Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito economico e politico. In questa puntata parliamo con Marzio Galeotti della sicurezza energetica in Italia.
Alla prevenzione è riservata solo una piccola parte della spesa sanitaria pubblica, mentre l’80 per cento è assorbito dalle malattie croniche, che in larga parte si possono prevenire. Ma la politica sanitaria continua a scegliere la spesa d’emergenza.
Il sistema per ripartire tra gli atenei la quota premiale basata sulla valutazione di qualità della ricerca è complesso, ma finisce per rispecchiarne la dimensione. Occorre riconsiderare gli obiettivi, rendendo più trasparente tutto il meccanismo.
La solitudine è un sentimento diffuso nei paesi ricchi. Ha costi economici che potrebbero essere risparmiati investendo nei legami amicali, familiari e di comunità , nella rigenerazione urbana, nell’animazione sociale e in un welfare di prossimità .
Con la fine dei Pnrr, la Ue è di fronte a una scelta: dotarsi di una capacità fiscale permanente o tornare a strumenti solo nazionali. Un fondo anticiclico automatico, nel rispetto dei Trattati, può contribuire a riequilibrare occupazione e stabilità .
Quando il prezzo del petrolio sale, quello alla pompa segue a ruota, mentre quando scende il calo per i consumatori è molto più lento. Lo conferma l’analisi di quanto accaduto […]
Per decenni le politiche del lavoro si sono concentrate sull’occupabilità . Ora l’evidenza sperimentale sul monopsonio digitale sposta il baricentro: il vincolo decisivo è il ventaglio di alternative che ciascun lavoratore riesce a vedere e a perseguire.
L’istruzione post-secondaria o terziaria professionalizzante fatica a prendere piede, nonostante i miglioramenti arrivati con le riforme del sistema. Un’indagine mostra che gli studenti degli istituti tecnici hanno aspettative basse su questi percorsi.
L’istruzione non basta a garantire pari opportunità . Anche tra laureati il background familiare conta per i risultati nel mercato del lavoro. Il vantaggio deriva dall’accesso a imprese migliori più che da differenze individuali. E col tempo si rafforza.
In Italia i lavoratori tendono a rimanere sempre nella stessa azienda. È anche per questo che i salari sono bassi. Bisogna quindi ridurre i costi della mobilità e aumentare i benefici del passaggio verso le imprese migliori, che pagano stipendi più alti.
I salari italiani sono fermi da anni e l’inflazione ne ha corroso il potere d’acquisto. Servirebbe una riforma della contrattazione, con alla base una legge sulla rappresentanza. Andrebbe anche rivisto il sistema fiscale, per evitare il fiscal drag.
Se l’andamento delle retribuzioni degli ultimi vent’anni è stato articolato, il futuro non si prospetta roseo. Shock energetico e inflazione minacciano il potere d’acquisto delle buste paga. Servirebbero cambiamenti radicali, che non sono all’orizzonte.
La riduzione delle accise è uno strumento rapido e visibile per intervenire sui rincari di carburante dovuti a una crisi. Ma i risultati possono cambiare da territorio a territorio. Molto dipende dal contesto concorrenziale in cui la misura viene applicata
Il rapporto deficit/Pil nel 2025 è stato del 3,1 per cento e l’Italia resta in procedura di infrazione. Una politica fiscale più prudente avrebbe permesso di abbassare definitivamente il debito, approfittando di crescita post-Covid e inflazione.
Sono in aumento le iniziative per rendere l’Europa autonoma dai monopoli tecnologici americani. Non si tratta solo di una risposta alle tensioni geopolitiche, ma di una scelta strategica per costruire un futuro digitale sovrano, sicuro e inclusivo.
In termini reali il livello attuale del prezzo della benzina è al di sotto dei valori prevalenti negli ultimi quindici anni. Non sembra dunque esserci stata un’emergenza tale da giustificare il temporaneo taglio delle accise da parte del governo.
È passato un anno da quando Trump ha introdotto i dazi sulle importazioni. I risultati ottenuti sono lontani dagli obiettivi. Le tariffe sono state trasferite ai consumatori. Così l’inflazione è salita e la Fed ha ritardato la riduzione dei tassi.
Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: i titoli di stato italiani sono davvero diventati più sicuri dei titoli di stato tedeschi?