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GIOVEDì 25 DICEMBRE 2014


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  3. Maurizio Rispondi
    Abito a velletri in provincia di Roma, un comune di 54000 abitanti dove sono stimati 8000 immobili "fantasma" non accatastati. Qui il pdl è stato  ancora il primo partito. Dai risultati elettorali delle singole sezioni si nota che il pdl prevale nelle sezioni  delle zone dove sono stati commessi più abusi(casali di campagna trasformati in ville con piscine)mentre nelle sezioni semicentrali con iscritti che abitano in  appartamenti modesti di recente costruzione i grillini sono di poco  il primo partito. La propaganda per il condono edilizio ha funzionato... 
  4. Bruno Rispondi
    Il parere di un 24enne: Il conflitto generazionale c'è, solo che è unilaterale, per questo è difficile vederlo. I giovani italiani sono oggi una forte minoranza ed in quanto tale subiscono il volere della maggioranza, i non-giovani. Si guardi al mercato del lavoro duale (soluzione tacitamente accettata da tutti, da tutti i sindacati a tutti i partiti), si guardi alle pensioni (un patto "necessario"), si guardi al welfare ( che ai giovani in quanto giovani non offre niente), si guardi alla cultura gerontocratica ( trovatemi un giovane italiano che abbia una posizione istituzionale di rilievo, eccetto Renzi che peraltro è stato silurato, e ditemi se è giusto che al cinema ci siano le riduzioni per gli over-60 ma non per gli under-25) Da decenni la politica del paese, rincorrendo gli interessi della maggioranza, non ha avuto scrupoli nel togliere ai giovani per accontentare i non-giovani. Non c'è protesta da parte dei giovani, dite? Non è facile per chi sta costruendo la propria identità costruire al contempo un interesse "di classe", e rendersi conto infine che il nostro paese, invece che aiutarci a prendere il volo (come sarebbe naturale) ci sta tarpando le ali... per quello che è un bieco gioco a somma zero dove a quanto pare se sei giovane.. conti meno..perchè gli interessi precedono ciò che è giusto.
  5. Bruno Cipolla Rispondi
    Ecco una facile estrapolazione da fare: Ogni anno 500-700K vecchi elettori muoiono Ogni anno 450-550K giovani diventano elettori I vecchi elettori votano solitamente per i partiti tradizionali I giovani NO. Esercizio: calcolare la distribuzione dei voti fra un anno in base alla variazione biologica del parco elettori. Conclusioni: ci sono delle ottime speranze di un cambiamento radicale. http://www.indexmundi.com/it/italia/tasso_di_mortalita.html http://www.indexmundi.com/it/italia/tasso_di_natalita.html
  6. Francesco Rispondi
    "con una forte sotto-rappresentazione del voto per gli altri partiti e per il Partito democratico in particolare". Perché? Credo che il pdl sia ancor più sottorappresentato tra i giovani... Se volete sostenere che la cosa riguardi il Pd in particolare, dovreste mettere qualche dato a sostegno della vostra tesi (relativo anche agli altri partiti), o no?
    • Guido Rispondi
      Lo scostamento desunto dall'analisi rivela in ogni caso un nuovo e diverso atteggiamento dei giovani nei confronti dei partiti tradizionali, di destra di sinistra o di centro che siano, e questo rappresenta un salto di qualità nell'individuazione della propria desiderabile rappresentanza politico-istituzionale.
    • dario Rispondi
      Nell'articolo abbiamo riportato, per ragioni di spazio, unicamente la percentuale stimata del M5s tra i giovani. Lo stesso calcolo sul Pd dava valori decisamente bassi (attorno al 10%), inferiori a quelli del Pdl (15-20%). Applicando la stessa procedura, nel 2008 sia Pd che Pdl raccoglievano circa il 30% del "voto giovanile" calcolato in questo modo. Va ricordato che si tratta di stime che possono risentire fortemente della presenza di voto disgiunto, come chiariamo nell'articolo. Per avere dimensioni più precise e sicure del fenomeno è necessario attendere i dati di survey post-elettorali.
  7. Ninni Rispondi
    La politica italiana è lontana dalla vita reale del Paese ed è incapace pertanto di affrontare e risolvere i problemi che stiamo vivendo. I politici di professione vivono ancora nell'illusione che inserendo qualche volto nuovo e cambiando nome al partito, si possano riciclare in eterno. Ma non è più così. Chi comanda e rappresenta i partiti tradizionali sono ancora ex pci, ex psi, ex dc o msi. Dal dopoguerra ad oggi la politica italiana si è alimentata innescando contrapposizioni tra diverse ideologie (comunisti vs fascisti vs democristiani), scontri tra classi sociali (operaio vs imprenditore), o scontri generazionali (figli 68ini vs il pater familias). Negli anni 90 poi con tangentopoli e la fine della I repubblica sono morte le ideologie del 900 ed è nata contemporaneamente la contrapposizione tra il berlusconismo e l'antiberlusconismo che ha accompagnato tutta la II repubblica insieme allo scontro perenne sindacato-confindustria, diventati nel frattempo armi di distruzione dei partiti. Con la crisi economica in atto è cambiato tutto: i ragazzi e i giovani hanno una sola preoccupazione, una prospettiva per il futuro e mantenere il tenore di vita dei loro genitori. I ragazzi di oggi, cosi come i 30-40enni, non sono interessati ad alcuno scontro generazionale con i genitori (anzi i genitori aiutano con le loro pensioni i figli e i figli si sostituiscono allo stato sociale per tutelare la loro anzianità). Non sono interessati nemmeno allo scontro tra sindacato e...
    • Guido Rispondi
      Scusa l'appunto, io preferirei parlare di "conflitto", che non esclude la dialettica costruttiva, piuttosto che di "scontro" che allude alla sola ostilità ed è sempre negativo. Tale conflitto, più latente che manifesto nel nostro caso, riguarda il rapporto tra le generazioni come classi di età grossomodo 25ennali che si susseguono nella storia da sempre, non certo il rapporto all'interno del singolo nucleo familiare che in effetti spesso risulta sussidiario rispetto all'intervento pubblico di welfare.
  8. Guido Rispondi
    Il sottoscritto è un esempio di voto disgiunto over 60 (M5S al Senato), del quale rimango convinto, perchè è ora che il conflitto, che per me rimane tuttora tra classi (sinistra vs destra con un po' di interclassismo al centro), si estenda anche alle generazioni, in una prospettiva di riallineamento delle disparità/disequità ed escludendo progressivamente certe "code" distributive semplicemente vergognose. Ben venga dunque lo svecchiamento della gerontocrazia, che considero una perversa deriva storico-antropologica sempre meno giustificabile, verso un riassetto dei poteri verso l'età di mezzo dove si possono coniugare, al livello migliore, i requisiti di competenza, di autonomia e connessa responsabilità che il cervello è mediamente in grado di garantire. E’ ora che il Senato, dopo 2500 anni, si trovi una nuova e più consona denominazione.
  9. rosa Rispondi
    Analisi importante per capire e per iniziare un dialogo intergenerazionale...
  10. Anna Flavia Pascarelli Rispondi
    Magnifica riflessione!