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  1. maurizio portaluri Rispondi
    Tra Puglia e Lombardia ci sono oltre 100 euro di spesa corrente per abitante che si aggiungono ad una capacità di spesa privata inferiore ed ad una disponibilità di LEA inferiore. Certo la discrezionalità delle regioni va limitata, ma un gap storico non si può recuperare senza un piano straordinario per il Sud o qualcosa di simile.
  2. Rick Rispondi
    La spesa pro-capite sanitaria NON segue sempre il divario nord-sud. Riprendendo i dati ufficiali (quelli AGENAS, qui: http://www.agenas.it/aree-tematiche/monitoraggio-e-valutazione/spesa-sanitaria/monitoraggio-della-spesa-sanitaria) si vede che regioni come Veneto e Lombardia spendono, pro-capite, meno di Lazio e Sicilia e solo poco più della Campania. Il problema è la qualità e l'efficienza della spesa; di nuovo i dati Agenas hanno una statistica riassuntiva dei LEA per regione: mentre Veneto e Lombardia stanno intorno a 190, Lazio e Sicilia hanno 20-30 punti in meno. Secondo me la soluzione non è necessariamente quella di dare più risorse a Lazio o Sicilia bensì diminuire la discrezionalità nella spesa per le regioni non in grado di fornire livelli decenti di assistenza sanitaria (federalismo differenziato). PS: ho preso Veneto, Lombardia, Lazio e Sicilia perchè sono tra le regioni più grandi. Regioni più piccole hanno differenti economie di scala, e quelle a statuto autonomo maggiore autonomia nel decidere la spesa.
  3. Antonio Cornelio Rispondi
    Nell'articolo manca il grafico n°3