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  1. Marco La Colla Rispondi
    Io vivo in Sicilia, a Ragusa, e qui, territorio carsico, il sottosuolo è attraversato da fiumi di acqua quasi sempre potabile. Il problema è che la distribuzione avviene a determinate ore della notte e ciò ci costringe a immagazzinarla in apposite cisterne, di cui tutti i condomìni sono dotati. Da li l'acqua viene pompata in appositi serbatoi posti sotto il tetto e poi, per caduta, arriva nei singoli appartamenti. Tutto ciò fa si che non ci si possa tanto fidare della purezza dell'acqua che, se all'ingresso nella cisterna è potabile, in tutti questi passaggi rischia di contaminarsi. Le cisterne andrebbero pulite periodicamente, ma questo avviene raramente e quindi tutti beviamo acqua minerale o quella delle casette dell'acqua di cui è garantita la potabilità.
  2. Jacopo Rispondi
    Non si potrebbe far pagare il costo di smaltimento delle bottiglie ai produttori? Se non sbaglio con altri prodotti ha funzionato, nel senso che gli imballaggi sono diminuiti drasticamente.
    • Antonio Massarutto Rispondi
      Più o meno è proprio quello che già si fa. Non il costo di smaltimento, ma l'obbligo di garantire il recupero di una certa frazione dell'immesso sul mercato. Gli obiettivi sono stati puntualmente raggiunti, ora però dovrebbero essere innalzati in modo da intercettare una frazione via via maggiore. E' proprio quello che anche io propongo nel finale dell'articolo
    • Antonio Massarutto Rispondi
      E' più o meno quello il senso. Già oggi i produttori di imballaggi (non solo plastica) sono obbligati a finanziare il sistema di raccolta differenziata e recupero, onde garantire gli obiettivi di riciclo. La direttiva "circular economy" prevede un incremento significativo degli obiettivi, ma non è ancora entrata definitivamente in vigore. Per la precisione: gli imballaggi sono AUMENTATI drasticamente, ma in compenso grazie a questi sistemi vengono recuperati e non smaltiti in discarica.
    • Giovanni Rispondi
      In Germania, per ogni bottiglia di plastica o di vetro, se la riconsegni nelle apposite macchinette presente in ogni supermercato, ti danno dai 40 ai 50 centesimi a bottiglia (quello che hai pagato all'atto dell'acquisto per il vuoto e rendere), e la macchina automatica che li prende riconosce il tipo di bottiglia e se non è valida te la risputa indietro. Alla fine la macchina ti stampa una ricevuta che tu porti alla cassa dove ti viene scontato l'ammontare delle bottiglie dalla spesa. Questo crea un sistema che anche se qualcuno fregandosene dei soldi butta la bottiglia per strada, troverai come un avvoltoio qualcuno che se la raccoglie per prendersi i soldi del vuoto. Ho visto gente in metropolitana il sabato mattina, girare con sacchi neri dell'immondizia cercare le bottiglie lasciate in giro da gente la sera prima. La percentuale di recupero in questo modo e pari al 100%
  3. Diego Alloni Rispondi
    Voluttuario è semmai l'inquinamento agricolo, industriale e demografico delle falde padane, a una profondità tale da rendere economici acquedotti dalle montagne rispetto a nuovi pozzi. Gli amministratori locali, alle proposte di fluorazione "anti-carie" dell'acqua pubblica (presente in molti paesi europei), sorridono amari "Fosse questo il problema". Spiace che un elemento prettamente biologico e sanitario sia banalizzato a raschiatura fiscale dall'aggressività finanziaria globale.
  4. umberto marchesi Rispondi
    Introdurre il deposito x il "vuoto" anche x la plastica come si faceva per il vetro oltre a incrementare ragionevolmente il canone di concessione. L aggiunta di cloro negli acquedotti, di fatto obbligatoria, conferisce spesso odori sgradevoli
    • Antonio Massarutto Rispondi
      Per essere efficace, la cauzione per il vuoto a rendere dovrebbe essere piuttosto elevata, anche più del costo della bottiglia nuova vuota. Ergo, qualche furbo potrebbe mettersi a produrre bottiglie solo per consegnarle a chi le ritira usate, lucrando la differenza. Per il cloro: provi a lasciare la caraffa una mezz'ora a respirare prima di berla. Il cloro evapora, e il cattivo sapore anche!
      • arthemis Rispondi
        In diversi paesi la cauzione per la bottiglietta da mezzo litro è di 10 centesimi, e non se ne vede in giro nemmeno una (vengono persino recuperate quelle buttate nei cestini); analogo per vetro e alluminio. Il problema è che adesso abbiamo già un surplus di plastica riciclata causa mancato utilizzo dalla Cina (e guarda caso sono aumentati gli incendi di depositi di materiale di recupero)...
      • Federico Rispondi
        In Germania esiste da anni una cauzione per le bottiglie di plastica che viene restituita inserendo la bottiglia in un apposito erogatore. A nessun tedesco sarebbe mai venuto in mente truffare costruendo bottiglie vuote di valore inferiore di quanto eroga per la cauzione per lucrarci. Del resto nessun tedesco si stupisce nel vedere una busta di plastica contenente giornali appesa al palo di un semaforo da cui il pedone può prendere il quotidiano, mettere i soldi per pagarlo e prendersi anche il resto. Forse è per questo che la Germania è fatta da tedeschi e l'Italia da italiani.