logo


  1. Mario F.Parini Rispondi
    Sono favorevole alla alta velocità. Bisogna completare la tratta Torino Trieste e, soprattutto, proseguire il prolungamento verso sud anche in chiave energetica.Molti Tir dovranno essere dirottati su ferro.Poi non dimentichiamo una tratta incompiuta a Nord,la Ventimiglia Genova dove ci sono ancora trenta km a binario unico. Poi bisogna migliorare oi servizi nelle isole... epnsare che ci sono trenta locomotori che marciscono in Sardegna acquistati prima di elettrificare le linee.....Questi sì che sono scandali.
  2. Roberto Borri Rispondi
    Solito articolo di stampo liberista, in linea con l'attuale deplorevole tendenza a considerare legittimo il lucro privato nei servizi pubblici essenziali ad alta rilevanza sociale, in una visione del mondo come un gigantesco mercato dove qualsiasi operazione debba ricadere entro criteri di tipo aziendale. Le Ferrovie debbono ritornare ad essere Istituzioni: lasciamo la concorrenza ai campi sportivi e non trasformiamo l'accesso ad un servizio pubblico in una lotteria, come, purtroppo, succede per telecomunicazioni, viaggia aerei e via vomitando. P. S.: il concetto di alta velocità è nato in Italia con l'ETR 200, che, con l'esemplare numero 12, ha stabilito, nel 1939, il primato mondiale di velocità terrestre con 203 km/h: vanto dell'Ingegneria Nazionale, che ha dato alla luce una nuova tipologia di mezzo di trasporto agile, leggero e meno aggressivo, grazie alla potenza distribuita.
  3. Frank Rispondi
    I ricavi di TI su lunga distanza includono, come indicato ed in riferimento al bilancio della società, non solo AV ma anche Internazionale e Intercity (definiti “long haul”). Premessa la difficoltà nell’ottenere dati disaggregati, il confronto di Tab 1 non è quindi del tutto realizzabile, allo stesso modo per DB (anche in questo caso è indicata Lunga distanza e non solamente AV). La concorrenza auspicata in questo segmento significherebbe “per” il mercato e non “nel”. La valutazione del decisore pubblico (in questo caso nazionale, e non regionale) potrebbe essere orientata anche a non sussidiare questo segmento, ed utilizzare le risorse in maniera alternativa, anche considerando che i treni notte sono stati fortemente ridimensionati negli ultimi anni per calo sia della domanda (concorrenza da low cost aereo) sia della stessa offerta (AV in competizione con Intercity notte).
  4. Francesco Rispondi
    Vorrei rivolgere una domanda all’autore dell’articolo riguardo alle unità di misura della produttività della rete. Se l’uso della rete si misura in “passaggero*km”, la produttività capirei io che va misurata in “uso/lunghezza totale della rete”, quindi in “passeggero” come unità di misura e non “passeggero/km”. Dove sto sbagliando?
    • Marco Rispondi
      Nel grafico è calcolata proprio come uso/lunghezza totale, dove l'uso è rappresentato dai km totali percorsi da tutti i passeggeri (19 miliardi in totale di passeggeri*km) e la lunghezza della rete che è 1000km, il risultato finale è 19 milioni di (passeggeri*km)/km = passeggeri. In sostanza se ti fossi seduto di fianco a un binario medio di AV per un anno avresti visto passare 19 milioni di passeggeri, almeno io l'ho capita così
  5. enea mario moscon Rispondi
    Articolo interessante, peccato per l'inutile polemica finale. In realtà basta vedere i prezzi dei biglietti delle Frecce e di Italo per capire che la differenza di ricavo medio, anche perché le Frecce grazie a maggior qualità del servizio (Servizio bar a bordo treno) e maggior frequenza tendono ad intercettare clienti business. I servizi lunga percorrenza non ad alta velocità (Intercity e Treni Notte per intenderci) sono servizi creati per assolvere la funzione di “servizio universale” e, quindi, socialmente sostenibili. Non sarebbero sostenibili gli attuali livelli di servizio se fossero completamente a mercato (come l'AV) e non sussidiati. Trovo molto difficile che si sviluppi la concorrenza in un segmento poco redditizio come questo. Resta invece il fatto che in segmento redditizio come l'AV la concorrenza sia sta fattore molto positivo per i clienti, aumentando l'offerta e riducendo i prezzi.