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  1. andrea maria girardelli Rispondi
    Non so se io sia o meno un privilegiato. In effetti godo di una pensione che mi soddisfa, calcolata con il metodo retributivo. Tuttavia se l'obiettivo è l'equità la strada del far pagare chi riceve di più non mi sembra la più corretta. L'inapplicabilità del calcolo contributivo a tutti coloro che oggi sono in pensione, compresi quelli che hanno lavorato una ventina d'anni, magari in Banca d'Italia, maestra nel dire che bisogna fare senza peraltro fare, perchè la pubblica amministrazione non ha i dati per farlo, scaccia via ogni senso di correttezza e di fiducia. Non ho alternative se non pensare ad andarmene per 6 mesi all'anno. Non per bisogno economico ma per una cura epatica. Lo hanno già fatto in molti e magari lo farò anch'io. Sono stato definito, dopo una quarantina d'anni di contributi e di lavoro, un parassita. L'ha detto il vice presidente del Consiglio, non una figura qualunque. Evidentemente io, e molti altri, rappresentiamo non una risorsa economica ma soprattutto lo scalpo che i 5 stelle vogliono presentare al loro elettorato. Auguri
  2. Claudio Rispondi
    "...ora la Lega, per bocca del ministro Salvini, propone di arrivare a quota 100 attraverso 62 (età) + 38 (contributi)", riferisce l'autore. E mi pare - l'autore - avere delle riserve "...per l’impatto immediato che potrebbe comportare sui saldi di bilancio pubblico". Francamente credo non abbia nulla da temere: vorrei sapere come crede che una simile misura possa realizzarsi, atteso che una garn parte dei nostri giovani mai potranno accumulare 38 anni di contributi coi lavoretti che il brillante sistema della precarietà istituzionalizzata offre loro.
    • Claudio Rispondi
      Errata corrige: *...atteso che una gran parte dei nostri giovani mai potrà...*
  3. Savino Rispondi
    Invito gli italiani adulti a ragionare seriamente e non con la propria pancia (già piena, peraltro) quando si discute di pensioni. Occorre piuttosto parlare di giovani, che quelle pensioni nuove - che si vogliono creare - avranno sulle spalle. Non fanno certo piacere e non sono certo nè di buon gusto nè di validità morale quelle scene di pensionati spaparazzati al sole del Portogallo o delle Canarie (e domani, magari del sud Italia) alla faccia dei giovani. Così come deve essere chiaro che se si vuole andare giovani in pensione il ricalcolo deve essere per intero col sistema contributivo e la pensione non può essere integrata con un "lavoretto in nero", come si usa nella maniera italiana. E in certi posti di lavoro (nel pubblico, ad esempio) non può valere che certi pensionati continuino a recarsi al lavoro al mattino. A me pare che gli italiani adulti la sappiano lunga e vogliano solo speculare e fare i furbi alle spalle dei giovani. Questa giostra deve finire.
    • deanm Rispondi
      sono completamente d'accordo con Savino. Vi è il fondato pericolo che per accaparrarsi i voti degli attuali 60enni (che sono tanti e hanno aspettativa media di vita di 25 anni) si faccia un disastro, così poi, chi oggi ha 40 anni, dovrà andare in pensione a 70 anni. O, peggio forse potrà andarci anche a 65, ma con tagli spaventosi, sicchè fra 10-15 anni non ci sarà più alcuna differenza tra pensione di vecchiaia e pensione di cittadinanza..