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  1. andrea Rispondi
    Forse "L’Associazione italiana editori" non è una fonte molto imparziale per una statistica di questo tipo. A me risulta che da diversi anni il numero di pagine "HLML" che vengono aperte e consultate sia costantemente in aumento. Ovvio che questo genere di lettura toglie tempo e spazio alle fonti di informazioni più classiche. Pur leggendo pochissimi libri e quotidiani mi ritengo un discreto lettore (anche in inglese) parecchio informato e dubbioso sulla imparzialità di molte testate giornalistiche.
  2. elisa Rispondi
    ma si considerano i libri letti presi in prestito in biblioteca?
  3. Mauro Castaldi Rispondi
    Fabio Volo in testa... poveri noi...
    • Maria Rispondi
      Mi sembra più preoccupante Scola al secondo posto. Certo, immagino che quei 30 centesimi facciano la differenza.
  4. Umbe Rispondi
    Magari una minima pensata sulla qualità' delle letture...potrebbe essere un dato per i futuri rilevamenti... Umbe
  5. Daniele Chiarelli Rispondi
    Che i bambini leggano e dall'adolescenza si faccia altro (semplifico) è un dato consolidato da decenni, confermato anche dall'esperienza scolastica: è più facile far leggere cinque romanzi in un anno a un/una quindicenne che a un/una diciiottenne. IMHO, si dovrebbe fare molto di più per favorire la diffusione e lo scambio di libri in formato digitale che attualmente, causa DRM, è faticosissimo.
  6. Antonio Laterza Rispondi
    Ogni volta che leggo queste statistiche mi pongo sempre la medesima domanda: ci sono persone che, per diversissime ragioni, comprono pochi libri ma ne leggono tanti prendendoli in prestito dalle biblioteche comunali, chi li conteggia? Faccio riferimento alla biblioteca comunale della mia città che è molto frequentata anche perchè è molto attrezzata , ben fornita, aggiornata e funzionabilissima; insomma c'è qualcunio che rileva quei lettori?.
    • Francesca Rispondi
      Il numero dei lettori è rilevato dal questionario Istat in considerazione della quantità dei volumi fruiti, non acquistati. Pertanto, l'utente della biblioteca che prende in prestito dei libri, se intervistato, risponderà sulle sue letture, non sui suoi acquisti. Comprare un libro, infatti, non significa necessariamente leggerlo (può anche essere semplicemente regalato). Così come il non comprarlo, non preclude la possibilità all'individuo di essere inserito nella categoria di lettori.
  7. Angelo Rinaldi Rispondi
    Il punto è la sostanziale assenza di comunicazione: «ci si sente un po’ soli nell’universo, ad affidare un messaggio all’etere con la ragionevole certezza che non verrà letto, se non da sparute schiere di minoranze alfabetizzate». Una soluzione rischia di essere la semplificazione, che però è molto spesso banalizzazione. Quindi comunicazione parziale o comunque assente, appunto. Un serpente che si morde la coda. A un uso scorretto dei televisori si è aggiunto l'uso scorretto dei computer, il cicaleggio dei social network sta inglobando ogni cosa. Mestamente, ma anche realisticamente: perché il futuro prossimo dell'Italia dovrebbe essere roseo?
    • Car Po Rispondi
      concordo: usare superficialmente tv e computer è, secondo me, un problema di mancata educazione. Io ne sono un esempio, ahimè, e mi sforzo per migliorarmi. L'abitudine alla passività di fronte alla tv o alla superficialità su internet è dannosissima: per questo serve un'educazione periodica, anche in età adulta.
  8. Renzo Rispondi
    Non solo libri... esistono periodici che hanno la consistenza di un libro e a volte sono anche più impegnativi: rientrano nel computo?
  9. serlio Rispondi
    Una legge scellarata sull'editoria ha impedito che gli italiani potessero avvalersi degli sconti di amazon che parzialmente, molto parzialmente, restituivano potere d'acquisto al consumatore/lettore, in quanto dalla introduzione dell'euro il costo dei libri è pressochè raddoppiato, come molte altre merci d'altronde, ma gli unici che non hanno compreso questo sono stati i politici (chissa per quale ragione?) Già si leggeva poco prima dell'euro, ma ora a costo raddoppiato (o se preferite a potere di acquisto dimezzato) è logico che si legga ancora meno! E sono stati proprio gli editori a fare lobbyng nei confronti di quei geni di politici per avere una legge contro la libera concorrenza....... lungimiranti, molto lungimiranti questi editori
  10. Andrea Moro Rispondi
    Magari l'associazione editori potrebbe cominciare a fare lobbying contro la legge ad hoc che impedisce ad amazon.it di fare sconti sui libri.
  11. aldo Rispondi
    tristezza... Personalmente rovino la media, con 42 libri letti nel 2012