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  1. bob Rispondi
    io ammiro soprattutto il vostro coraggio nel difendere il regionalismo ci vuole fegato..il disastro da Nord a Sud è sotto gli occhi di tutti. C'è qualcuno che parla di stupidità e ignoranza, una su tutte: le ambasciate regionali all'estero. A tanto non era arrivato neanche il miglior Totò!
  2. enzo Rispondi
    Nella da sempre federalista Germania, in Spagna e persino nella centralistica Francia la taglia media delle regioni è decisamente superiore a quella italiana. In realtà il vero amore per l'identità regionale nasce dal fatto che le nostre sono organi di spesa ma non di entrate. La burocrazia regionale, tutti i posti gravitanti intorno alla sanità, incarichi e spese le più disparate con l'ovvia eccezione dei fondi comunitari. Soprattutto nel Sud (Salento, Lucania, Sannio) sono tutti amori verso una fonte di spesa pubblica maggiore cui attingere. Negli altri paesi si decidono i confini regionali in base a criteri di razionalità da noi si pensa alla regione come ad un bancomat. Sicuramente quindi una maggiore crescita ma insana.
  3. Gabriele Tonne Rispondi
    molto di più della separazione, al progresso economico ha sicuramente contribuito la costruzione delle due autostrade che collegano queste due regioni alla costa tirrenica
  4. Cristina Rispondi
    Nel Molise la crescita economica e la riduzione dell'emigrazione è stata dovuta principalmente all'industrializzazione della regione, avvenuta proprio in quegli anni. L'atterraggio in Molise di grandi imprese, tra cui la Fiat, grazie all'intervento straordinario per il Mezzogiorno, ha fatto si che addirittura si importassero lavoratori da Campania e Puglia. Oggi non è più così. L'unione delle due regioni porterebbe sicuramente ad un risparmio di spesa pubblica e ad un utilizzo più efficiente delle risorse.
  5. Lucio Sepede Rispondi
    A me sembra che questo che in questo caso ci siano le correlazioni ma manchi qualsiasi legame di causa/effetto. Prima di tutto tra l'Abruzzo e il Molise non esistono significative differenze né dal punto di vista culturale, né sociale e neanche dialettale. I dialetti delle province de L'Aquila e di Isernia sono praticamente gli stessi. Così come sono praticamente molto simili quelli delle province di Chieti e Campobasso. Secondo me esistono molte più differenze tra l'Emilia e la Romagna che non tra l'Abruzzo e il Molise. Il maggiore è sviluppo del Molise negli anni sessanta, settanta e ottanta è dovuto ai posti pubblici degli uffici regionali e all'insediamento nel Molise di alcune attività sopratutto industriali completamente indipendenti dalla nuova Regione: a Termoli la Fiat, lo zuccherificio; un'industria chimica; lo sviluppo del turismo; a Bojano la Sam; nei nuclei industriali di Campochiaro e di Isernia-Venafro diverse industrie. Tutte realizzate da imprenditori esterni con l'utilizzo degli incentivi previsti dalla Cassa del Mezzogiorno. La stessa cosa è accaduta in Abruzzo.
  6. Savino Rispondi
    Uno dei tantissimi esempi della stupidità e dell'ignoranza italiana. Il mondo è velocissimo e globale e noi continuiamo a dividerci tra fratelli e tra vicini di casa. La frustrazione del sovranismo da parte delle persone schiave del loro smartphone e della loro routine.
    • Nicola Lai Rispondi
      Non è così semplice, la storia e i suoi eventi hanno fatto sì che ci sia questo fenomeno, dobbiamo dare tempo ancora.
    • Carmine Meoli Rispondi
      Stupidita forse. Ma osserviamo per un istante gli andamenti demografici ed economici di piccole aree " cenerentole" in grandi regioni ! Le economie di scala funzionano in un mercato perfetto , ma la ripartizione dei bene(male)fici accresce solo gli squilibri .