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  1. Henri Schmit Rispondi
    Il problema è la canalizzazione dei fondi europei (e nazionali) verso i progetti meritevoli. Non mancano né le opportunità, né le persone capaci, ma manca la procedura aperta, competitiva, trasparente e neutra per collegare i fondi disponibili alla realizzazione dei progetti più validi. Il cinismo, l'uso clientelare o peggio delle informazioni privilegiate, le decisioni occulte, l'abuso di potere, la mancanza di regole o l'arte di by-passarle, la furbizia, l'inganno e il sopruso, sono tutte categorie della stessa famiglia di vizi che spiegano sia la genialità di numerose storie di successo sia la generale inefficienza del paese, in particolare nell'uso dei fondi pubblici, nazionali e europei. A volte i progetti finanziati sono perfettamente inutili ed inutilizzati, altre volte capita che un ministro o la moglie di un governatore finanziano i loro progetti privati con fondi pubblici. Ma il più spesso si fa in modo meno vistoso, con gli amici per amici degli amici.
  2. Marco Spampinato Rispondi
    Il silenzio può avere significati diversi. Tra i tanti può esserci la confusione. Uno dei migliori antidoti è fare analisi e valutazioni rigorose. Questo vale in generale. In questo caso non riesco a formarmi un'idea del suo articolo. Non per i dati, ma per le proposte delle ultime due frasi. Che cosa intende per "misure di spesa di tipo indiretto", all'interno dei fondi strutturali? Perché considera monitoraggio e valutazione come generatori di stallo e sclerosi amministrativa? Di norma monitoraggio e valutazione, quando trasparenti, sono attività poco o per nulla considerate da chi programma e da chi spende. I "molti tavoli" non corrispondono per nulla a "molte valutazioni", nel senso trasparente del termine. Infine, lei dice che si dovrebbero lasciare nelle casse nazionali più risorse per programmi "di respiro europeo" (non capisco molto), ma a "trazione nazionale" (cioè chiudere i fondi strutturali?) o meglio più rispondenti a "bisogni immediati" (quindi nulla di strutturale?). Mi viene il dubbio che lei stia descrivendo l'esistente più che proporre una riforma. Quello che si è fatto negli ultimi cicli di programmazione sembra corrispondere (tolto quell'"indiretto" che non ho ben compreso) a sostituzione di spesa nazionale, ordinaria, con spesa etichettata UE, più qualcosa di strutturale spesso poco visibile o poco valutato (anche quando forse positivo). D: ma non sarebbe preferibile eliminare proprio l'intermediazione nazionale?
  3. Roberto Bellei Rispondi
    Questa dei miliardi che l'Italia non è in grado di spendere è spesso una favola perchè non si tratta di fondi che stanno lì a disposizione e basta prenderli. Oltre a presentare dei progetti credibili (e questa è già una difficoltà) è necessario integrare i Fondi EU con fondi nazionali o privati, che spesso non si riescono a trovare. Questo è il vero problema e non l'incapacità a spendere.
    • Francesco Rispondi
      Roberto, scusa ma è esattamente la stessa cosa: le regole dei fondi UE chiedono progettualità e (nella maggior parte dei casi) cofinanziamento. Se manca una delle due, i fondi restano lì. Ovvero, l'Italia è incapace di spendere per mancanza di capacità progettuale o per mancanza di disponibilità di cofinanziamento (pubblico o privato che sia). Non capisco dove stia la favola, state dicendo esattamente la stessa cosa
    • Massimo GIANNINI Rispondi
      E' vero: non solo è un problema di presentare i progetti fattibili che rientrino nei criteri dei bandi ma soprattutto che le amministrazioni locali devono metterci minimo in media un 30% di cofinanziamento. Questo significa che se ci sono 75 miliardi fermi al palo in realtà alle amministrazioni mancano 25-30 miliardi di cofinanziamenti.
  4. Savino Rispondi
    Questi dilettanti del governo m5s-lega ci faranno perdere tutti i treni europei fino all'ultimo. Colpa delle aspettative solo assistenziali degli italiani che li hanno votati.