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  1. Federico Rappelli Rispondi
    Lavoro importante. Risultati interessanti. Mi chiedo solo se la questione non risieda anche nella inesistenza di canali formali di accesso guidato al lavoro efficienti. Il tirocinio, a differenza.della formazione, consente il contatto con il mondo del lavoro e annulla la distanza tra potenziale lavoratore e imprenditore. A mio giudizio, in assenza di cpi funzionanti, questo vale forse anche di più del traferimento delle competenze tecniche misurato nell'articolo.
  2. Michele Rispondi
    Ma siamo sicuri che i due campioni osservati (destinatari e gruppo di controllo) siano omogenei? Siamo sicuri che le differenze di risultati - tutto sommato molto modeste - non dipendano prima di tutto dalla diversa composizione dei due insiemi? Il risultato più positivo della integrazione tra tirocini e formazione non può dipendere dalla composizione del campione molto piccolo di 319 partecipanti (“partecipanti” è più rispettoso che “trattati”....)?
  3. Savino Rispondi
    Le persone formate ci sono e, puntualmente e volutamente, l'Italia se le fa soffiare di mano. La formazione è pagata pesantemente e con sacrificio dai genitori di ceto medio dei nostri ragazzi, che li tiran su, li fanno laureare e iper-specializzare per poi avere la batosta dei CV cestinati, dell'abbandono al momento di cercare lavoro, della disoccupazione e della sottoccupazione dei loro figli, scavalcati o da generazioni precedenti di emeriti asini raccomandati o dagli emeriti asini raccomandati figli di papà di nuova generazione. Per i lavori di impiego e di manovalanza, certamente i nostri giovani non possono essere aiutati dall'esempio delle generazioni precedenti, che è pessimo in termini di rendimento sul lavoro, laddove l'unica cosa che può insegnarti un anziano di servizio più di te è il bar in cui fanno il caffè migliore. Se l'Italia vuol continuare a perseverare nella sua cocciutaggine familistica, provinciale ed assistenzialista, per cui studiare non serve, le HR si assumono solo per raccomandazione dei potenti, il lavoro è come un gioco in attesa della paga faccia pure, ma, per piacere, non si lamenti delle conseguenze, della crisi strisciante e della competizione nel mondo globale.