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  1. Giuseppe G B Cattaneo Rispondi
    L'articolo tocca un tasto dolente della politica italiana. La trasperanza nella giustificazione delle scelte e la verifica dei risultati. Sono completamente d'accordo con l'autore.
  2. Stefano Rispondi
    Scusate, ma non ci ho capito niente! Non sono laureato ho un semplice diploma e un Q.I. nella media. Chiedo: è possibile semplificare il linguaggio per renderlo comprensibile a tutti? Altrimenti continueremo a votare spinti dalle emozioni più che dalla ragione.
    • P.PIERANGELINI Rispondi
      Ma non c'è molto da capire: il concetto di base della toeria delle public choice è che politici e burocrati piuttosto che agire per un presunto interesse pubblico, sono motivati dall’auto-interesse così come lo sono gli agenti privati. Dunque non è detto che gli attori politici prendano decisioni orientate a fini pubblici, piuttosto su base di obiettivi privati. Detto ciò, che è anche piuttosto realistico, resta il problema che comunque sia pubblico e privato sono affetti da comportamenti distorsivi e quindi non c'è nessuna mano invisibile, purtroppo Stato e mercato sono entrambi indispensabili e l'unico modo è cercarli di farli funzionare bene entrambi tramite il miglioramento dei meccanismi istituzionali che richiede comunque che i cittadini facciano la loro parte nel sistema democratico e quindi dovrebbero essere consapevoli e informati.