Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito pubblico. In questa puntata con Carlo Favero discutiamo del legame tra andamento demografico e debito pubblico.
La borsa festeggia, ma l’economia reale rischia di rimanere bloccata dopo la sentenza della Corte Suprema Usa sui dazi. Si è infatti creato un vuoto normativo che può produrre ancora più danni all’attività delle imprese. La difficile posizione dell’Ue.
La presenza di sedi universitarie ha ripercussioni positive sui territori, ma non favorisce un processo di convergenza economica. Anzi, rafforzando i vantaggi competitivi delle province che ospitano le facoltà, amplia differenze di reddito e produttività.
Il sostegno trasversale in Italia all’emissione di eurobond sembra nascere dall’illusione che si tratti di un debito che sarà qualcun altro a pagare. Non è così. L’utilità di titoli europei dipende da scelte politiche verso una maggiore integrazione.
Salario individuale netto e reddito familiare netto sembrano raccontare storie opposte. Nell’apparente paradosso giocano un ruolo fisco e occupazione. Che però non possono sostituire a lungo retribuzioni che non seguono l’aumento del costo della vita.
L’integrazione non è un processo a senso unico, tutto a carico di chi arriva. Coinvolge invece anche la società ospitante. Ricordare di far parte di una società multiculturale può rivelarsi un intervento semplice ed efficace per migliorare la cooperazione.
La Corte Suprema Usa ha bocciato i dazi di Trump. Con la sentenza si è però aperto un vuoto normativo che rischia di essere più dannoso delle stesse tariffe. E […]
I report globali sui salari dell’Ilo tendono a dare maggior risalto ai dati negativi. L’Organizzazione dovrebbe rendere espliciti i limiti delle sue analisi per non indebolire la base scientifica necessaria per orientare politiche del lavoro efficaci.
Cambiano le regole sulla minimum tax globale. L’accordo “Side-by-Side” introduce una flessibilità che potrebbe portare a passi indietro nel coordinamento tra paesi. Ma potrebbe anche rivelarsi uno stimolo per una risposta strategica e coordinata della Ue.
Dalla metà del 2021 Pil, ore lavorate e occupati non seguono lo stesso andamento, allontanandosi anche dal periodo pre-Covid. L’analisi dei dati porta a molte ipotesi e a una certezza: ora il mercato del lavoro è più dinamico e meno precario di prima.
Le ipotesi sulla nuova revisione della legge elettorale ci consegnano un ulteriore rafforzamento del potere esecutivo e una personalizzazione ancora più accentuata dei partiti. Il contrario di quello che servirebbe. E che si potrebbe fare con poche mosse.
Il decreto “Milleproroghe” ha confermato per il 2026 le modifiche al Fondo centrale di garanzia per le Pmi. Superate le emergenze, come utilizzare questi strumenti per promuovere gli investimenti nei settori oggi strategici per la competitività?
La convergenza della disoccupazione tra paesi del Nord e Sud Europa è una buona notizia. Ma rischia di mascherare differenze che restano profonde. I paesi meridionali devono migliorare occupazione e partecipazione, in particolare tra donne e giovani.
Aumenta la percentuale di over65 coinvolti in incidenti stradali. Il fenomeno richiede una spiegazione a livello demografico, culturale e comportamentale. Ma in definitiva non sembrano salire il numero di quelli in cui sono responsabili solo gli anziani.
La figura di Donald Trump ha certo caratteristiche peculiari. Ma il suo ritorno al potere va letto come il riflesso di trasformazioni strutturali profonde, destinate a durare nel tempo. L’ascesa della Cina nello scacchiere internazionale ha cambiato molte cose.
Alcune stime sull’impatto socioeconomico delle Olimpiadi invernali sono state fatte. Ma si basano su ipotesi semplicistiche e senza tener conto del fatto che ci sono criteri e metodi diversi di analisi. Cosa manca per avere un quadro più realistico.
Dopo le sperimentazioni del 2024 e del 2025, con risultati non entusiasmanti, ora il passo indietro sulla possibilità che i fuorisede possano votare al referendum costituzionale sulla giustizia. Ma non si potrà continuare a ignorare il problema in futuro.
La Commissione dovrebbe definire un nuovo regime opzionale di diritto europeo, senza affidarsi all’armonizzazione di quelli nazionali, aperto a tutte le imprese e non solo a quelle innovative. Dovrebbe anche prevedere regole semplici e ben formulate.
Le multinazionali richiamano i dipendenti in ufficio. Invece nelle Pmi italiane lo smart working sopravvive in forme inaspettate. La negoziazione informale porta la flessibilità anche in fabbrica e nel settore della cura, agendo come welfare invisibile.
Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: i titoli di stato italiani sono davvero diventati più sicuri dei titoli di stato tedeschi?
Per spiegare i vantaggi dell’autonomia differenziata sulla sanità, il presidente di Regione Lombardia cade sull’esempio sbagliato: una vaccinazione per neonati che le regioni non potrebbero somministrare perché non inserita nei Lea. In realtà già la fanno.