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  1. Henri Schmit Rispondi
    Analisi precisa, senza abbellimenti, convincente. Manca tuttavia l'analisi dei nessi causali: come spiegare, oltre la serie di inadeguatezze (i tre punti deboli) in qualche modo correlate, la genesi della situazione di fatto, un può migliorata, ma sempre preoccupante e pessima nel confronto internazionale. Nei suoi rapporti sulla stabilità finanziaria Banca d'Italia dà la colpa alla crisi internazionale nata oltreoceano; la commissione parlamentare dava la colpa a singoli esponenti degli organi di sorveglianza e del governo; la stampa accusava diffusamente la politica e la vigilanza conniventi con i potenti; solo l'ocse e la commissione UE hanno stigmatizzato i difetti strutturali del paese: legislazione finanziaria, diritto fallimentare, procedure di esecuzione, tempi della giustizia, incertezza del diritto. Banca d'Italia per troppo tempo ha interpretato la stabilità finanziaria come intoccabilità degli interessi costituiti; pur disponendo di poteri inquisitori puniva spesso a casaccio anche gli innocenti e proteggeva di fatto i numerosi fraudatori di sistema. Se non vengono chiarite queste responsabilità c'è solo da sperare nelle autorità europee.
  2. gerardo coppola Rispondi
    Questo modo di fare analisi dopo la crisi e' discutibile. Abbiamo sentito notizie rassicuranti fino al giorno prima dei tanti fallimenti bancari. Se leggiamo i bilanci bancari invece vengono fuori gli effetti della crisi, della vigilanza bce e dei fattori strutturali. Unicredit per esempio ha cambiato totalmente pelle: piu' una finanziaria che una banca. La voce cassa e altre disponibilita' liquide e' pari a 70 mld di euro. Ci credo che l'indice di liquidita' e' migliorato ma a che serve prof. Baglioni? a chi e' utile una banca cosi?