logo


  1. Bruno Perin Rispondi
    Condivido la vostra analisi che però non aggiunge elementi ulteriori a quanto si registra da molti anni nel settore dell'ausilio familiare. Ritengo vi siano quattro aspetti su cui meriterebbe un apposito approfondimento. Riformare la Legge Bossi-Fini che impedisce sostanzialmente di assumere un extracomunitario come domestico. Non credo che una famiglia assuma una badante dall'ucraina o una colf dalle filippine senza nemmeno conoscerla. Prevedere ogni 5 anni una sanatoria per la regolarizzazione di "clandestini " che dimostrino di essere stati sul territorio nazionale nell'anno precedente. Riformare la Legge 339/58 allargandola a tutte le forme di assistenza ausiliare. Tale legge è in vigore ma sostanzialmente disattesa da tutti, sindacati compresi.Essa prevede la costituzione di commissioni comunali e nazionali sul settore domestico. Nel frattempo si sono sviluppate forme di somministrazione, intermediazione e servizi assistenziali come l'operatore d'aiuto o di strutture residenziali di comunità alloggio non sempre adeguatamente normate. Resta infine l'elemento determinante dei costi elevati sostenuti dalle famiglie che incrementa il lavoro nero o grigio. Unica soluzione sarebbe di permettere ai soggetti non autosufficienti di poter portare a totale detrazione d'imposta l'intero costo di questi servizi, oggi solo marginalmente possibili per i soli costi previdenziali.
  2. Savino Rispondi
    Gli italiani hanno poco da lamentarsi. Si tratta di lavori che non vogliono fare e che (una volta fatti dagli altri) non vogliono remunerare a dovere.