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  1. ROSALIA Rispondi
    BEGHE DI PARTITO
  2. Savino Rispondi
    La personalizzazione di Di Maio è sempre più impressionante. L'unico motivo per cui lo stallo non si sblocca è che Luigi Di Maio vuole fare per forza lui il Presidente del Consiglio.
  3. Henri Schmit Rispondi
    L'articolo illustra i limiti dell'econometria applicata alla politica. Le statistiche di convergenza del voto fra partiti (gruppi parlamentari) è interessante, ma a prendere con le pinze perché non distingue fra provvedimenti importanti, economici, societarie etc e senza alcun valore per convergere sui temi futuri. La differenza è fra misura statistica e DECISIONE. In America (come in tutti i paesi con preferenza individuale) sono i singoli rappresentanti che, nella campagna elettorale per la loro rielezione, rendono conto delle loro posizioni sulle deliberazioni più importanti durante la precedente legislatura. La nuance dovrebbe far riflettere gli studiosi più attenti.
    • Henri Schmit Rispondi
      Intendevo "senza alcun valore per - determinare il potenziale di convergenza - su temi futuri".
  4. Michele Rispondi
    Si parla solo di formule di governo. Non si parla di contenuti su cui è molto più difficile trovare intese se i partiti avranno un minimo di coerenza. Tutto tempo perso. Si vada presto a nuove elezioni
  5. mari arena Rispondi
    Nell'articolo si afferma: ...piuttosto vicini appaiono invece M5s e Lega, concordi già per la metà delle votazioni... Questa affermazione assume valore completamente diverso se si aggiunge che anche Sinistra italiana e Lega (al senato) "appaiono concordi per la metà delle votazioni (48%)". Se io mi metto ad evidenziare i dati/fatti delle votazioni relative alla precedente legislatura per arrivare alla conclusione che lega ed m5s sono "piuttosto vicini" e ne faccio addirittura un articolo su lavoce.info, ho l'obbligo di indicare al mio elettore più dati possibile per renderlo effettivamente consapevole della realtà. E voi non l'avete fatto.
  6. Bruno Rispondi
    Piccola avvertenza: le convergenze significative sono quelle tra forze di governo e forze di opposizione (soprattutto se su ddl del Governo). Le convergenze tra partiti che sono all'opposizione non sono significative dato che possono votare contro per motivi molto differenti
  7. Savino Rispondi
    Il Presidente del Consiglio è di nomina del Capo dello Stato e spetta a quest'ultimo farne il nome ed indicarlo alle forze politiche. Nessuno sta dicendo nulla, invece, sugli sgarbi istituzionali reiterati di Di Maio e Salvini in questo senso. I riti sono tornati quelli di 30 anni fa, ma i partiti sono peggiorati anche rispetto a solo 10 anni fa. Non si può, inoltre, in questa fase delicata, continuare ad esercitarsi nel rompicapo dell'incastro tra programmi elettorali confrontati. Pensate se, quando fu scritta la Costituzione, le forze politiche di allora avessero cominciato a convocare i professoroni per confrontare i programmi i progetti e le utopie reciproche! Non ne sarebbero usciti più! Invece, l'arte del compromesso è tale anche per la concretezza dei metodi e della tempistica non sterile. In questo senso, è stato più utile e, più snello e più moderno il manuale Cencelli che la negoziazione pletorica grillina. Ultima considerazione è che, in questa fase, sarebbero tornati utili dei partitini presenti in Parlamento, in grado di smussare l'ortodossia tripartita in minoranze di media grandezza di composizione.
    • Marco Rispondi
      Apprezzabile il tentativo di confrontare la linea di un partito basandosi sui voti espressi in parlamento. Purtroppo tale analisi non è applicabile ad un confronto tra partiti fuori e dentro la maggioranza. Come è noto, chi sta all'opposizione cerca ogni minimo cavillo pur di votare no a provvedimenti che in gran parte condivide e questo solo per fare polemica e dimostrare che chi è al governo sta lavorando male. Dunque dai conti presentati, veramente poco significative sono le relazioni tra il PD (partito di maggioranza) e gli altri partiti, ed in parte anche tra Forza Italia e gli altri partiti, visto che per la fase di riforme istituzionali ha votato assieme alla maggioranza. Su numerose leggi, parte dell'opposizione è passata dal quasi strapparsi i capelli per dimostrare quanto sbagliato fosse approvarle, a posizioni prima più morbide, poi di quasi condivisione. Questo è ancor più vero per i partiti che dall'opposizione si vedono proiettati a governare. Fatti questi aggiustamenti, penso che le sorprese sarebbero ben diverse da quelle presentate.