logo


  1. Russo Massimo Rispondi
    Mi sembra ci sia un errore di comparazione nelle tabelle riguardo ai netti tra dipendenti e autonomi: non si può confrontare un netto dipendente e autonomo senza considerare, per quest'ultimo, i contributi inps che pesano più del 25 percento tutti a carico dell'autonomo. Per esempio, a fronte del 70k di un autonomo, se applica la % inps sui 70k e poi il 15% sul residuo imponibile, il netto con la proposta del governo diventerebbe di circa 44k e non 67k portando un po' di equità (ora un autonomo deve dichiarare circa il 40% in più di un dipendente per ottenere lo stesso netto). Dove sbaglio professore ?
    • Andrea Dili Rispondi
      Un dipendente con 70k di lordo costa al datore di lavoro 94,2k (per effetto dei contributi). Un autonomo che parte dalla stessa cifra (94,2k, visto che i contributi se li paga tutti da solo), dovrà versare contributi del 25,72% sul 78% di 94,2k (18,9k) più imposta sostitutiva del 15% su imponibile dato dal 78% di 94,2k meno i contributi (che nel forfettario rimangono deducibili), per 8,2k. Il netto, quindi, è dato da: 94,2k - 18,9k (contributi) - 8,2k (imposte) = 67,1k. Le tabelle, quindi, sono ok: dimostrano che il passaggio da dipendente ad autonomo verrebbe notevolmente incentivato con l'allargamento dell'attuale forfettario.
  2. Luca Rispondi
    Occorre poi considerare che una Flat tax andrebbe ad aumentare l'incertezza riguardo oneri deducibili e detraibili, alcuni dei quali interessano la pianificazione finanziaria personale e familiare di lungo periodo (es. ristrutturazioni, fondi pensione, ecc).
  3. Silvestro De Falco Rispondi
    Sembra un falso problema. L'INPS è in grado, per esempio, di differenziare fra le"finte" e le vere partite IVA facendo versare nella Gestione Separata alle prime - c.d. collaboratori e figure assimilate - il 33% e alle seconde il 25,72%.
  4. giuli44 Rispondi
    Senza contare che col venire meno degli "interessi contrastanti" col sistema delle detrazioni ora previsti si ridurrà, causa evasione, il gettito di IVA, IRPEF. Associata al "reddito di cittadinanza", che fungerà da copertura assicurativa impropria per chi accetterà il lavoro in nero, anche i contributi INPS crolleranno.
  5. Carlo Rispondi
    La flat tax comporta anche altri problemi: 1) Riduzione entrate degli enti locali (come avvenuto per l’IRI e la riforma dei dividendi da partecipazioni qualificate) che recupereranno il mancato gettito sui redditi soggetti all’IRPEF, in primis lavoro dipendente e pensioni, ovvero aumentando le tariffe locali che hanno effetto regressivo. Oppure gli oneri per la casa od i figli vengono spostati in capo all’altro coniuge che, se diventa incapiente, non è più soggetto alle addizionali; 2) Riduzione altre imposte: supponiamo che il professionista possieda euro 10.000 derivanti da reddito di locazione soggetto a cedolare secca ordinaria (imposta euro 2.100) oppure redditi di capitale come plusvalenze azionarie o cedole di obbligazioni non statali (imposta euro 2.600) e abbia speso nel 2014 euro 40.000 per risparmio energetico (detrazione euro 2.600). Siccome la detrazione è pari o superiore alle imposte sostitutive, converrà optare per la tassazione ordinaria e quindi l’effetto finale per lo Stato sarà perdere l’intero gettito; 3) oltre ai consumatori finali o la PA i soggetti avvantaggiati dalla scomparsa dell’IVA sono anche quelli per i quali l’Iva è un costo non recuperabile come gli evasori totali, quelli che non versano l’Iva dovuta da dichiarazione, gli agricoltori ed altri soggetti in regime forfetario. Analogo discorso può essere fatto per i dentisti, i medici, per i quali l’IVA è un costo e non un credito verso lo Stato.
  6. Andrea Rispondi
    Abbiamo bisogno di incentivare e favorire nuovi investimenti. Già oggi non sono abbastanza. Proposte come queste faranno male nel medio/lungo periodo.
  7. Asterix Rispondi
    Caro Prof. Leonardi capisco che Lei rimpianga la vecchia cabina regia del Governo Renzi di cui Lei faceva parte, però dovrebbe essere più obiettivo nelle sue critiche. In primo luogo il testo della proposta non è ancora disponibile sul sito del Parlamento, quindi non capisco cosa commentiate. In secondo luogo come Le potrà dire il collega Dili, l'Agenzia delle Entrate nella sua circolare del 2016 ha fissato alcuni paletti per le cd. "migrazioni elusive" tra lavoro dipendente e partita IVA che non verrebbero meno. Poi ricordiamoci che nella realtà tali processi non rispondono mai alla volontà del dipendente, ma diciamo "fortemente auspicati" dai datori (peraltro se l'Agenzia e Ministero volessero contrastarli potrebbero farlo facilmente. Credo che l'idea di potenziare il numero degli ispettori del lavoro fatta da questo Governo (mai sentita negli ultimi 10 anni) vada in tale direzione. Sulla questione IVA è da capire, con il testo finale della proposta, se le semplificazioni delle attuali regole si applicheranno anche ai forfettari con ricavi superiori a 50.000 euro. Anche perché la modifica delle regole IVA comporta anche l'obbligo di rettifica dell'imposta detratta sugli acquisti fatti negli anni precedenti (che non è mai cosa positiva per un professionista...). Da ultimo occorrerà capire se il regime forfettario diventerà il regime naturale o sarà opzionale. Senza tali info non è possibile esprimere un giudizio definitivo.
    • Stefano Rispondi
      Se bastasse un ispettore armato di una circolare a prevenire abusi, saremmo già un paese a furbi zero. E invece, nonostante abbiamo da 90 anni un corpo militare per dar la caccia agli evasori, conserviamo il record di evasione fiscale tra i paesi avanzati.
  8. VITTORIO MOLINARI Rispondi
    Effetti controproducenti inaspettati? Dire, al contraio, attesa, stante la cultura neoliberista (anche inconsapevole, il ché è peggio) di chi ci governa,
  9. Giovanni Staiano Rispondi
    Buongiorno segnalo che le due tabelle dell'articolo sono identiche