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  1. Giovane Arrabbiato Rispondi
    Il reddito di cittadinanza è uno dei motivi principali per cui i giovani votano 5 stelle. Io non sono a favore, ma capisco chi tra chi conosco lo è. Le scelte dei governi Monti e successivi hanno ammazzato una generazione. Un buon terzo dei millennial italiani è ora considerato carne avariata dal mercato del lavoro a causa di buchi di 3-4 anni sul CV, anche volendo cercare viene ignorato, quindi tanto vale non cercare e votare i 5 stelle per prendersi il reddito di cittadinanza. Piaccia o non piaccia, si è deciso di tradire una generazione in nome della moneta unica, e quella generazione continuerà a votare euroscettico fino alla morte, perché non entrerà mai nel mercato del lavoro. Pessimista? No. Vedo solo tanti laureati che a 30 anni non hanno mai avuto un vero lavoro.
    • Giovane Contento Rispondi
      Il governo Monti è l'unico che negli ultimi decenni abbia fatto qualcosa di positivo per i giovani. E il qualcosa fatto è stato pure moltissimo e importante. Il debito pubblico è il nemico di base di chiunque abbia una visione a lungo termine in questo Paese (quindi tanto più influente quanto più si è giovani). La sostituibillità sul lavoro tra gli over 60 e chi ha 40 anni in meno è in realtà bassissima e per questo piccolo scotto si è evitato grazie alla riforma Fornero di abusare ancora del cuneo fiscale, garantendo che molti giovani potessero in questi anni essere assunti e continuare a lavorare nonostante tutto. Giovani con buchi di anni nel cv ci sono sempre stati, si chiamano fannulloni. Lo stesso aggettivo che merita chi spera in un reddito pagato dagli altri concittadini mentre lui presta 8 ore di lavori socialmente futili o segue 2 inutili (nell'ammontare periodico e complessivo) ore di formazione.
  2. Natale Ruggeri Rispondi
    L'articolo dice: Siccome abbiamo una macchina burocratica inefficiente e complessa, allora lasciamo perdere... e se invece fosse un incentivo al cambiamento? Certo, ci vogliono regole certe, ad esempio il reddito di cittadinanza non dovrebbe andare oltre i 5/6 anni ma almeno ci si prova, c'è troppa gente in difficoltà, non la si può lasciare al proprio destino.
  3. Silvio Rispondi
    I centri per l'impiego non trovano lavoro a nessuno tranne a chi ci lavora. Quindi investire denaro pubblico in tali centri sarebbe solo l'ennesimo spreco. In un Pease dove manca personale ovunque: scuole, ospedali, pulizie, comuni, servizi, ecc. nessun partito propone di condizionare un VERO reddito di inclusione, cioe' distribuito SOLO a chi non ha lavoro, CHIEDENDO in cambio qualche ora di lavoro svolto a beneficio del proprio comune o della societa'. Cosi' facendo si darebbe dignita' alle persone e si eviterebbe di incentivare a "stare a casa". Ultima considerazione: il vero numero dei bisognosi e' noto, es. da Eurostat, ma sono diminuiti o gonfiati a seconda delle esigenze politiche del momento. Quello che serve all'Italia e' un'azione seria non solo propagandistica.
  4. Giuseppe G B Cattaneo Rispondi
    Ps. Concordo con Paolo Palazzi
  5. Giuseppe G B Cattaneo Rispondi
    Concordo con Gabriele Guzzi e Stefano Merlo, le affermazioni di Matteo Renzi in merito al reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 stelle sono manifestamente false perché Rei e Rdc M5S sono concettualmente identici. Ci si dovrebbe allora chiedere se l'ex Presidente del consiglio semplicemente ignori i fatti, non riesca a comprenderli per deficit di intelletto o sia in malafede. Trovo invece sconcertante l'intenzione dell'affermazione di Francesco Giubileo, che giustamente rileva come un effetto del Rdc sarebbe un aumento del costo del lavoro per i lavori usuranti e poco appetibili. Come dire: meglio se i lavoratori più poveri sono costretti a lavorare in condizioni di necessità e quindi di sfruttamento! Sul Financial Times dell'11.02.2018 Ian Goldin (Five reasons why universal basic income is a bad idea) ha espresso le sue perplessità su Basic Income. Quattro giorni dopo Guy Standing, (Universal basic income would enhance freedom and cut poverty) ha risposto opponendo le ragioni di chi invece è favorevole. Mi interesserebbe capire perché su lavoce.info, ma più in generale sulla stampa italiana, questo non accade mai.
  6. Enzo Rispondi
    Perché parlare di "strumento passivo dai pericolosi effetti distorsivi nel mercato del lavoro" quando sono previsti strumenti a sostegno e al reinserimento, senza considerare che esistono davvero italiani che rovistano nella spazzatura e che così tornerebbero a rispondere? Ah, saperlo...
  7. Enzo Rispondi
    Perché non ricordare mai che tutta Europa ad eccezione della Grecia dispone di strumenti analoghi? Perché limitarsi a fare ipotesi senza citare casi concreti se non quello più favorevole alle proprie tesi, con quello danese, dove per giunta non si è optato per l'abolizione ma solo per la rimodulazione?
  8. Paolo Palazzi Rispondi
    "Quando si parla di reddito di cittadinanza va tenuto conto dell’effetto prodotto dallo strumento (come disincentivo al lavoro) nei confronti di coloro che svolgono professioni usuranti (o poco appetibili al mercato del lavoro) e percepiscono salari vicini all’assegno di sostegno." Il rifiuto o l'abolizione di questo tipo di rapporto lavori usuranti/bassi salari credo che vada considerato un eventuale effetto positivo del reddito di cittadinanza.
    • Federico Rispondi
      Concordo pienamente, ma nessuno ha mai affontato il tema in questi termini (forse solo Boeri)
  9. Flavio Rispondi
    Sono d'accordo con questo articolo. Non vedo perchè improvvisamente i Centri per l'impiego dovrebbero cominciare a funzionare da ora in poi. Diciamo così: prima facciamo funzionare i Centri poi vediamo se concedere i redditi di cittadinanza (o anche di inclusione).