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  1. Sergio Ascari Rispondi
    Condivido per quanto capisco l'articolo. Aggiungo che fa piacere scoprire che l'impact factor dei ricercatori italiani è alto; tuttavia se preso insieme al basso tasso di laureati, non fa che confermare la mia ipotesi, che attendo di vedere smentita: l'università italiana è sbilanciata a danno della didattica. Se gli impegni didattici richiesti fossero superiori , non solo in termini di ore di aula ed esami ma soprattutto di attività di tutorato e supervisione, anche il problema della selezione del personale didattico diverrebbe meno drammatico. A fronte di maggior oneri didattici meno candidati ambirebbero ad una professione impegnativa ma non particolarmente remunerativa, e sarebbero selezionati i più motivati. Oggi temo che molti puntino ad un titolo di "Prof. XX" utile soprattutto quale piedestallo per successi professionali (intra o extra moenia, in molte aree), non riferiti certo alla formazione dei giovani. In altri termini, resta il problema della valutazione indipendente dei docenti, menzionato anche nell'articolo.
  2. Andrea Rispondi
    Se è vero che l'Italia ha un tasso di laureati più basso è probabile che ciò sia anche dovuto all'indiscussa qualità superiore del suo sistema universitario rispetto agli altri paesi europei. In altri paesi, come la Francia dove sono nato e ho studiato, fanno la scelta del "tutti laureati". Così facendo bisogna sacrificare qualità e un po' di nobiltà dell'istituto universitario. Inoltre questa politica genera un'inflazione delle lauree e crea maggiore tensione sul mercato del lavoro. D'altro canto è meglio avere un paese mediamente più colto che mediamente più ignorante!
    • roberto moscati Rispondi
      Il ritorno della valutazione ai diretti interessati (CUN) si spiega: la valutazione dell' ANVUR toglie una parte del potere di distribuire le risorse ai gruppi di potere disciplinari ("io ti do una cosa a te, tu mi dai una cosa a me",come da tradizione)
    • Matthew Rispondi
      Pur rispettando la sua posizione,spero di averla intesa nel modo giusto, non sono d'accordo.Se non ci fosse stato il 3+2 non avrei potuto pagarmi gli studi successivi."L'inflazione e la tensione sul mercato del lavoro" c'e' per tutti per me come per lei.
  3. Renato Seeber Rispondi
    Certo che confondere impact factor con H Index.....