logo


  1. Maurizio Angelini Rispondi
    Continuano ad essere rese note ricerche da cui risulta che in Italia c'è un grave problema di diseguaglianza , di scarsa mobilità sociale, di rigidità della collocazione sociale. La chiamata diretta da parte dei DS non solo non serve a nulla per correggere, via scuola, questi problemi che TUTTI sottolinano, ma può aggravarli.
  2. Massimiliano Rispondi
    Premetto: sara' che sono pazzo. Ma davvero non capisco il problema della chiamata diretta, anzi, la allargherei. Io sogno un sistema dove i DS hanno a disposizione un budget per i docenti (budget piu' alto per le scuole nei territori piu' difficili) e possono offrire un piccolo extra oltre allo stipendio garantito - questi DS sarebbero responsabilizzati nel cercare di caratterizzare la scuola in qualche modo (uno cercherebbe i migliori insegnanti di matematica, un altro di lingue, un terzo prenderebbe piu' insegnanti di sostegno, un quarto ne assumerebbe di giovani ma in maggior numero per fare classi piu' piccole) - questo consentirebbe una scelta meno casuale rispetto all'attuale. Allora si' che anche i numeri di Eduscopio avrebbero un senso compiuto perche' le differenze sarebbero volute e non casuali o dipendenti dall'ambiente sociale della scuola..Flame away.
  3. paolo Rispondi
    la buona scuola ha fallito perché non ha riformato nulla. ha risolto, male, il problema del precariato con soluzioni semplicistiche a tratti irrispettose, ma non ha innovato nulla. la chiamata diretta per scuola mette i DS l'uno contro l'altro e al massimo migliora una scuola a svantaggio della vicina. occorre un DS per ambito con la mission di assicurare agli studenti utenti il massimo della scelta possibile nel circondario ideale raggiungibile. ci voleva più coraggio ordinamentale introducendo licenza ginnasiale allungando a 5 anni la scuola media, reintrodurre esami nazionali, di licenza elementare e di qualifica, abolire i debiti formativi eventualmente sostituirli con prove di recupero a testo ministeriale che misuri oggettivamente gli apprendimenti. se si sceglie la via Alternanza scuola lavoro allora meglio essere coerenti fino in fondo stabilendo che la migliore Alternanza è quella con lavoro retribuito e che ogni lavoro onesto è dignitoso e deve valere come alternanza indipendentemente dal percorso scolastico.
  4. maurizio angelini Rispondi
    La chiamata diretta da parte del preside fra gli aspiranti a quella cattedra è una forzatura e una finzione ideologica: a scuola si fa didattica ed educazione, quasi per niente ricerca: non è che in un liceo classico si studia molto Marcuse e poco Agostino e quindi mi serve il prof specializzato in Marcuse...e viceversa nell' altro. Caso mai si potrebbe pilotare, ma da parte dell' Amministrazione, non della singola scuola, l'assegnazione dei prof più bravi e motivati nelle scuole "peggiori"( più problematiche socialmente e culturalmennte ) e in questo caso pagarli di più perchè al Visconti è più facile fare scuola che al Professionale di Torre Spaccata.
  5. G.A. Rispondi
    Abolizione dell'alternanza scuola-lavoro nei licei: magari. Concordo! E più in generale: quest'idea che la scuola (tutta la scuola) debba essere legata mani e piedi al mondo produttivo è una stupidata. La scuola deve formare, il più possibile in modo generale, aprire le menti! Anche perché il mestiere lo si impara lavorando, e lo si farà più in fretta quanto più la testa sarà stata allenata alla logica e alla capacità di pensiero. Nessuna alternanza scuola-lavoro potrà insegnarti nemmeno un briciolo di quello che farai concretamente dopo. Per non dire che, almeno per alcuni ragazzi, la scuola superiore potrebbe essere l'ultima occasione nella vita per accedere a certi studi... E per finire: l'allargamento dell'alternanza scuola-lavoro ha condotto a situazioni concrete bislacche. A quanto ne so, perlopiù i ragazzi finiscono nei banchetti a vendere qualcosa per finanziare progetti sociali o, quando va bene, vanno a fare le fotocopie in un'impresa. A cosa serve?
  6. Savino Rispondi
    un pò di alternanza lavoro-scuola?
  7. amadeus Rispondi
    Gli insegnanti votano. Gli studenti no.
  8. andrea Rispondi
    Sono docente di Economia Aziendale nella scuola secondaria e vorrei spezzare una lancia in favore dei colleghi di diritto, simbolo dell'inefficienza del meccanismo di chiamata diretta. Considero grave la mancanza di insegnamenti giuridici nei licei italiani, ad eccezione del nuovo liceo economico sociale e delle scienze umane. Paradossalmente gli studenti di tecnici e professionali acquisiscono più conoscenze in materia di elementi di diritto privato e costituzionale dei ragazzi liceali. Viceversa, pur comprendendo le ragioni di chi vuol colmare le enormi lacune degli studenti in matematica, la programmazione disciplinare nei professionali è esagerata rispetto al profilo che si intende formare. Si arriva allo studio di funzioni, ma con enormi buchi in matematica finanziaria e calcolo commerciale. Sull'alternanza scuola lavoro faccio presente che molte aziende hanno fiutato il business legato ai fondi PON per progetti di questo tipo e chiedono di ricevere un compenso per ospitare i tirocinanti. Si innesca così un'imbarazzante concorrenza fra scuole, fra chi non cede a queste condizioni e chi invece le accetta.
  9. V.P. Rispondi
    1) Renzi, che il 2 febbraio 2014 aveva annunciato una riforma al mese (azz!) , il 3 settembre 2014, prometteva, garantiva (o anestetizzava) “non calo riforma dall’alto” riferendosi alla scuola. Sappiamo tutti come è andata: finte consultazioni del mondo della scuola e voti di fiducia in parlamento, sciopero massiccio ed epocale asfaltato mentre i sindacatoni guardavano altrove e si giravano i pollici. 2) Ora Andrea Gavosto (FGA) si domanda come superare (smontare o rottamare) la fallita Buona Scuola vista la complessità dell’operazione e la genericità delle indicazioni contenute nel “contratto” di governo M5S-Lega. Si possono suggerire alcune indicazioni: I) non calare la rottamazione dall’alto, ma raccordarsi e procedere INSIEME al mondo della scuola, sentire tutti, non solo i Sindacatoni; II) non avere fretta e precipitazione, procedere con tempi necessari, ma a conferma concreta della volontà smontare SUBITO gli aspetti più contestati (ad esempio: Asl, ambiti territoriali, chiamata diretta, le 4 moratorie di cui all’Appello per la scuola pubblica….); III) Considerare e sentire i social media dove sono presenti da tempo indicazioni e proposte organiche e valide; IV) Adottare subito un crono-programma di incremento graduale delle risorse destinate alla Scuola, per passare dall’attuale 4% del Pil al 6% che è la media UE (v. programma elettorale Pd del 2013); V) Sfoltire burocrazia e adempimenti inutili.
  10. Markus Cirone Rispondi
    Abolizione dell'alternanza scuola-lavoro nei licei: magari. Un liceo non indirizza a un mestiere o una professione, a differenza di un istituto tecnico e di un professionale. Abolizione della chiamata diretta: magari. A che serve? I docenti sono assunti dallo Stato, non dai dirigenti scolastici. Se il Prof. Rossi, abilitato e assunto, è incompetente, finisce comunque in una scuola della Repubblica, che venga chiamato dal DS o "mandato a forza" dall'ufficio scolastico. Aggiungiamoci anche l'abolizione del "merito", che in buona parte si dovrebbe chiamare "diritto" (a essere pagati per lavoro extra contratto).