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  1. Aram Megighian Rispondi
    La mia semplice e limitata impressione, è che non esista affatto alcuna lontana idea di un progetto a lungo termine e di una visione chiara su cosa si intende fare. Sono chiaramente, ogni giorno o minuto idee raccolte leggendo qualche dato raccolto qua e là, ma mai valutato in modo generale e nel contesto in cui si trova. Questo si traduce nell' "assenza" cronica (indipendentemente dai governi) del Governo italiano ai tavoli più importanti, che sono i tavoli tecnici dove gli aspetti particolari e specifici vengono messi nero su bianco. Gli esempi sono numerosissimi. Il protocollo di Dublino è stato firmato dal Governo italiano e lì c'era scritto nero su bianco il fatto che gli immigrati dovevano essere accolti nel primo paese di entrata. Data la posizione geografica dell'Italia, non era difficile capire chi pagava. Nell'ERC dove si discute come impiegare le risorse della ricerca, i nostri poveri ricercatori devono andare a sostenere panels dove i loro colleghi stranieri arrivano con i tecnici dei Ministeri della Ricerca che li supportano nella parte tecnico-amministrativa. Nella ripresa produttiva del Nord Italia e soprattutto del NordEst, a fronte di proclami sul notevole ruolo di scambio economico con l'Oriente dell'antica Venezia, non ho ancora sentito alcuno parlare della notevole opportunità del progetto della via della Seta del Governo cinese e quindi dell'opportunità di potenziare porti (Venezia, Trieste) e trasporti del NordEst. Silenzio totale.
  2. And Rispondi
    Mi permetta alcune precisazioni sull’import di riso: il dato riportato della Guyana è a mio avviso da una parte significativo e dall’altra fuorviante, fino alla campagna 2013/14 le importazioni da quel paese sono pari a zero, nel momento in cui vengono esentati dai dazi i paesi Cariforum le importazioni passano per il 2014/15 a 23369 t di riso base lavorato (in realtà sotto forma di 37298 t di risone) cioè il 18% delle importazioni extra UE (a mio avviso non ha molto senso raffrontarle con il valore totale delle importazioni essendo ovviamente le UE considerabili di fatto come domestiche), per la campagna 2015/16 si passa a 57068 t con una percentuale del 42% sul totale e si scende a 36737 t con una percentuale del 30% per la campagna 2016/17 (sempre con i criteri di cui sopra). I dati disponibili oggi indicano un’ulteriore diminuzione e un recupero dei paesi asiatici, con importanti riposizionamenti dopo il divieto di utilizzo di un fungicida nella UE ancora utilizzato in alcuni paesi. I produttori sono ora preoccupati delle quote esenti che potrebbero arrivare dai paesi Mercosur. Tralasciando ogni considerazione politica, ricordo che il settore agricolo svolge anche un’importante funzione di tutela e manutenzione del territorio, posso assicurare che già oggi senza gli aiuti Pac molte realtà anche di dimensioni non indifferenti sarebbero destinate alla chiusura (e non solo nel settore risicolo). Siamo sicuri che così com’è costruito il mercato agricolo funzioni?
  3. Savino Rispondi
    Salvini non sta svolgendo il ruolo di Ministro dell'Interno secondo quanto prevedono la Costituzione e le leggi. La tutela dei diritti civili e delle minoranze è in capo al Ministro dell'Interno, così come il potere di sciogliere le associazioni politiche ritenute di stampo fascista, razzista e xenofobo. I servizi dell'Interno sono di sicurezza e rappresentanza sul territorio, mentre la sicurezza alimentare è in capo al Ministro della Salute e tutta la disiplina import export è del Ministro dello Sviluppo, ora anche Ministro del Lavoro.
    • And Rispondi
      Non per polemica politica ma essendo un operatore del settore mi permetto: la tutela della sicurezza alimentare dovrebbe essere in capo al Ministero della Salute (è comunque una semplificazione), peccato che gli ultimi (non so quanti) governi, oltre ad aver impiegato 6 anni per scrivere un decreto sanzioni a seguito dell'approvazione del Regolamento CE 1169/2011 (entrato effettivamente in vigore a Dicembre 2014) e lasciando il settore in un regime di totale anarchia per quasi 4 anni, hanno spostato il regime sanzionatorio in capo al Ministero dell'Agricoltura (per precisione all'ICQRF, tra l'altro dotato di scarsi mezzi) compresi gli aspetti che riguardano la salute pubblica, esautorando quasi di fatto l'autorità sanitaria. Si aggiungano poi gli errori fatti dall'ultimo governo (Martina, Calenda, Olivero) con i decreti di origine delle materie prime spinti da assurde campagne di allarme sanitario fomentate da Coldiretti ed emanati in spregio alle tanto richiamate norme europee, causando oltretutto danni non indifferenti agli operatori del settore. Non si preoccupi, i danni al tanto sbandierato settore alimentare sono assolutamente bipartisan e in troppi ci mettono le mani da sempre, sono solo in attesa dei prossimi.
  4. Savino Rispondi
    Con Salvini e Trump aumenterà nel mondo solo la produzione di caffè di cicoria.