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  1. Paolo Consolini Rispondi
    scusate intendevo redditi 2015 al posto di redditi 2016....
  2. Paolo Consolini Rispondi
    Ho letto con una certa attenzione l'articolo dei due autori, devo dire che l'operazione di winsorizing delle code estreme disallinea il dato in esame al "reddito disponibile familiare" ufficiale dell'Istat, in particolare nell'ultima statistica report dell'indagine Eu-Silc (dicembre 2017 anno redditi 2016) esso è pari a 29.988 euro, se si escludono gli affitti figurativi, valore che sale a 34.743 euro se si include la componente figurativa (abitazione principale). Il risultato che il reddito medio familiare disponibile corretto 2016 del primo "ventile" decresca sensibilmente rispetto all'anno precedente credo si spieghi col fatto che le famiglie con redditi nulli o negativi crescono, tra le due ultime edizioni, di circa 180 mila unità, trascinando verso il basso la media nella coda inferiore dei redditi, nonostante il bottom coding al 2%. Nulla di trascendente accade poi sul lato dei redditi familiari da lavoro, poiché se analizziamo le sole famiglie con i redditi familiari positivi (e si ricalcolano i ventili eliminando la distorsione di cui sopra) e quelle con soli redditi da lavoro positivi (escludiamo quindi gli zeri) le medie del primo ventile tra i due anni si attestano a 3.843 euro e 3.464 euro. Per quanto concerne i redditi pensionistici, l'abbassamento del valore nel primo ventile tra i due anni si spiega con l'esponenziale erogazione 2015 degli arretrati pensionistici (importi polverizzati) dovuti al decreto legge n. 65/2015 in tema di perequazione pensionistica.
  3. rovatti franca Rispondi
    il reddito da pensioni dimezza in 1 anno? Come è stato possibile? Sicuri dei dati?
    • Giovanni Gallo Rispondi
      Cara Franca, come scritto anche nella risposta a Michele, non è detto che le persone e le famiglie nel primo ventile siano esattamente le stesse nel 2016 (redditi 2015) rispetto al 2015 (redditi 2014). Di conseguenza, quando diciamo che il reddito da pensioni si dimezza in un anno, ciò non significa che sia la stessa famiglia a subirlo ma che lo si registra in media.
  4. Michele Lalla Rispondi
    Lavoro molto interessante. Mi colpiscono i dati della Tabella 3, perché in un anno il reddito da pensione del primo ventile passa da 978 a a 457 per l'Italia, dal 2014 al 2015. A prima vista, direi che potrebbe esserci stato qualche errore (o di rilevazione o di elaborazione), perché un dimezzamento da un anno all'altro pare eccessivo comunque.
    • Giovanni Gallo Rispondi
      Caro Michele, comprendo i tuoi dubbi sul fatto che i nostri risultati possano essere dipesi dalla costruzione del campione di riferimento per l'anno 2016 (redditi 2015). Abbiamo tuttavia verificato che il forte calo del reddito familiare disponibile e dei redditi pensionistici nel primo ventile è comune a tutti e quattro i gruppi “rotanti” che costituiscono il campione EU-SILC. Inoltre la composizione del ventile praticamente coincide, sempre in termini di rotation group, con quella del campione totale. Non sembra dunque che i nostri risultati dipendano dal disegno campionario o da una “pesca sfortunata” nel 2016 per la formazione del nuovo gruppo. Ricordo, comunque, che la nostra analisi si basa su dati trasversali e che quindi non è detto che le persone che fanno parte del 5% più povero della popolazione nel 2015 siano esattamente le stesse nel 2016.
    • rovatti franca Rispondi
      Concordo. Come fa il reddito da pensione a dimezzare in 1 anno?
  5. enzo Rispondi
    Appare anche un dato più semplice e brutale. Dal 2012 al 2015 i primi dieci ventili hanno subito una riduzione di reddito i successivi dieci un incremento. Quindi si è avuta una redistribuzione del reddito dai poveri a favore dei ricchi . la variazione del primo ventile appare veramente drammatica. Forse alla luce di questi dati un partito già di governo e sedicente di "sinistra" potrebbe più che farsi delle domande darsi delle risposte sulle cause dei suoi destini elettorali
  6. Savino Rispondi
    I più poveri li trovate tra i giovani, tra quelli che lavorano in modo precario e con salario non sufficiente all'autonomia economia (spesso, ex lavoratori autonomi) e tra quelli che vivono nei grandi aggregati urbani in periferia. Non c'è da aiutare i pensionati, non c'è da aiutare i dipendenti pubblici, non c'è da aiutare i furbetti dell'ISEE, soprattutto quelli del sud. Perchè nel meridione (lo dico da meridionale) c'è differenza tra la povertà statistica e il familismo amorale normalizzante.