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  1. Andrea Rispondi
    Ma sviluppare e far operare dei filtri come quelli richiesti é fattibile. Non si rischia di escludere coloro che non dispongano di mezzi finanziari per dotarsene ? Si rafforzerebbe cosi l'oligopolio degli attuali top player. Oppure l'articolo 13 prevede dei limiti di fatturato per applicarsi ?
  2. Francesco Rispondi
    Aggiungo a quanto detto dagli altri commentatori che quel "- grazie ad una tecnologia adeguata -" riferito agli "upload filter" è ben al di là dal venire. I filtri di oggi sono costosi e pareccio imperfetti. Nel peggiore dei casi avremmo un numero inaccettabile di falsi positivi (vittima recente, la Blender Foundation); nel "migliore" stiamo cementando una supremazia statunitense sul mercato tagliando le gambe a qualsiasi nuovo player.
  3. Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
    La proposta di legge approvata dal parlamento europeo è una porcata. a) non tutela gli autori, ma gli editori e le piattaforme. b) siamo certi che le piattaforme non abbiano la forza economica per accentrare i contenuti? c) per gli editori potrebbe essere una vittoria di Pirro
  4. alessandro Rispondi
    Mi permetto di segnalarle: Filtri, link, contenuti degli utenti. Cosa cambia con la riforma del copyright di Bruno Saetta @brunosaetta bruno@valigiablu.it Ricorda di citare la fonte: https://www.valigiablu.it/direttiva-copyright-parlamento-europeo/ Licenza cc-by-nc-nd valigiablu.it
  5. Lorenzo Sfarra Rispondi
    Buongiorno, ho letto con attenzione l'articolo, che apprezzo per l'equilibrio, seppur sbilanciato in apertura con "è una buona notizia". Vorrei sottoporle alcune osservazioni del tutto personali che ho raccolto leggendo diverse voci nel settore, dal giornalismo fino al mio campo (tecnologico). 1. Articolo 13: forza le piattaforme online a "installare" filtri di contenuti prodotti da poche aziende (costosissimi), per filtrare i contenuti degli utenti e capirne il contenuto non autorizzato: Su tutti i contenuti (video, immagini, musica), con le piattaforme direttamente responsabili. Mi sembra limitazione della libertà di espressione: una tecnologia non può distinguere tra copyright infringement e un utilizzo permesso, come meme, etc.. 2. Articolo 11: diritti di copyright extra ai "media". Si dovranno pagare i media per link a loro articoli (link e snippet oltre UNA PAROLA SINGOLA?). Inoltre, una persona che partecipa ad un evento sportivo non può più pubblicare selfie o video dell’evento stesso. Limitazione folle. 3. Eccezioni: pochissime, stanno tagliando le gambe ad un’Europa ormai già stanca e arretrata da un punto di vista tecnologico, di idee, di circolazione di informazioni. Come si può limitare l’uso a così poche eccezioni (Wikipedia, qualche no-profit scelta come)? Quantomeno lasciare libera circolazione a librerie, start-up, organizzazioni di ricerca! NESSUNO investirà più in Europa. 4. L’utente finale è danneggiato, con eccezioni bocciate tipo il freedom of panorama.
    • Lorenzo Sfarra Rispondi
      Aggiungo solo parole di un certo peso di uno dei massimi esperti sull'argomento, Ryan Merkley, CEO di Creative Commons (l’EU dovrebbe aggiornarsi in questo senso!), ha speso parole durissime (a proposito, posso riportarle o devo pagare qualcosa a qualcuno?? :) ) Credo possano far riflettere: 
If you’re a regular person or an independent artist who needs the internet for your every day life or for work or for fun, if you’re somebody who reads articles online or makes your own music or has an idea for a startup, or you’re a scientist who wants to cure a disease, you lose in this proposal. The EU is a less good place to make your art, to make your music, or to drive innovation or discovery.
  6. Ermes Marana Rispondi
    Ci vuole un bel coraggio a dire che in questa riforma del copyright "vincono i produttori"; la legge approvata é un pastrocchio frutto proprio dell'influenza delle varie lobby e che dimostra un'ignoranza totale dei piú comuni processi di distribuzione dei contenuti nel 2018. Giá parlare di "copyright" é incorretto (dato che, per esempio, questo articolo lo sto leggendo in un browser che in automatico copia localmente i dati sul mio sistema senza che possa intervenire), si dovrebbe cominciare parlare di "Distribution rights" e affrontare la questione in una maniera piú ampia e inclusiva. La legge approvata invece va nel senso opposto: introduce misure impossibili da soddisfare (il ContentID é pura speculazione, la "linktax" semplicemente inesigibile) creando giá situazioni paradossali (impossibile per esempio farsi selfie allo stadio) il tutto mitigato da misure iperspecifiche (l'esclusione per GitHub?) e lasciando enormi margini di manovra per qualsiasi Governo che voglia usare queste regole per stringere sulla libertá di espressione: gli "upload filers" possono giustificare qualsivoglia forma di controllo dei contenuti. Da Mogol mi sarei pure aspettato una difesa di questo pastrocchio, ma vedere che la stessa posizione é presa da "La Voce" é stata una sorpresa piuttosto deludente. (Per spiegare la questione sarebbe stato piú semplice e corretto porre semplicemente il link al sito di Julia Reda del partito pirata tedesco: https://juliareda.eu/en/)