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  1. Marcello Rispondi
    Se invece di approdare nel Salento, in area di interesse naturalistico, si fosse scelta Manfredonia che ha già una rete infrastrutturale ed è stata abbondantemente interessata dalle conseguenze di uno sviluppo industriale non certo sostenibile? Perchè accanirsi sul Salento questo proprio non lo capisco.
  2. Lucilio Cogato Rispondi
    OK per tutte le considerazioni sullo "scacchiere internazionale", anche se Erdogan e Trump non sono poi tanto più affidabili di Putin come garanti dell'approvvigionamento energetico nazionale. Tuttavia anche l'impatto locale sul territorio ha la sua importanza: anche a me piacerebbe capire perché la proposta della regione Puglia di sbarcare a Brindisi non sia considerata attuabile. Brindisi è un'area industriale e a occhio sembra meno sensibile di un'area turistico-agricola. Sicuramente alla Regione Puglia il proprio territorio lo conoscono meglio di chiunque altro. Quindi se fanno questa proposta dobbiamo pensare che sia fondata proprio su tale conoscenza
  3. Paola Rispondi
    E il gasdotto Nabucco Pipeline con sede a Vienna al quale hanno partecipato le maggiori società petrolifere dei Paesi del nord europa creato per eludere la dipendenza della fornitura di gas dalla Russia (il nome parla da se) che fine ha fatto? È stato chiuso a causa della concorrenza del TAP?
  4. luigi Rispondi
    Il TAP quindi soddisfarebbe circa il 13,3% del nostro fabbisogno, veramente poco. Oltre a questioni economico-politiche, l'articolo avrebbe dovuto affrontare anche quelle economiche, paesaggistiche e soprattutto ambientali: quali sono i rischi e gli effetti sulla popolazione? in caso di malfunzionamenti, chi pagherebbe? La LILT ha sollevato diverse perplessità di carattere sanitario riguardo i fumi prodotti dalla centrale di depressurizzazione del terminal di ricezione, i quali peggiorerebbero le già disastrate condizioni dell'aria del Salento (centrale Enel Cerano e ILVA che contribuiscono a fare di questa terra la peggiore per incidenza del tumore al polmone, vescica, colon retto). Gli abitanti non sono affetti dalla sindrome NIMBY, ma sono stanchi di essere vittime di scelte calate dall'alto, senza consultazione alcuna, vedere il proprio territorio trattato da colonia e morire vivendoci.
  5. Lorenzo Rispondi
    IL TAP nella sua parte terminale approda in Italia in maniera ... invisibile (microtunnel sottomarino). Il progetto ha superato positivamente la trafila tecnica, ambientale e paesaggistica. Il fronte che si oppone alla sua realizzazione (avventatamente sobillato da ms5) va da continui ricorsi risibili al TAR, a dichiarazione opportunistiche di politici su dei percorsi diversi da seguire a vere e proprie azioni di terrorismo nei confronti di TAP e delle aziende locali che LAVORANO per questa. Che dire. Ci piace sempre farci del male.
  6. Alessandro Lanza Rispondi
    La risposta è d'uopo. Non sono parente di Gabriele Paolo Lanza. Non lo conosco. A. Lanza
  7. Gianluigi servillo Rispondi
    Ma Alessandro Lanza è parente di Gabriele Paolo Lanza dipendente SNAM e proget Manager TAP? Somigliano un sacco...
  8. Patrizia Stranieri Rispondi
    io vorrei capire se ho inteso bene: dall'articolo il dimensionamento del gasdotto è di 10 espandibili a 20 miliardi di mc. Quanti di questi ne arrivano in Italia? Il fabbisogno italiano 72 miliardi. non è un po poco per contrastare l'egemonia russa e quindi il controllo dei prezzi? il contrasto della popolazione è dovuta al tratto finale che passa da località turistiche e invece già tempo fa era stata proposto un tracciato 50 km a nord. il problema è che chi decide, il Governo, non coinvolge le popolazioni che solo all'ultimo, magari all'inizio dei lavori, vengono a conoscenza di queste opere alimentando il sentimento NIMBY. Dell'ILVA , del "piano" Ancelor Mittal e di immunità penale oltre che di inquinamento ambientale parlerei altrove.
  9. Giuseppe Morganti Rispondi
    Veramente però sembra che si parli per il solo gusto di fare polemica. Da nessuna parte trovo infatti il (pienamente condivisibile) riferimento di Emiliano, nella sua pur formalmente poco istituzionale polemica, al fatto che il gasdotto sbarcherebbe in una zona naturalisticamente assai pregiata. «Noi siamo favorevoli al Tap - aggiunge Emiliano - ma con approdo a Brindisi. Io non sono il 'Signor No', perché propongo sempre alternative e in questo caso ho indicato Brindisi come approdo migliore per il gasdotto». Senza essere contrari nella sostanza, credo si possa discutere su varianti al progetto che permetterebbero al gasdotto di sbarcare in zone meno sensibili dal punto di vista ambientale. Pur lasciando al progetto la sua validità e convenienza.
  10. Savino Rispondi
    La politica economica ed industriale (come quella generale) di questo Governo può definirsi proibizionista. No Tap, no Tav, no opere pubbliche di infrastruttura a raccordo logistico, no Ilva, no commercio la domenica, no perfino ai musei gratis una domenica al mese. Ma come si può riprendere un Paese così?
  11. umberto marchesi Rispondi
    la disponibilità di 10 Bmc (peraltro, si dice, elevabile a 20) è destinata alla sola Italia ? Partendo dal giacimento a quanto ammontano gli spillamenti ? Le popolazioni locali sono preoccupate per il nuovo metanodotto ? Sarebbe più corretto preoccuparsi delle vecchie reti già presenti sul territorio. Coerenza dovrebbe prevedere in alternativa a rinunciare interamente all'utilizzo del gas in tutta la Puglia e per tutti gli usi (compresa la fantomatica conversione a gas dell'acciaieria di Taranto) Meglio sarebbe che la Puglia si preoccupasse della xilella
    • filippo rossini Rispondi
      caro Umberto, credo che le proccupazioni della popolazione pugliese siano slegate dalla reale incidenza dei lavori cantieristici...nell'articolo si parla di 8 km di tracciato, a fronte di qualche centinaio in altri paesi appartenenti al progetto Tap. Credo inoltre che le vecchie reti non siano in grado di trasportare gas naturale dall'Asia centrale, e sinceramente non capisco in base a quale coerenza bisognerebbe creare una Puglia Gas-free! Sono d'accordo con te riguardo all'emergenza xylella ma credo che anche in questo ambito le strumentalizzazioni a fini personali, politiche e non, la facciano da padrone. Approfitto per ringraziare l'autore dell'articolo Alessandro Lanza, in un momento di dibattiti sguaiati e privi di raziocinio si sente il bisogno di una voce che riesca ad orientare e spiegare in modo semplice ed efficace.
  12. Ezio Pacchiardo Rispondi
    Aggiungerei soltanto che il gas al Sud sarebbe anche di aiuto nel risolvere il caso ILVA, non a caso nell'ultima proposta della ArcelorMittal si parla di uso del gas per l'eventuale supero degli 8 milioni di ton. di acciaio annue e di analisi per la conversione degli impianti da carbone a gas per ridurre le emissioni di CO2 e delle polveri. Ma i politici che si oppongono, ed i loro sostenitori, sembra non valutino questo possibile vantaggio ecologico.
  13. bruno Rispondi
    Una società civile ha il dovere di preoccuparsi della tutela degli individui che ne fanno parte. Una società civile ha il diritto di adoprarsi nel superiore interesse nazionale, soprattutto se esistono relazioni economiche e politiche di livelo internazionale. Questo deve valere ogni volta che non si compromettono significativamente gli interessi di quelle realtà locali che, in una società civile, dovrebbero essere compensate. Dal tracciato si capisce che la soluzone più conveniente pare essere la più corta. Quindi si potrebbe obiettare sul km in giù o più in sù ma il gasdotto deve arrivare da quelle parti e siccome il più è stato fatto ed è stato fatto con differenti Governi, direi che si potrebbe e dovrebbe ricorrere anche alla forza per far cessare la cattiva italica abitudine di rimettetttere in discussione decisione prese da tempo. Prima si cambia dialettica meglio è. Ovviamente non mi aspetto alcun cambiamento col M5S!
  14. Savino Rispondi
    Per essere realisti, c'è da lasciare qualche contestatore al freddo a casa sua questo inverno.
    • gianfranco valtorta Rispondi
      C'è da domandarsi cosa pensano i nostri partnes europei quando vedono stoppare un'opera così,che ha percorso quasi 4000 km e deve fermarsi agli ultimi 8,dicasi 8 km per problemi di rimozione e ripiantumazione di un paio di centinaia di olivi:siamo proprio il paese degli orticelli