logo


  1. Henri Schmit Rispondi
    L'attraversata del Mediterraneo non è solo un viaggio di disperati verso lidi più promettenti, ma anche un traffico di essere umani. La presenza di numerose navi di ong non solo permette di salvare vite ma incentiva anche il traffico criminale e l'emigrazione di poveri Africani ingannati e sfruttati. Il ministro (ho visto solo l'estratto) ha sbagliato di farsi provocare. Doveva rimanere calmo e rispondere con meno presunzione. Ma non vedo la giustificazione del verdetto negativo del 'fact checking': Minniti non ha mentito, non si è rivelato ignorante dei fatti e non ha provato a ingannare l'audience. Trovo gravi le accuse di Antonio Carbone. Tutto sommato i conduttori televisivi intendevano accreditare le stesse "verità". I "facts" non sono solo numeri, presuppongono categorie per ordinare i numeri.
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Dire che le navi sono 9, quando in realtà sono 3, non è mentire? In particolare quando si ha un accesso diretto alle informazioni.
    • Antonio Carbone Rispondi
      Sono d’accordo con lei dr. Schmit, infatti ho tentato di “ordinare i numeri” secondo “categorie”, separando Ricerca e Soccorso dal Controllo dei flussi. Riconosco il successo del governo nella seconda categoria (-67%) anche se non ne condivido per niente il metodo: in pratica pagare altri per fare il lavoro sporco (come con la Turchia). Non c’è invece alcuna evidenza del fatto che ridurre le navi di soccorso abbia scoraggiato i viaggi. Al contrario sembra esserci evidenza del fatto che il rapporto tra sbarchi e annegamenti sia rimasto in sostanza invariato. È plausibile che le ONG avrebbero potuto comunque ridurre le navi operative adattandosi ai flussi ridotti (diciamo anche 5 navi invece di 9) ma resta il fatto che ad oggi nessuno dei soggetti da me citati (il ministro Minniti, l’on. Di Maio e il procuratore Zuccaro) hanno fornito un solo atto ufficiale a sostegno della tesi “ONG in combutta con i trafficanti”. Riscrivo per chiarezza quanto riportato (tra virgolette) dalle agenzie di stampa in merito alle dichiarazioni del dr. Zuccaro: “A mio avviso alcune ONG potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Forse la cosa potrebbe essere ancora più inquietante. Si perseguono da parte di alcune ONG finalità diverse: destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi”. Condivido l’invito inascoltato del ministro della Giustizia a parlare solo con gli atti d’ufficio e rimango come cittadino in attesa di sapere se quanto sopra riportato sia vero. O falso.
      • Henri Schmit Rispondi
        Apprezzo molto il tono pacato del contro-commento Antonio Carbone. Penso che l'odio non debba prevalere sugli argomenti e (concedo volentieri) che le bugie non devono nascondere la verità. 1. Di Maio per mestiere prova a raccogliere consenso. Ma la preoccupazione nell'opinione pubblica, ancorché esagerata e spesso irrazionale, è legittima. Non si può negare l'evidenza, cioè l''insostenibilità di un'immigrazione illimitata e la pericolosità di un'immigrazione incontrollata. 2. Zuccaro che non ha fatto una bella figura probabilmente è stato attivato da qualche segnalazione che non conosciamo; penso ai servizi che conoscono, presumo, le trame del governo maltese; una delle ONG era legata a quel paese, ma non ho elementi per giudicare. Non ho neppure elementi per giudicare di eventuali complicità fra l'un o l'altra nave di salvataggio e trafficanti o peggio. Ma c'è anche un rischio di una connivenza involontaria, inconsapevole e questi sono rischi seri. 3. Minniti ha un compito ingrato. Lo reputo un uomo coraggioso, prudente e rispettoso dei diritti, che non ha nulla in comune con i ministri precedenti, di provenienza leghista o forzista. Ci accorgeremmo presto delle differenze, se malauguratamente il prossimo governo fosse espressione della coalizione vincente.
  2. Antonio Carbone Rispondi
    I commenti che leggo sollevano ma non chiariscono un aspetto cruciale: l’attività di ricerca e soccorso non dovrebbe c’entrare nulla con il controllo dei flussi migratori (salvo per chi vorrebbe “ributtarli in mare”). Salvare chi sta’ per annegare è un dovere che gli uomini di mare conoscono bene, non altrettanto gli indignati antimigranti in servizio permanente effettivo. Il fatto è che a fronte di una drastica riduzione dei flussi pari addirittura a - 67% nel periodo luglio – dicembre 2017 - grazie agli “accordi” con la Libia (leggi trafficanti) - il rapporto tra sbarchi e annegamenti è rimasto sostanzialmente lo stesso rispetto al 2016 (anno record degli sbarchi e delle vittime in mare): 2,4% nel periodo luglio 2017 – febbraio 2018 2,7% nel 2016 Elaborazioni mie sulle fonti citate nell’articolo e nei commenti. Mi sento quindi di poter affermare che 9 navi delle ONG invece che 3 avrebbero sicuramente salvato più vite. Accanirsi sulle ONG sull’onda di allegre dichiarazioni di un procuratore di Trapani e sullo sciacallaggio politico di un Di Maio è stato un errore mortale (nel senso letterale del termine). Posso quindi affermare che per me quelle vite sono sulla coscienza di almeno tre persone: il ministro Marco Minniti e il vice presidente della camera on.le Luigi De Maio in solido con il procuratore di Trapani Carmelo Zuccaro.
    • Antonio Carbone Rispondi
      Dimenticavo! Ma dopo quasi un anno che fine hanno fatto i fascicoli aperti sulle ONG? Forse tra un po', per salvare la faccia, sarà incriminato qualche cuoco di bordo che nel cellulare aveva un numero di Tripoli. Intanto il procuratore rilasciava dichiarazioni come se avessero già arrestato qualcuno e invece..... niente. Mi correggo, quel niente è stata una manna mediatica per sciacalli politici. Che vergogna sentire un candidato premier affermare di non aver mai definito le ONG "taxi del mare" insinuando che prendessero soldi dai trafficanti e che, invece, era stato un rapporto Frontex a definirle così (peccato non vi sia traccia di tali definizioni nei rapporti Frontex). Quanta miseria umana dovremo ancora sopportare?
  3. Francesco Rispondi
    "Ovviamente non si può dimostrare – né tanto meno siamo intenzionati a farlo – una correlazione tra la riduzione delle navi per la Sar e l’aumento del numero dei morti in mare" Su https://missingmigrants.iom.int/region/mediterranean si trova una statistica delle morti nel mediterraneo libico mese per mese: dalla (non) firma del codice ONG in ogni mese (eccettuato Agosto 2017) vi sono state meno morti in mare rispetto al mese dell'anno precedente. State quindi riportando una notizia falsa.
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Francesco, ci riferiamo alle statistiche mostrate da Piazza Pulita, che si riferiscono al periodo 1 gennaio-18 febbraio del 2017 e del 2018. 229 morti nel 2017, 315 nel 2018. Li trova qui a 47:02 https://youtu.be/sSBjkwQ216U
      • Francesco Rispondi
        I dati dell'OIM sono chiarissimi. Morti nel mediterraneo centrale gen-feb 2017: 442. Morti nello stesso periodo 2018: 316. Formigli si ferma al 18 di Febbraio, un cherry picking di proporzioni enormi visto che il 19 dello stesso anno (2017) si è verificata una tragedia con più di 100 morti (118 per la precisione) che manderebbe in fumo la sua propaganda. Tutti i dati sono facilmente verificabili dai CSV che l'OIM mette a disposizione. Se voi de "lavoce" scrivete "l’aumento del numero dei morti in mare" senza aggiungere nulla, quando in ogni singolo mese da settembre 2017 rispetto all'anno precedente ve ne sono stati di meno, state silenziosamente avallando e favorendo il diffondersi di questa notizia falsa.
        • Lorenzo Borga Rispondi
          La scelta della redazione di Piazza Pulita potrebbe anche essere stata dettata dal tentativo di non tenere in considerazione un evento tragico, ma (fortunatamente) molto raro nel suo genere, per individuare invece il trend. Rimane comunque impressionante un dato di morti così alto dal momento che i flussi sono invece considerevolmente diminuiti. Fa comunque benissimo a evidenziare questi dati comunque: nel fact-checking ci siamo concentrati su altro, ma è bene che ai lettori sia fornita anche questa informazione. Grazie.