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  1. Aldo Rispondi
    I portoghesi sono stati semplicemente più accorti di noi, sfruttando bene le carte che potevano giocarsi. Ad esempio le decine di miliardi di euro affluiti negli ultimi anni dalle ex colonie (in primis Angola) verso la ex "madrepatria" (http://www.ilgiornaledivicenza.it/home/altri/speciali/mappamondo/articoli/ora-%C3%A8-l-angola-a-colonizzare-il-portogallo-1.5918584). Noi invece abbiamo facilitato la distruzione della Libia (nostro storico e redditizio partner) e abbiamo posto le sanzioni a Russia, Siria e Iran (altri grossi nostri clienti). E si potrebbe proseguire a lungo.
  2. Rino Rispondi
    Dati farlocchi Tutte le nazioni UE sono cresciute, specie chi come il Portogallo ha rotto con le politiche suicide di austerity. E sono cresciute perché più in basso di così non si può andare. L’euro è un fallimento totale, contrario ai principi fondamentali della nostra Costituzione. Io non pago le tasse per arricchire speculatori e multinazionali che stanno distruggendo tutele, salari e servizi.
  3. Vittorio Rispondi
    La “rinascita portoghese” si è verificata proprio quando il governo socialista ha allentato, e in parte abbandonato, le politiche di austerità. Basta leggere i quotidiani internazionali. Il The Economist titola: “Il Portogallo riduce il deficit fiscale aumentando le pensioni e i salari. I socialisti dicono che le loro politiche keynesiane stanno funzionando” (1 aprile 2017). Sul The Guardian, si legge: “Per anni ci è stato detto che solo tagli profondi possono salvare la nostra economia. Il governo portoghese guidato dai socialisti ha dimostrato il contrario” (Owen Jones, 24 agosto 2017). Su Les Echoes: “Il miracolo economico del Portogallo è un caso contro l'austerità” (Cécile Thibaud, 18 luglio 2017). E così via su decine di altri quotidiani e riviste reperibili online. Tra il 2008 e il 2017, il rapporto tra debito e Pil del Portogallo è aumentato di 54 punti percentuali raggiungendo il 125,7% del Pil (Eurostat). La crescita delle esportazioni, verificatasi in molti altri paesi europei, Italia inclusa, è largamente dovuta alle politiche della BCE, più che alla repressione salariale, come ancora qualcuno sostiene. Davvero il caso portoghese depone a favore delle politiche di austerità? O, piuttosto, è vero il contrario?
    • Henri Schmit Rispondi
      Corretto e preciso, ma incompleto. Bisogna distinguere due fasi: 2011-2013: "Contrazione violenta della domanda pubblica, calo delle pensioni e dei salari, riforme del mercato dei beni, del mercato del lavoro, riforma fiscale, riforma delle imprese pubbliche. Il deficit passerà dal 9,8 per cento del Pil al 2,3 per cento nel 2013 mentre il debito pubblico si attesterà al 129 per cento del Pil (i 2/3 dello sforzo si esplicherà in tagli alla spesa e 1/3 in aumenti di tasse). Il crollo della domanda interna e il miglioramento della competitività dei costi libererà il potenziale delle esportazioni." - 2014-2017: "Di fatto, il governo si accontenterà di aumentare il salario minimo e le pensioni più basse, senza indietreggiare sui tagli alla spesa e sulle riforme approvate. " L'Italia con i governi Monti e forse Letta ha vissuto il primo volano. Che cosa ha sbagliato dopo? Non sono le costrizioni del fiscal compact, perché valgono pure per il Portogallo. Una cosa è chiara: è stato più efficiente il governo di sinistra portoghese del governo centrista italiano. Aggiungerei un'altra domanda, la più delicata: che cosa può sbagliare il prossimo governo italiano?
  4. Henri Schmit Rispondi
    Bisogna riflettere che cosa manca Italia, un paese più ricco come capacità produttiva e qualificazione dell' risorse umane, Centeno, un sistema o una "classe" politica diversa, meno cinismo, più coraggio.... per emulare la "rinascita" portoghese. L'Italia è già risorta almeno una volta. Prima era considerata nera espressione geografica, un paese dei morti viventi diceva la critica inglese all'inizio dell'800. Ecco perché il "Risorgimento". Che cos'è cambiato? Con spiegare questo cinico immobilismo?
    • Savino Rispondi
      Un processo di riforme non può conciliarsi con il ribellismo delle masse conformiste. Il popolo deve agevolare le riforme, non opporvisi in maniera sterile e senza documentarsi.
  5. Savino Rispondi
    Per loro fortuna non esiste una Organizaçao Cinco Estrelas, nè di destra nè di sinistra, ma raccattavoti. Così, sinistra riformista e sinistra-sinistra possono dialogare.