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  1. Luigi paglianti bonazzi Rispondi
    Sarebbe interessante conoscere l'evoluzione nel tempo del benessere e della diseguaglianza, anche per verificare come, a fronte di una debole ripresa dal 2013, è varietà la diseguaglianza. Questo anche per verificare se il senso di crescente insicurezza economica trova riscontro nella realtà e in che misura
  2. francesco Zucconi Rispondi
    Articolo veramente interessante con dati, numeri e sobrie valutazioni. Credo che la soluzione non possa esser trovata all'interno delle vecchie strategie "neoliberiste". È necessario rimettere lo Stato al centro dell'economia nella parte che riguarda innovazione, energia e industria di base che deve tornare in parte entro i confini nazionali, e lasciare i mercati secondari, turismo, il tessile, l'alimentare etc in mano a privati in forte e libera concorrenza tra loro.
  3. Michele Rispondi
    Una grande parte delle disuguaglianze presenti in italia è già causata dalle tante e caotiche flat tax presenti da anni: 1,2% della PEX, 8% sulla rivalutazione delle partecipazioni, 10/15% la cedolare secca sugli affitti, 26% sui redditi da capitale etc Poi tutti i contributi - in un sistema a ripartizione di fatto sono una tassa - sono proporzionali o talvolta regressivi. La progressività della tassazione prevista nella Costruzione è sparita da un pezzo. I redditi da capitale sono tutti favoriti nella tassazione rispetto ai redditi da lavoro. Il lavoro invece viene precarizzato. Ci si meraviglia quindi che le disuguaglianze aumentano? È il risultato di una ben precisa politica portata avanti da almeno 20 anni da tutti i governi di dx e sx. Tutto ciò aggrava i problemi sociali? Certamente si, ma basta vivere nei quartieri giusti e sapersi muovere per relegare i problemi alle periferie, allo suburban sprawl che copre buona parte dell’Italia e che i benestanti attraversano in auto lungo le tangenziali giusto per andare il week-end ai monti o al mare.
  4. MorenoM Rispondi
    Un buon articolo ma si fa un po' di confusione tra riferimento ai redditi e alla ricchezza. Il primo è una rappresentazione parziale della seconda (su cui incide il patrimonio). Il richiamo alla flat tax andrebbe inquadrato di conseguenza. In tale ottica va tenuto conto che già oggi la progressività è in sostanza limitata ai redditi da lavoro e da pensione mentre vuoi per volontà che per necessità i redditi da capitale (mobile e immobiliare) sono già in flat tax. Su questo dovremmo ragionare, nell'ottima cornice che l'articolo fornisce.
  5. Cicci Capucci Rispondi
    La differenza di reddito non misura il benessere bensì una distanza, ma anche il decile più povero se la passa assai meglio di quanto se la passasse 20-50-100 anni or sono.Il capitalismo ha creato benessere planetario e le diseguaglianze sono un effetto collaterale di scarsa rilevanza. Alcuni insistono su di esse per acquisire meriti e scalare potere politico. Nient'alto.
  6. ANGELO PARODI Rispondi
    L'articolo è interessante e meriterebbe un approfondimento. Precisare i valori dei redditi individuali e famigliari, verifica di altri indici ed argomentare meglio il nesso : differenza reddito - problematiche sociali.
  7. Antonio Rossi Rispondi
    Ben venga l'evidenziazione di uno dei maggiori problemi del presente e, probabilmente, del futuro: l'automazione dei processi produttivi non potrà che incrementare le disuguaglianze. Temo che se ne parli poco perché si fa fatica ad immaginarne una soluzione in quelle politiche liberiste che sembrano intoccabili nelle élites di governo (e di pensiero). Che non sia il caso di mettere mano a strategie (statali e) redistributive, piuttosto che confidare nella poco sapiente mano del mercato?
  8. Henri Schmit Rispondi
    Bell'articolo! Nell'ultima frase del primo comma sulla flat tax non capisco perché serve l'uso del verbo ausiliare "potrebbero" invece di un'affermazione più netta, incontestabile, facilmente dimostrabile. Sarebbe interessante aggiungere al Gini-index della disuguaglianza statica la misura 1. dell'aumento della disuguaglianza negli ultimi 20 anni e 2. della mobilità sociale. I figli dei meno agiati nei paesi con una bassa mobilità - come l'Italia e l'UK - sono statisticamente condannati a un futuro senza prospettiva.
  9. Danilo Rispondi
    La disuguaglianza io la trovo nelle aliquote dell'irpef. Perché si fermano al 43%????
  10. Savino Rispondi
    Con l'introduzione della flat tax, eliminando la progressività costituzionale dell'imposta, con le delocalizzazioni selvagge d'imprese, con l'aver abbassato la guardia supinamente sui diritti del mondo del lavoro, con un reddito di cittadinanza che riduce la dignità della persona e ci rende schiavi della politica e delle multinazionali sicuramente le disuguaglianze non potranno che incrementare ancora.