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  1. Henri Schmit Rispondi
    Non è facile formulare giudizi semplici, ma l'articolo dimostra che non è impossibile. Difficile essere in grado di valutare correttamente (non basta essere eletti, per intenderci), ancora più difficile agire di conseguenza.
  2. Michele Rispondi
    La gestione del problema Alitalia da parte del Governo Gentiloni e del Ministro Calenda si è rivelata fallimentare. I commissari hanno fatto un buon lavoro, ma la vendita è impossibile. Significherebbe accollare ai contribuenti italiani un’altra enorme spesa, come quella della ristrutturazione del 2008 targata Berlusconi (7 mld il costo a carico dei contribuenti, anche grazie alla tassa sui biglietti aerei che continuiamo a pagare). La privatizzazione si è rivelata un disastro per ben due volte, caricando sulla collettività costi enormi. Alla faccia di tutte le ideologie sugli effetti taumaturgici dei privati. A questo punto molto meglio nazionalizzare la società al 100%, investire i costi che comunque sarebbero a carico dei contribuenti per rilanciare la società. Sembra che le perdite siano state ridotte a 250 milioni anno. Con 7 mld si coprono le perdite per 28 anni. Lasciando lavorare i commissari magari prima della pensione ce la fanno a portarla a breakeven.
  3. Federico Leva Rispondi
    Ben scritto ma alla fine della fiera Ugo Arrigo conclude che non si possono incrementare i ricavi per passeggero e quindi si può solo intervenire sui costi «rivedendo rotte, uso dei velivoli, politiche di prezzo e contratti tuttora svantaggiosi coi fornitori». A parità di voli, "rivedere rotte" significa inevitabilmente anche chiuderne qualcuna e scontentare qualche aeroporto o provincia. Davvero un amministratore pubblico/politico è piú adatto a prendere tali decisioni di, chessò, Lufthansa? Ulrik Svensson di Lufthansa il 26 aprile 2018 alla stampa ha dichiarato che Lufthansa si offriva di fare esattamente questo, rilevare tutto a condizione che si ammettesse che bisogna rivedere le destinazioni ecc. Il problema allora non è se il proprietario è questo o quello, ma se si ammette che bisognerà rinunciare a certi servizi. Lasciamo che Alitalia sia gestita da qualcuno immune ai campanilismi italioti, poi se qualche rotta in perdita è davvero un servizio irrinunciabile la si finanzi in modo trasparente con un bando come per il trasporto pubblico locale. I cittadini potranno poi scegliere se preferiscono investire i denari del proprio ente locale in aerei o in treni o altro.