome lo Stato ha dei bisogni ed è composto da burocrati che sono in primo luogo cittadini ecco la contro soluzione: più tasse a pioggia per tutti. I veri furbi le schiveranno comunque. Gli altri pagheranno mugugnando. PS: Avrei potuto rispondere che al posto della fantomatica villa di montagna ci sarebbe potuto essere un simpatico bilocale in zona universitaria, perennemente sfitto, ma da quale arrivano sempre rumori e grida...
      • Umbe Rispondi
        Guarda che x evitare il nero, ci vuole poco: se la casa ha utenze attive, vale a dire luce e gas (soprattutto il secondo, per la prima puó essere necessaria x la manutenzione ordinaria) allora significa che é abitata e quindi o si trova l´affittuario in nero o la usa il proprietario anche saltuariamente (le seconde case intestate a un coniuge). Ha ragione chi propone di dare tutto in mano ai Comuni, in modo che vadano a stanare chi affitta in nero, se lo vogliono...
        • AM Rispondi
          I piccoli e medi comuni, se lo vogliono veramente, non hanno bisogno di aiuto per stanare gli affitti in nero e le seconde case travestite da prime case. In questi piccoli centri si sa tutto di tutti.
    • Otto Rispondi
      Perchè in Italia c'è sempre il vizio di tassare il patrimonio e non il reddito. Bah