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  1. Mauro Rispondi
    Il calo delle nascite è certamente dovuto alla crisi economica, ma non bisogna sottovalutare il fatto che un bambino che nasce oggi molto probabilmente sarà, in età lavorativa, un disoccupato. la rivoluzione tecnologica, di cui avvertiamo già i prodromi, comincerà a maturare tra 6/8 anni, costringendo all'inattività la gran parte delle persone, indipendentemente dal loro livello culturale (in genere è più semplice automatizzare i lavori intellettuali rispetto a molti lavori manuali).
    • Savino Rispondi
      Piuttosto, mi pare ci sia un problema di eccessivo egoismo, laddove non bisogna sottovalutare il fatto che un pensionato di oggi certamente (e non probabilmente) sarà un defunto di domani. Ecco, questo senso di spocchiosa immortalità (e, quindi, di sicura inattività) è presente nella gran parte delle persone senior.
  2. Alice Tura Rispondi
    Credo che Marcello Romagnoli abbia perfettamente ragione, Il calo delle nascite è un problema per le pensioni, non per il Pianete o per la società nel suo complesso.
  3. Marcello Romagnoli Rispondi
    Il calo delle nascite non è un problema a mio parere. Un calo demografico, meglio se generale, in tutto il mondo serve a ridurre la nostra impronta sul pianeta. Come fare per le pensioni? Oggi grazie alla tecnologia, alla robotizzazione, all'automazione, una persona può fare molte più cose. La produttività negli ultimi decenni è aumentata molto più degli stipendi. Il vantaggio è andato soprattutto nelle tasche di pochi come testimonia anche l'indice Gini in molti paesi. Distribuiamo meglio i frutti del lavoro, anche dei sistemi automatizzati, e non ci saranno problemi per i vecchi. A meno che il problema non siano che non si vuole una più equa redistribuzione di quanto prodotto.
  4. Savino Rispondi
    Questo argomento evidenzia, ancor più che il disinteresse dei partiti, l'egoismo stupido della "gente". E di stupidità della "gente" ne vedremo tanta il 4 marzo. La speculazione finanziaria ringrazierà.