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  1. rossana ziliani Rispondi
    I corsi per la formazione di medicina generale si sono sempre svolti. Sono a numero chiuso. La regione bandisce 90 posti contro 600/900 domande ogni anno. E' ammesso uno su dieci, altro che disinteresse! FORSE BISOGNEREBBE AUMENTARE IL NUMERO DEI POSTI, peraltro coperti da una lauta borsa di 900 euro al mese, con incompatibilità a svolgere altra professione. Basta guardare su internet per verificare. Nopn è difficile.
  2. Maurizio Cancian Rispondi
    Su un punto Turati ha ragione: di quali medici avremo bisogno? non certo di quelli di ieri. Premesso che OMS e altre autorevoli fonti raccomandano lo sviluppo della medicina di famiglia come pilastro essenziale dei SS, quali competenze deve/dovrà avere il MMG di oggi/domani rispetto a quelli di ieri, non solo a fronte del mutato scenario epidemiologico con elevata prevalenza di anziani e malati cronici, ma anche a fronte della sempre maggiore capacità delle persone di informarsi, alla crescente tendenza di auto – valutazione grazie al dr. Google, alla diffusione di fonti non professionali che esprimono pareri e indicano soluzioni, alla sempre maggiore fiducia nella tecnologia rispetto alle tradizionali percezioni dei sintomi, anamnesi, esame clinico, all’ossessione della diagnosi preclinica senza temere la sovradiagnosi e il sovratrattamento, alla percezione di salute come bene di consumo e quindi di prestazioni diagnostiche/terapeutiche senza definirne con precisione il bisogno da un lato e l’efficacia dall’altro, come se le prestazioni potessero soppiantare la relazione di cura; ma anche la disponibilità di tecnologia diagnostica di base, lo sviluppo delle terapie individuali su base genetica, il ruolo degli infermieri laureati e di altre figure non mediche, sono elementi che devono essere considerati nel definire le competenze. Ecco il dibattito sui numeri, sull’equilibrio finanziario degli Enti di previdenza, sul numero di iscritti agli Ordini professionali è scontato, ciò che non è scontato è riuscire a definire le competenze, solo così difenderemo la salute del presente/futuro e quindi la professione, solo così sarà possibile individuare il percorso formativo pre e post laurea per ottenere quelle competenze, e si potrà scegliere quale organizzazione, quali metodi e strumenti e quali percorsi si renderanno necessari per esercitarle quelle competenze, a favore della salute della comunità.
  3. Giovanni Rispondi
    La professione di medici di medicina generale non attira i giovani, penso, perché si è ridotta in molti casi a fare da semplice passacarte tra i vari specialisti. Tre ore di ambulatorio, che molti per la verità allungano senza problemi, niente visite a casa, chiusura nei prefestivi: tutto questo non migliora l'immagine del medico di famiglia e non attrae i giovani più motivati.