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  1. Davide Rispondi
    Finché ci si nasconderà dietro termini come ''governance sostenibile'' per giustificare lo spostamento di milioni di persone da un'area all'altra, contro ogni possibilità di integrazione sostenibile, c'è poco da discutere. Il fatto che non si dia ai popoli europei la possibilità di scegliere il proprio futuro demografico, ma lo si debba imporre dall'alto tramite tecnicismi è l'emblema della questione immigrazione. Non si è imparato nulla dalla Brexit o da Trump o tantomeno dalle elezioni italiane. La migrazione di massa continua ad essere imposta da persone che poi non si assumono alcuna responsabilità dei problemi che le proprie politiche causano. E allora si voterà ad ogni possibile occasione per chiunque prometta di bocciare in toto o ritirarsi da tali Global Compact.
    • Beppe Rispondi
      Sempre più convinto di quello che diceva Twain:" se votare servisse a qualcosa, ci impedirebbero di farlo ". E' stato ormai deciso che il futuro dovrà essere un'Europa con decine/centinaia di milioni di nuovi arrivi, la propaganda e la retorica a sostegno di queste politiche messa in campo negli ultimi anni è più forte di quello che i cittadini pensano o desiderano a sostegno delle politiche a loro favore. Alea iacta est !
  2. Stefano Rispondi
    Penso che se le nazioni dovranno accollarsi ulteriori e ingenti oneri finanziari, con tutte le problematiche di vivibilità, sostenibilità, integrazione e sicurezza che comporta accogliere milioni di persone in Europa, cui si promette un futuro che non potrà essere realizzato, sarà non solo un buco nell’acqua come già dimostrato ma alimenterà l’ostilità. Alimenterà non solo quella degli Europei, ma anche di popoli cui, con lo spirito d’integrazione, si chiede di rinunciare alle loro usanze e culture pensando che queste debbano essere barattate per un tornaconto economico. Già in passato, dovunque gli Europei si siano installati, hanno voluto diffondere i pretesi «benefici dell’istruzione», e lo hanno fatto sempre con gli stessi metodi, senza tentare il minimo adattamento o chiedersi se non esistesse già in quei luoghi qualche altro genere d’istruzione; tutto quel che non proviene da loro dev’essere considerato nullo e non avvenuto, e l’«uguaglianza» non permette ai popoli diversi e alle diverse razze di avere la loro mentalità propria; del resto, il principale «beneficio» che coloro che la impongono si ripromettono da quest’integrazione è probabilmente, dappertutto e sempre, la distruzione dello spirito tradizionale per fini economici.