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  1. Alberto Rispondi
    Quel che mi chiedo è perché, anche qui su La Voce come in moltissimi altri giornali, viene colpevolmente omessa la possibilità, che favorirebbe l’intera Nazione, di nazionalizzare MPS per farla diventare la banca pubblica di eccellenza italiana. In questo modo (ed è qui la parte fondamentale) potrebbe accedere al credito della BCE pagando il solo TUS (0,75%) e quindi concedere crediti alla Pubblica Amministrazione (cioè acquisto di titoli di Stato) ad un tasso bassissimo e facendoci risparmiare un’ottantina di miliardi di euro secchi di interessi ogni anno (art.123 TFUE - ex articolo 101 del TCE). Sottolineo che questo già avviene in altri paesi europei, e che la Banca d’Italia non può soddisfare questa funzione in quanto, guarda caso, preventivamente privatizzata.
  2. umberto Rispondi
    I dati della tabella sono impressionanti : rispetto agli altri Paesi l'italia ha un problema assolutamente trascurabile con le banche, probabilmente anche considerando le garanzie prestate alle banche di cui parla Piero. La crisi italiana nel suo complesso ha poco a che fare con le banche, eppure è gravissima. Un dato che salta all'occhio sono i versamenti italiani alla EU per aiutare gli altri Paesi in crisi : 29.5 miliardi solo nel 2012, una follia per un paese in crisi da debito come il nostro. Un altro dato è l'aumento del debito pubblico (circa 90 miliardi ) e della spesa pubblica nel 2012,roba da default! Sbaglia l'Italia, che non riesce a ridurre spesa e debito pubblico e sbaglia l'Europa, che non usa il Quantitative Easing in una simile situazione di emergenza, mentre USA, Giappone, UK ed altri lo usano. L'Europa forse ha una situazione meno critica degli altri paesi, ma rischia di pagare il prezzo più alto per la propria incapacità nel gestire la crisi.
    • Piero Rispondi
      La monetizzazione del debito pubblico fatta proquota dalla Bce per tutti i paesi euro (basta acquistare in dieci anni sul mercato secondario il 50% del debito pubblico paesi euro, soo 500 mld annui) e' la soluzione di tutti i problemi.
  3. Piero Rispondi
    I dati sono inesatti, per l'Italia non sono state considerate le garanzie date dal governo Monti al collaterale emesso dalle banche italiane dato alla Bce per il prestito dell'1% (nel rovvedimento salva Italia). Ricordo che il governo Monti ha usato due pesi e due misure, ha aiutato le banche ma non le imprese, ad oggi non è ancora operativo l'aumento del plafond fino a 2,5 milioni di euro per la 662, di più sono stati bloccati i fondi per la ristrutturazione delle imprese in crisi. Monti non è' capace di governare, a solo di svendere l'Itala. Questa rivista telematica fatta da economisti mi deve spiegare come si esce da questa situazione i stallo economico, ma non cominciamo con la solita lotta all'evasione ecc, all'economia dell'evasione non interessa, essa, anche se ingiusta moralmente e civilmente, diminuisce le imposte, il problema non è questo, l'Italia e' un paese industriale che dovrebbe vivere e crescere con l'export, invece li ultimi anni abbiamo visto un deficit commerciale della bilancia dei pagamenti ciò ha impoverito il nostro paese, gli economisti dicano perché, quale era o è la soluzione.
  4. Davide Rispondi
    Molto chiaro, tuttavia vorrei fare alcune considerazioni : La prima e' che se ad una azienda viene fatto un prestito che supera il valore della sua capitalizzazione in borsa equivale al suo acquisto! La seconda riguarda gli interventi pubblici a sostegno delle banche, sicuramente il dato italiano e' molto consolatorio, tuttavia vorrei ricordare che il MPS ha circa 500 anni e non sembra così consolatorio che una tal banca sia diventata un vuoto a perdere!
  5. Gabriella Chiesa Rispondi
    Mi sono sempre chiesta se il Dl del MEF contenente il prospetto (la definizione dei "monti bonds") fosse una bufala: Lo Stato italiano (il contribuente) ricapitalizza una banca accollandosi il down-side risk e lasciando ad altri l'up-side. Si vedano le clausole "Condizioni di pagamento degli interessi", "Facoltà di riscatto in favore dell' Emittente" e "Facoltà di conversione per l'Emittente": l'opzione di conversione dello stock di bonds in azioni ordinarie è in capo all'Emittente/MPS - con sconto del 30% circa.
  6. owluca Rispondi
    GRAZIE. il primo articolo completo e sensato sull'argomento che FINALMENTE riesco a leggere..... e dire che ho cercato a lungo..... ....da mio punto di vista potrei dire che questo è L'UNICO articolo pubblicato dalla stampa e su internet in proposito. lascio ai lettori domandarsi il perchè
  7. mario Rispondi
    articolo molto chiaro e utile.