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  1. Ugo Trivellato Rispondi
    Non e' sorprendente che "gli incentivi fiscali abbiano facilitato un orientamento favorevole allo sviluppo di un insieme di nuove forme di welfare per il benessere dei lavoratori e il miglioramento delle relazioni industriali". La ragione e' semplice: in luogo delle imprese, alla fin fine ha pagato il solito Pantalone. Un vizio di fondo del welfare italiano e' il suo marcato impianto categoriale. La sua riforma dovrebbe andare nella direzione dell'universalismo selettivo, si' avviato con il Reddito di inclusione (Rei) ma ancora circoscritto ai poverissimi tra i poveri. Ne viene una domanda: eliminare una misura categoriale - qual e' il welfare aziendale finanziato dalla fiscalita' generale - e trasferirne il finaziamento al Rei sarebbe in contrasto con "esigenze di costruzione di un welfare moderno e solidaristico" (quali siano, non e' detto) o, all'opposto, risponderebbe a un principio di equita' redistributiva?
    • Ingmar Rispondi
      Bisogna sostenere le piccole imprese che devono avviarsi, appunto, cosa che Monti e Renzi non hanno fatto, ma nemmeno solo le grosse con la flat tax, tagliando anche il welfare e sanità. Il reddito di cittadinanza temo sia un cavallo di troia per eliminare proprio questo. Inoltre le entrate che verrebbero a mancare da flat tax, sono molto maggiori di quelle, anche contando i fondi europei (che è vero che vengono comunque dai cittadini) delle spese sostenute per i migranti. Semplificando alcuni elementi, di una materia ovviamente molto complessa, lo stato ha delle entrate che vengono principalmente da tasse e da prestiti degli investitori, tra cui fondi risparmio pluriennali come Btp, etc, tra le uscite principalmente servizi, opere e debiti, le prime ovviamente devono essere efficienti. Ci sono entrate secondarie come ticket, pedaggi, etc. ticket e altre che riguardano comuni come , imposte e multe, queste ultime non vanno messe a pera e senza progressività. Chi sostiene che vada tagliato il welfare, beh, il welfare è un sintomo, io sono mezzo anarchista e lo stato non mi è molto simpatico come istituzione (ma bisogna che l'alternativa sia meglio e si sia pronti, non voglio citare il solito Churchill, che mi sta alquanto sulla punta parimenti :D), ma finchè c'è questa discrepanaza di reddito e di potere contrattuale, e i posti di lavoro sono a rischio, misure statali come sanità, scuola e ammortizzatori (e molto altro) saranno necessarie. Sono il sintomo.