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  1. rodolfo Rispondi
    mi sembra più un articolo basato su propri desiderata (rivelatisi regolarmente perdenti nei mesi scorsi) più che una analisi. L'Europa come luogo economicamente vitale e attraente è rimasto tale finché non si è deciso che gli stati nazionali erano da superare in funzione di una "europeità" totalmente insensata in quanto distruttiva e non costruttiva. Siamo sicuri che gli inglesi abbiano sbagliato a votare Brexit come lei continua a dire? Non è che le persone che vivono ad Oxford (che ricordo ospitano "eccellenze negative" come Tariq Ramadan) siano troppo intente a compiacersi del proprio ombelico non capendo quanto il "popolo" in senso esteso giudica negativamente la globalizzazione? Sappiamo bene quanti interessi (altro che ideali) ci sono dietro l'abbattimento delle frontiere, in primis cinesi e arabi. Mi chiedo sempre più quanto La Voce sia organo di indottrinamento più che di analisi. Vedere i responsabili della sezione Fact Checking per avere una prova di quanto scrivo
    • Mariasole Lisciandro Rispondi
      Gentile Rodolfo, grazie innanzitutto per il commento. Può spiegarsi meglio cosa dovrebbero mai scovare i lettori andando a vedere i responsabili della sezione fact-checking?
    • Henri Schmit Rispondi
      Solo in Italia ci sono voci secondo le quali gli stati nazionali sarebbero da superare in funzione di una non meglio definita europeità, anzi insieme a una non più convincente sovranità regionale (è nel contesto dell'autonomia regionale, veneta e lombarda, che l'organo di stampa della Lega ha lanciato la sua idea di sovranismo). Gli altri stati, gestiti in modo più efficiente, non intendono rinunciare alle loro prerogative statuali sapendo che sono in una certa misura solidali e per il resto concorrenti. Le cause della Brexit sono le inefficienze dell'UE e di alcuni paesi membri, in materia di gestione dell'immigrazione e di convergenza fiscale. L'Italia è l'anello (grosso) debole del sistema. Nella maggior parte degli altri paesi membri l'Europa è percepita come un successo e come una garanzia per il futuro, in un mondo comunque globalizzato, con o senza Brexit, Trump e Putin. Il Canada, l'India e ora anche l'Australia stanno con l'UE, non con il nuovo corso in UK o in USA. Il problema della zona € in particolare sono i paesi incapaci di riformarsi.
      • Pietro Rispondi
        Non e' vero, si guardi alla Polonia, oppure all'Ungheria.All'unione bancaria, e' troppo complicato per essere liquidato cosi. Penso che il commento, ed anche l'articolo in parte, trasmettano un senso di incredulita' ed impotenza. Il titanic sembra affondare ma si beve il vino e suona il piano, perche' la realta' , quella che si vede sporgendosi dal corrimano, fa troppa paura. D'altra parte solo chi pensa di sapere puo' essere ignorante. La Brexit potrebbe essere fermata dai Lord, l'Inghilterra non e' proprio una gran democrazia, e lei potra' continuare a farsi i complimenti a vicenda con i suoi colleghi su quanto siete intelligenti immerso in sistema educativo decadente e sulla via dello sbriciolamento finale. > la disoccupazione raggiunge minimi storici Ma guardi i salari e potere d'aquisto, mi faccia il piacere.
        • Henri Schmit Rispondi
          Quando scrivevo mi rendevo che la mia affermazione era vera solo per la "core Europe". Pensavo che non fosse necessario precisare. Il contro-commento che allarga il discorso a PL e H mette in evidenza in quale compagnia l'Italia si trova ora. Con questo non intendo suffragare le solite critiche rivolte ai due stati, secondo me in parte immeritate e strumentali, ma insistere solo sul peso marginale, irrilevante di questi governi dissidenti. Penso che non basti dissentire, ma che bisogna convincere gli altri. Altri stati membri periferici più efficienti e più convincenti stanno gradualmente sostituendo l'Italia nel gruppo "nocciolo duro". Non capisco le osservazioni sull'ignoranza e sulla comprensione fra colleghi quindi non rispondo.
    • Luca Cip Rispondi
      Rodolfo, guardi che gli Inglesi nel 2016 non sono stati così compatti nel votare Brexit. Ora poi che i dati economici stanno peggiorando e tutte le promesse di Farage ed UKIP si sono volatilizzate, pare che qualcuno ci stia ripensando. A meno che lei voglia negare pure questo.
  2. Marco Di Brigida Rispondi
    Egregio Professore, mi pare abbastanza chiaro; la divisione politica inglese non fa che rispecchiare la lacerazione sociale che colà vige; l'indice di Gini inglese non è certo quello della Svezia e neppure quello della Germania; è alquanto simile, guarda caso, a quello dell'Italia; l'occupazione è ai massimi storici? e vabbè però si deve vedere la qualità della occupazione, quanto è precaria e quali sono i salari; il sistema liberista moderno potrà forse tenere economicamente ma si deve vedere come riduce la coesione morale e sociale delle popolazioni; coesione che per ovvi motivi e un bene preziosissimo di cui ci si accorge della importanza solo quando comincia a venire meno; tutto questo i keynesiani lo sapevano bene, ma la loro saggezza come Lei sa, è stata fatta culturalmente, accademicamente e mediaticamente, a pezzi
  3. Savino Rispondi
    Solo gente che non ha mai visto la povertà da vicino può essere così altezzosa nel votare. Idem per il popolo italiano e le elezioni del 4 marzo scorso.