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  1. Alberto Rispondi
    se tralasciamo i giocatori afflitti da ludopatia che, indipendentemente dal loro reddito o risorse disponibili, si rovinano ci concentriamo ora sugli altri giocatori. Se due giocatori, uno con reddito di mille euro netti mensili e l'altro di cinquemila sempre mensili decidono di "tentare la sorte" giocando una schedina di 20 € la settimana è banale comprendere che gli stessi 80 € al mese incidono in modo diverso in rapporto al loro reddito. Poi si potrebbe ipotizzare che un soggetto, proprio disponendo di un reddito maggiore, non tenta la sorte per migliorare il proprio tenore di vita godendone già di uno superire alla media. Poi in virtù del proprio reddito è più probabile che la sua cultura gli ricordi che Cavour l'abbia battezzata la tassa degli stupidi e che qualche nozione basilare di probabilità gli ricordi che si tratta di un gioco altamente iniquo. Forse è per questo motivo che nelle scuole dell'obbligo non si spingano ad insegnarlo. Triste che lo stato non solo lo consenta ma lo pubblicizzi e ci speculi pure, ma si sa : Pecunia non olet.
  2. nello nelli Rispondi
    Credo sinceramente che sia una assurdita' pensare che una Nazione possa Ricercare le sue Risorse nel Gioco D'Azzardo, nelle Scommesse, nel Proliferare delle macchinette mangia Soldi, credo che oramai siamo arrivati al decadimento Sociale , al decadimento Nazionale.
  3. Giuseppe Passoni Rispondi
    Ritengo che l'alternativa (tasse=0) consegnerebbe molti stolti giocatori nelle mani di aguzzini e quindi il gioco regolamentato dallo stato riduce la quota parte di chi, per sua responsabile scelta, decide di farsi male. Perche' dobbiamo considerare sfortunati e quindi meritevoli di tutela sociale - alla stregua di disabili - quei concittadini che decidono di tentare la fortuna nel gioco d'azzardo ? O forse non siamo piu' tutti uguali nei fondamentali diritti e doveri ?
  4. Davide Rispondi
    Ma il gioco d'azzardo legalizzato è veramente così conveniente per lo stato? Bisogna sì valutare gli importanti introiti, ma se i soldi investiti andassero invece in consumi. Il 21% di Iva, le imposte sul reddito di tutti gli attori coinvolti (considerando eventualmente anche la maggiore occupazione creata), imposte societarie, etc. sono effetti non sottovalutabili. Inoltre il gioco d'azzrdo come dimostrato crea una serie di problemi a cui deve metter rimedio lo stato stesso, povertà, affidamento di minori provenienti da famiglie con problemi di ludopatia, crimini commessi a causa del gioco etc. Forse internalizzando tutte queste variabili, la convenienza per lo stato del gioco non è così elevata come si crede.
  5. AM Rispondi
    Pare ovvio che la tassazione del gioco d'azzardo abbia effetti regressivi. Lo Stato non si pone affatto il problema, come per la tassazione del tabacco, delle bevande alcoliche, ecc. In questi casi lo scopo è di fare cassa e di scoraggiare (punire) comportamenti riprovevoli sul piano etico (in alternativa vi sarebbe il proibizionismo come per le droghe). Forse la tassazione di un'altra debolezza umana, quella sulla prostituzione, invocata da alcuni esponenti politici, potrebbe non comportare effetti regressivi.
  6. Guido Rispondi
    Sembra ovvio ed evidente che i giochi a premio interessino, in teoria e nei fatti, le persone con minor disponibilità di reddito così come è evidente la facilità da parte dello Stato di "fare cassa" senza grandi fatiche e peraltro, almeno in teoria, nell'interesse della stessa collettività. Parlando di valori e di un loro confronto, si tenga presente molto semplicemente che da un lato (il gioco) la fatica del giocatore è praticamente zero e il beneficio è sicuramente "valorizzante", dall'altro (il talento, l'impegno, il lavoro) su una scala da 1 a 100 la fatica si situa ampiamente sopra la metà e il beneficio non scontato: di qui la convenienza del gioco (e della sorte) per il singolo e, se gestito dall'ente pubblico, il suo potenziale redistributivo. Agli altri, se ce l'hanno e "se gli garba", il talento, l'impegno, il lavoro. I veri problemi, semmai, per il singolo sono la capacità di soppesare in ogni momento benefici e rischi, per lo Stato la capacità di regolamentare bene il sistema in un'ottica anche redistributiva e di, idealmente, combattere l'evasione fiscale di chi sul gioco ci lucra al di fuori di ogni regola.
  7. guido Rispondi
    Attenzione: Tutte le imposte sui consumi e le accise hanno carattere regressivo; si pensi all'IVA sui generi alimentari o alla benzina.
  8. remo molinari Rispondi
    la situazione è molto più complicata di quanto rappresentate se analizzate i dati del poker cash scoprirete che questo gioco genera un trasferimento di denaro di molti miliardi dai loser ai winner per cui alla spesa che diachiara AAMS devono essere aggiunti questi 5 miliardi buon lavoro
  9. Vito svelto Rispondi
    E' ben noto il risultato di ogni proibizionismo! Solo una utopistica educazione ai valori potrebbe salvare certe persone .... sempre coloro che stanno meglio, in media peraltro, si salverebbero!