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  1. Savino Rispondi
    Affidereste ancora il futuro di vostro figlio nelle mani dei baroni truccatori di concorsi?
  2. Marco Antoniotti Rispondi
    L'ASN va abolita.
  3. Giuseppe Damora Rispondi
    Qual è la domanda di ricerca? La validità della ASN? E come si esprime un giudizio con un campione pari 0,5% della popolazione (1 settore su 190 esistenti)? Quanti sono i casi presi in considerazione per le elaborazioni delle figg. 1,2 e 3? E tali casi coprono l’intero universo delle domande prodotte? Parimenti, le elaborazioni della fig. 4 sono lavorate su quali numeri? E, di nuovo, tali casi coprono l’Intero universo? Ed i dati da dove provengono? Sono pubblici? Il database è certificato? Come si sono ottenuti questi dati? E’ possibile averli? E’ possibile replicare l’esperimento ed estenderlo? Non credo che la domanda di ricerca - almeno me lo auguro - sia relativa all’operato di una singola commissione. Certo, se così fosse, il campione sarebbe significativo. Volendo fare una valutazione completa si avrebbe bisogno dei dati di tutti i candidati di tutti i settori o per lo meno di un numero significativo di domande in più settori, eventualmente campionate rispetto alla numerosità originaria dei settori. E poi una domanda su tutte: “meritano riconoscimento e, dunque, contano le conoscenze di qualunque tipo oppure le competenze?”. I non abilitati potrebbero avere titoli eccellenti ma non “congruenti” con il settore. D’altronde, la figura 5 (SC 13A1) sembra restituire l’immagine di un settore che rimette meccanicisticamente il merito ad un sapere non specificatamente identificato, dato che non si qualifica come specialistico degli appartenenti al settore.
  4. Massimo Aria Rispondi
    L'articolo non tiene conto del processo di autoselezione che esiste a monte della procedura. Se non posseggo i requisiti minimi (le famose mediane) allora non faccio domanda e mi escludo a priori. Quindi la valutazione delle commissioni è fatta solo su una parte ("numericamente" più produttiva) di potenziali aspiranti. Ne deriva che tutti questi grafici comparativi sono affetti da una distorsione. Infatti una comparazione quantitativa (if, fascia a, ecc.) non è la più adeguata se si confrontano due gruppi in cui c'è già stata una "scrematura" quantitativa in partenza. Per distinguere tra i candidati (tutti comunque produttivi), la commissione è chiamata a valutare i titoli, la coerenza e la qualità dei lavori e solo marginalmente la consistenza numerica.
    • Marco Antoniotti Rispondi
      La "auto-selezione" pre-domanda c'è stata sicuramente. Ma, dato che "Contrariamente a quanto sarebbe lecito attendersi, i dati non evidenziano differenze in termini di produzione scientifica tra chi ha ottenuto l’abilitazione e coloro a cui è stata negata.", il problema rimane e permane.
  5. Federico Leva Rispondi
    Mi pare che questi grafici dimostrino solo che probabilmente nelle abilitazioni non esiste la temuta dittatura della VQR, delle famose liste di riviste e dei vari vituperati indicatori quantitativi.
  6. Max Rispondi
    Sarebbe opportuno anche considerare una “dummy” per il possesso dei titoli. Gli abilitati e i non abilitati hanno i titoli nella stessa proporzione?
  7. Francesco Rispondi
    La commissione di "Economia politica" come esempio virtuoso? Ci sarebbe da discutere, proprio per il modo in cui si giudica in base a parametri che definire oggettivi è alquanto ingenuo, come ad esempio la famigerata "lista di riviste di classe A" decisa dall'ANVUR. Bisognerebbe avere piuttosto il coraggio di dire che i sistemi di abilitazione "di massa" andrebbero aboliti. Numeri più bassi di volta in volta, per forzare le commissioni ad assumersi la responsabilità di leggere i lavori. Questa è la posizione di svariati premi Nobel, altro che la teologia di metriche più o meno raffazzonate.
  8. Michele Lalla Rispondi
    Mi limito solo a due osservazioni. Cominciamo dalla Figura 1: le differenze tra abilitati e non abilitati sono rilevanti, perché i secondi hanno molti lavori fuori SSD, magari hanno anche alti IF; infatti, i candidati di settori affini partecipano sperando di accelerare. La figura 2 conferma l'ipotesi che quelli fuori SSD hanno alti IF, ma questo è il problema generali: i settori hanno confini specifici, altrimenti un medico potrebbe insegnare "Finanza Aziendale", perché, come è noto, le loro riviste hanno alti IF. Quello che si evince e ho capito dall'esame di giudizi delle Commissioni, che hanno operato ancora i vecchi canali di fatto; nei settori a me affini, soprattutto gli ordinari giovani, hanno agito come e peggio dei vecchi. Eeeh! Il solito cambiare tutto per non cambiare niente. La Commissione c'è perché esprime i suoi giudizi (personali), altrimenti facciamo scegliere dal computer? Lo scandalo, invece, sta nell'enorme massa di gente preparata, competente, che continua a ottenere idoneità e resta dove sta: una offesa al lavoro di ricerca e all'impegno e nessuno si è premurato di evidenziare il problema e di fare proposte e pressioni per migliorare la progressione di carriera. Penso a quelli che prima hanno tanto baccagliato.