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  1. Alessio Calcagno Rispondi
    Gli Italiani che parlano male della signora Thatcher non hanno visto l'Inghilterra cosa era nel 1970s. Gli inglesi che ne parlano male magari sono i figli che avevano genitori minatori. Ora non si sognerebbero per niente di scendere giù a 1 km sotto terra come facevano i loro padri. Tutti hanno davanti ai loro occhi l'Italia del 2013 (non è un bel vedere), e l'Inghilterra del 2013 (in leggera crescita e speranzosa nel futuro).
  2. ING Rispondi
    mi spiace ma non c'è una solida analisi causa effetto: considerare la scoperta del petolio del mare del nord trascurabile, non includere internet nè la corsa alla finanza credo non sia accettabile. l'unico dato correlabile in maniera più solida sembrerebbe la disuguaglianza, e non è esattamente una dato favorevole. credo si possa tranquillamente archiviare la thatcher
    • Valentina Rispondi
      Giusto, si può archiviare come la persona che ha impedito alla Gran Bretagna di fare la fine dell'attuale Grecia. Il resto sono cose da parassiti
  3. Fla Rispondi
    "Thatcher’s answers to the growing industrial disorder of the 1970’s were “monetarism” to liquidate inflation, legal curbs on trade-union power, and privatization of bloated state-owned industries – “selling off the family silver” as former Conservative Prime Minister Harold Macmillan called it. The aim of all three measures was to restore both state authority and economic dynamism. With the help of North Sea oil, Thatcher reversed Britain’s relative economic decline. But her victories came at a huge social cost, with unemployment rising to 12% of the labor force (three million people) in 1984, the highest since the 1930’s. For those growing up in the industrial north, Thatcherism foreclosed the future. The new economy based on finance and shopping skipped a generation...The shift toward finance that Thatcher promoted heightened inequality and made the economy more volatile. Her “right to buy” policy triggered an upward spiral in house prices, which encouraged households to take on more and more debt. The “Big Bang” of 1986, which de-regulated financial services, made risky behavior in the City the norm. These reforms sowed the seeds of the financial crisis of 2008" . Grafico sui redditi dell'1% della popolazione britannica http://nakedkeynesianism.blogspot.it/2013/04/thatcher-in-one-graph.html . Prezzi del Brent in questo studio Bankitalia, in figura 1 e 2, che aiutarono, e non poco, la ripresa al tempo. Direi che le conseguenze economiche della Sig.ra Thatcher sono state profonde, e dense di problemi per i lavoratori britannici. Cordiali saluti.
    • Fla Rispondi
      Manca il link dello Studio Bankitalia, mi scuso, che è questo http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&ved=0CDkQFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.bancaditalia.it%2Feurosistema%2Fcomest%2FpubBCE%2Fmb%2F2004%2Fmb200411%2Fbce11%2Farticoli_11_04.pdf&ei=dTRxUYyoLe6B7Qb50YCwBQ&usg=AFQjCNFWJrf2ucp29yPCR20sSHzwO3l1jQ&sig2=-crmZ7CERP7N1BcfEXqKhg&bvm=bv.45373924,d.ZGU
  4. francesco daveri Rispondi
    Il mio pezzo non parla solo del Pil ma anche di disoccupazione, disuguaglianza e (una misura della) povertà. Quindi non definirei la mia analisi "acritica" perchè prende in considerazione una varietà di dimensioni tutte rilevanti nel valutare l'attività di un politico. Aggiungerei anche (rispettosamente, per carità) che il link suggerito al sito Ifs non funziona.
    • Daniele Perissi Rispondi
      Mi scuso, questo dovrebbe essere il link funzionante http://www.ifs.org.uk/fiscalFacts/povertyStats Sono d'accordo che l'analisi dell'articolo globalmente si riferiva anche a disoccupazione e altre variabili. L'accusa di "acriticità" era relativa solo alla parte di analisi concernente il PIL, nel senso che si metteva in evidenza il "benessero medio" che risultava alla fine del tredicennio thatcheriano senza analizzare in quali fasce della popolazione questo benessere in concreto fosse finito. I dati dell'IFS mostrano nel dettaglio le conseguenze di questo aumento del benessere medio nei vari settori della popolazione.
  5. Luciano Rispondi
    L'attacco ai diritti dei lavoratori (precarizzazione del lavoro in tutte le forme possibili, abolizione dell'art 18), il progressivo impoverimento/smantellamento del welfare (giunto al parossismo con la riforma Fornero delle pensioni), le privatizzazioni (in Italia massicce almeno quanto in Uk) e la deregulation (in Italia si è deregolamentato -es commercio- o inflazionato l'offerta -es libere professioni- persino troppo) è iniziato nel 1980 con la marcia dei 40 mila alla Fiat. L'economia è ingessata dalle deliranti politiche di austerity imposte al nostro paese dall'Europa. Non si combatte la recessione con manovre recessive. Usa, Giappone e Bric infatti fanno l'esatto opposto.Quale e quanto debito pubblico sia necessario o esiziale alla crescita di un paese è argomento complesso e da sviluppare ulteriormente.
  6. Luciano Rispondi
    Completamente in sintonia con la tua analisi
  7. Daniele Perissi Rispondi
    Mi permetto di dissentire sull'acritica analisi della crescita del PIL nel periodo thatcheriano che si continua a fare in questo pezzo (nonché maggiormente sfumata che nel 300 parole): ancora non si tengono di conto i numeri che si celano dietro alla crescita media del PIL...e si che non è complicato trovarli (vedi lo spreadsheet messo a disposizione dall'IFS qui http://www.ifs.org.uk/fiscalFacts/povertyStats) e essi mostrano cosa abbia voluto dire l'incremento del PIL del periodo thatcheriano in termini di reddito disponibile (after housing costs) per i vari centili della income distribution UK. Per dare soltanto un paio di numeri: - nel tredicennio precedente al 79 (1966-1979): reddito del 10° centile della income distribution +21% - reddito del 95° centile: +16%. - nel tredicennio thatcher (1979-1991): reddito del 10° centile: -0,4% - reddito del 95% centile: +63%. In totale tra il 1979 e il 1991 il 25% piu povero della popolazione UK (1/4) non ha avuto alcun aumento del proprio reddito!!!!! Per favore non parliamo di conseguenze dettate solo da internet, la tecnologia e skill-bias: questi sicuramente hanno un ruolo, ma i risultati di tanti altri paesi, tra cui Francia e Svizzera (http://www.vwl.unibe.ch/studies/3096_e/dynamics_distr.pdf) negli stessi anni dimostrano che l'aumento delle disuguaglianze interne è tutt'altro che inevitabile. Un'analisi dell'aumento del PIL che non tenga conto di questo aspetto è, a mio modesto avviso, estremamente limitante e non permette di capire le conseguenze politiche e sociali di determinate politiche economiche. Rispettosamente
  8. Davide Rispondi
    Quanti sforzi per poter dare meriti a questa governante, sembra che tutta la storia dell'economia occidentale giri intorno a questa donna (ma era solo lei a governare?). Si vuole per forza trovare un senso economico alle politiche economiche, mentre vi è solo un senso politico. Il resto è propaganda. Con gli stessi criteri di questo articolo si potrebbe dimostrare che il boom italiano partito negli anni '50 sia merito di Mussolini. La crisi finanziaria ha inoltre dimostrato che le economie continentali più forti (Francia e Germania) hanno dei fondamentali più solidi nonostante gli stress subiti (cambio monetario, riunificazione tedesca) e la scarsità di materie prime.
  9. francesco daveri Rispondi
    Sono d'accordo sull'osservazione che la riduzione della povertà che si vede nei dati Ocse da me riportati ha a che vedere anche con la correzione di politiche pubbliche di Blair. Ma è difficile attribuire a Blair - piuttosto che all'ICT e alla finanza - il merito della rapida crescita post 1997. Per questo ho guardato al 2007. In ogni caso, i risultati di miglior performance dell'economia inglese rimangono anche se ci si ferma al 1997: con 1979=100 per tutti, UK=146, Italia=143, Usa=139, Germania=138 e Francia =129. Sono ancora più evidenti se li si calcola dopo il 1981 cioè dal punto di minimo della recessione.
  10. Davide Rispondi
    "da attribuire all’avvento di Internet, cioè di una tecnologia che genera pochi vincitori e tanti vinti" Questa affermazione è senza fonti, avulsa dal contesto e non giustificata. In che modo internet influisce sull'indice di Gini?
    • francesco daveri Rispondi
      Da molti anni esiste evidenza empirica sulla presenza di "skill-biased technical change" cioè di un progresso tecnico legato all' adozione dell'ICT e che viene ritenuto all'origine dell'ampliarsi delle disuguaglianze all'interno dei paesi. Il mio pezzo non era su questo argomento e qui ho fatto solo un accenno, forse troppo criptico. C'è un recente articolo di Acemoglu e Autor sul Journal of Economic Literature che parla di questi temi e più in generale della gara tra education and technical change. http://economics.mit.edu/files/8043
  11. Luciano Rispondi
    Tutta colpa di epigoni "un pò fessi" che hanno applicato ricette economiche e sociali "tanto innovative" in modo troppo drastico?..forse il problema è nelle ricette stesse.
  12. Luciano Rispondi
    Romano Prodi -nel suo articolo sul Sole24Ore- dice anche un'altra cosa molto, molto importante. Le ricette iper-liberiste implementate dalla Thatcher e da Raegan e divenute pensiero unico dominante x 3 decenni (Daveri le definisce in modo più ovattato pro-market) si sono rivelate causa della crisi attuale e ostacolo alla ripresa globale.
    • francesco daveri Rispondi
      Faccio fatica a vedere le ricette "iper-liberiste" come il pensiero unico dominante su tre decenni vivendo in Italia, cioè in un paese dove la spesa pubblica, nei tre decenni indicati, è solo aumentata, dove si è privatizzato senza liberalizzare i settori coinvolti e dove diventare notaio o professore universitario richiedeva di essere figli - meglio se maschi - di un notaio o di un professore universitario. Nel Regno Unito dopo la Thatcher c'è stato bisogno delle correzioni di Blair. Ma se da noi ci fosse stata una Thatcher non so staremmo meglio ma forse oggi avremmo una società meno ingessata.
  13. Pietroqd Rispondi
    Per interpretare ancora meglio i supposti dati, consiglio di usare il modello (che sicuramente conoscerà) di Clarida-Galì-Gertler ottimo per prevedere il tempo di domani!! Ma per favore, l'economia politica con numeri e formule è più devastante della bomba atomica.
  14. Pietro Biroli Rispondi
    Uno dei cavalli di battaglia della Thatcher era che l'aumentare del reddito aiutava anche i poveri, nonostante l'aumento delle disuguaglianze. Insomma, non si alzava solo la media (o la mediana) ma anche tutta la distribuzione del reddito. Questo e' un punto che fa anche Roberto Perotti nel suo articolo del sole24ore "durante il suo mandato salì il reddito disponibile di tutte le fasce della popolazione, anche del quintile più basso, che era invece sceso durante la recessioni dei terribili anni 70 di Roberto Perotti - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/LhmqS" Quando analizzate la poverta', si analizza la poverta' relativa (ancorandola al reddito meniano). Sarebbe interessante vedere i dati della poverta assoluta (magari in PPP) delle classi piu' basse della popolazione
    • Daniele Perissi Rispondi
      Peccato che il punto di Perotti sia falso: basta analizzare i numeri (vedi lo spreadsheet messo a disposizione dall'IFS qui http://www.ifs.org.uk/fiscalFa... ). Essi mostrano chiaramente cosa abbia voluto dire l'incremento del PIL del periodo thatcheriano in termini di reddito disponibile (after housing costs) per i vari centili della income distribution UK. Per dare soltanto un paio di numeri: - nel tredicennio precedente al 79 (1966-1979): reddito del 10° centile della income distribution +21% - reddito del 95° centile: +16%. - nel tredicennio thatcher (1979-1991): reddito del 10° centile: -0,4% - reddito del 95% centile: +63%. In totale tra il 1979 e il 1991 il 25% piu povero della popolazione UK (1/4) non ha avuto alcun aumento del proprio reddito!!!!! Altro che avanzare tutta la distribuzione del reddito!!!
  15. Valentino Larcinese Rispondi
    Mi pare che dalla prima tabella manchi una data importante: 1997, il passaggio del governo dai Conservatori ai Laburisti. Inserendo quella data si vedra' che la crescita piu' consistente si e' avuta dopo il 1997. Questo non implica che esista una causalita' fra governo labour e crescita, pero' non mi pare corretto attribuire alla Thatcher la crescita che si e' avuta sotto i laburisti. E' vero che Blair ha mantenuto molte delle rifome pro-market della Thatcher ma e' anche vero che ha cambiato radicalmente l'approccio alle politiche pubbliche, sia aumentando notevolmente la spesa pubblica in sanita' e istruzione sia introducendo riforme importanti nella modalita' con cui i servizi pubblici vengono forniti. Peraltro, dopo una crescita notevole sotto Thatcher e Major, la disuguaglianza (indice di Gini) e' rimasta pressocche' invariata negli anni di governo Labour, continuando a crescere sotto il primo governo Blair ma tornando indietro successivamente, segno probabilmente che le politiche pubbliche implementate dal Labour party hanno avuto un impatto. Dunque saltare direttamente dal 1990 al 2007 mi pare fuorviante.