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  1. Frank Rispondi
    Al momento l’assenza di copertura politica determina un evidente stallo nella gestione, ma Alitalia doveva essere venduta già nel 2008: avremmo avuto meno costi a carico della finanza pubblica ed ora una compagnia privata competitiva. Una delle ragioni del tutto infondate per cui si tenderebbe a salvare/mantenere in mani italiane (private o pubbliche che siano) la compagnia è l’eventuale mancanza di un vettore in uno o più aeroporti ritenuti strategici. Questa mancanza però prima o poi viene riasssorbita: ne è un esempio il dehubbing di Alitalia a Malpensa nel 2007, sono passati un po’ di anni ed una crisi economica nel mezzo, ma ora si registra traffico malpensa in ripresa . Questo dimostra che non è necessario forzare il mercato in certe tratte… come demagogicamente sostenuto da chi nel nord vorrebbe avere ancora una compagnia di bandiera….oppure anche voli malpensa-fiumicino (peraltro in ritorno nell’estate… dopo essere stati tolti pochi mesi fa… complimenti per la logica delle scelte). Lasciamo operare il mercato: le low cost potrebbero (come accaduto a Malpensa) riempire il vuoto lasciato da aziende molto meno efficienti, e quindi basta gettare denaro pubblico anche con nazionalizzazioni mascherate.
  2. umberto marchesi Rispondi
    Solito pressapochismo italiano. E i Commissari ? Quanto ci costeranno per fare melina ? Sarà come al solito il contribuente a pagare. Per non citare anche la CIG .