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  1. Marco Rispondi
    Condivido con la soluzione della totale deduzione/detrazione dei costi sostenuti dalle famiglie. Nell'articolo si parla giustamente della numerosità degli irregolari e dei remunerati in nero tra colf e badanti, ma andrebbe anche considerato il numero delle badanti/colf che, nonostante siano regolarizzati, non pagano un euro al fisco che non riesce neanche ad incrociare contributi INPS pagati dal datore e 730 non consegnati. badanti che poi, quando il fisco se ne accorge, sono già scappate all'estero col malloppo di contributi non pagati e di servizi usufruiti..
    • Bruno Perin Rispondi
      Una risposta potrebbe essere quella di fornire un voucher alle famiglie per acquistare presso imprese specializzate il servizio di ausilio familiare ( operatore d'aiuto ). Questo metodo è applicato in Francia con ottimi risultati. L'impresa fornitrà un servizio con degli operatori regolarmente assunti e quindi assogettati al pagamento previdenziale e fiscale.
  2. Massimo Gandini Rispondi
    l'ostacolo insormontabile all'emersione del lavoro nero nel settore sono i costi insostenibili per le famiglie. Sono ben pochi gli italiani che possono permettersi una badante in regola, con contributi pagati e tutto quanto viene previsto dalla normativa. Questo fatto è noto a tutti e infatti chi dovrebbe controllare chiude un occhio (anzi tutte e due) . Ma è un problema insolubile, il "nero" è l'unica alternativa al nulla
    • Bruno Perin Rispondi
      La soluzione esiste e non costa eccessivamente allo stato. https://buonacausa.org/cause/assistenzadomiciliare
  3. Mirko Rispondi
    Un terzo dei contratti regolari servono per coprire altre tipologie di lavori . Quasi tutte le prostitute straniere sono regolarmente assunte come colf. Gli uomini fanno altri lavori nell edilizia o consegne. È per gran parte un contratto mezzo per nn essere irregolari in italia. Poi il fatto che si dichiarino solo 24 ore di lavoro settimanale è ridicolo. Nessuno vive con 500 euro mensili.
    • Bruno Perin Rispondi
      La soglia di maggior addensamento di orario settimanale a 25 ore è strumentale al vincolo di rinnovo del permesso di soggiorno. Ovviamente nasconde il "lavoro grigio", quello parzialmente regolamentato
  4. enzo Rispondi
    Anche questo è un classico esempio di come la malagestione pubblica trasformi un aspetto dell'immigrazione in un problema (anche se quello con meno tensioni sociali). La domanda di badanti straniere è determinata: 1 dalla carenza di soluzioni alternative accettabili a basso costo. 2 dalla disponibilità di offerta di lavoro in "nero" (spesso con reciproco vantaggio) e dall'inefficacia tradizionale dell'amministrazione a perseguire le irregolarità giuslavoristiche. La soluzione sta bene anche allo Stato in quanto permette di risolvere il problema , sociale ed economico, utilizzando il fai da te degli italiani . L'immigrazione extracomunitaria c'entra fino a un certo punto: buona parte dell'offerta viene garantita da stranieri comunitari e le sanatorie o regolarizzazioni degli extracomunitari servono solo per garantire a questi ultimi la tutela rispetto alle norme più severe sull'immigrazione. Quindi i passaggi sono questi per gli extracomunitari : assunzione in nero, provvedimento straordinario di regolarizzazione saltuario, regolarizzazione provvisoria del contratto di lavoro, ritorno al nero con contemporaneo sfruttamento delle norme sulla disoccupazione ecc. Interessante la procedura per stranieri del Canada, paese di grande tradizione immigratoria. Per quanto riguarda noi, la questione principale è che sia i cittadini che lo stato trovano convenienti e preferibili le soluzioni di irregolarità e di illegalità.
    • Bruno Perin Rispondi
      Condivido quanto scritto. Se però si permettesse di portare a detrazione d'imposta l'intero costo dell'assistenza alla persona, almeno per i non autosufficienti, emergerebbero circa 300.000 lavori irregolari. I costi per lo stato sarebbero compensati dai contributi versati e dall'IRPEF. In proposito c'è una proposta di legge in Parlamento https://buonacausa.org/cause/assistenzadomiciliare
  5. Bruno Perin Rispondi
    Condivido la vostra analisi che però non aggiunge elementi ulteriori a quanto si registra da molti anni nel settore dell'ausilio familiare. Ritengo vi siano quattro aspetti su cui meriterebbe un apposito approfondimento. Riformare la Legge Bossi-Fini che impedisce sostanzialmente di assumere un extracomunitario come domestico. Non credo che una famiglia assuma una badante dall'ucraina o una colf dalle filippine senza nemmeno conoscerla. Prevedere ogni 5 anni una sanatoria per la regolarizzazione di "clandestini " che dimostrino di essere stati sul territorio nazionale nell'anno precedente. Riformare la Legge 339/58 allargandola a tutte le forme di assistenza ausiliare. Tale legge è in vigore ma sostanzialmente disattesa da tutti, sindacati compresi.Essa prevede la costituzione di commissioni comunali e nazionali sul settore domestico. Nel frattempo si sono sviluppate forme di somministrazione, intermediazione e servizi assistenziali come l'operatore d'aiuto o di strutture residenziali di comunità alloggio non sempre adeguatamente normate. Resta infine l'elemento determinante dei costi elevati sostenuti dalle famiglie che incrementa il lavoro nero o grigio. Unica soluzione sarebbe di permettere ai soggetti non autosufficienti di poter portare a totale detrazione d'imposta l'intero costo di questi servizi, oggi solo marginalmente possibili per i soli costi previdenziali.
    • davide Rispondi
      Tutto molto condivisibile e preciso
  6. Savino Rispondi
    Gli italiani hanno poco da lamentarsi. Si tratta di lavori che non vogliono fare e che (una volta fatti dagli altri) non vogliono remunerare a dovere.