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  1. Francesco Rocchi Rispondi
    Una cosa di cui si parla poco (magari non rientrava nello scopo di questo articolo) è la mancanza di contatto tra l'aggiornamento che si riceve e la possibilità di realizzarlo. La scuola è strutturata in maniera troppo rigida perché possano essere introdotte tante delle novità (belle) su cui ci formiamo. Inoltre manca del tutto nel contratto qualcosa per favorire la collegialità della professione docente a livello di *classe*: io non so -in media- un accidente di quello che fanno gli altri docenti della mia materia nelle loro classi e ignoro ciò che i colleghi di altre materie fanno nelle mie stesse classi. I ragazzi da questa mancanza sono frastornati (col buffo risultato che ancora a febbraio, per la quattrocentesima volta, mi chiedono se possono usare la scolorina, perché ogni professore fa come gli pare e si confondono -è un esempio minimo, lo so, ma loro si preoccupano davvero). Di didattica concreta e sul campo discuto solo coi prof. di sostegno, perché sono lì con me in classe e scambiamo opinioni. E ringrazio il cielo che ci sono perché è anche un momento "motivante".
  2. Stefano De Stefano Rispondi
    La scuola, da circa venti anni a questa parte e per tutti i governi che si sono succeduti, non è considerata una questione importante. Questa non è un'opinione ma è un fatto e vuol dire che gli Italiani ritengono l'istruzione una preoccupazione inutile. Aboliamo, perciò, il diritto all'istruzione, tanto c'è internet: lo Stato risparmierebbe un bel po' di quattrini e, se andiamo avanti così, non ci sarà neppure bisogno di fare attenzione a quei circa 800.000 voti cha dalla scuola vengono. Forza, ancora un po' di astensione e il gioco sarà fatto!
  3. Savino Rispondi
    Ancora una volta, il gattopardo ha deciso di non decidere, tanto per gli interessi elettorali del Governo quanto per l'atteggiamento ricattatorio classico dei sindacati a difesa dei lavativi e contro la vera meritocrazia, che continua a latitare
  4. Marcello Romagnoli Rispondi
    Va bene la valutazione dei docenti, ma come? Valutazione calata dall'alto come nel caso dei docenti universitari? Con quali criteri? Ex post o Ex ante? Quanto tempo poi tra la valutazione e l'aumento degli stipendi? Non sono domande nè banali nè secondarie, ma fondamentali
  5. Marco Cosentino Rispondi
    I professori e ricercatori universitari sono personale non contrattualizzato. Documentarsi un minimo, per favore. Grazie.
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Marco, il contratto prevede due sezioni specifiche per università e ricerca.
      • Carlo Poltronieri Rispondi
        La sezione unicersità comprende solo il personale tecnico ed amministrativo, non la docenza che, come già detto sopra non ha contratto. La sezione ricerca, invece, non ha nulla a che vedere con le università; si riferisce agli istituti di ricerca come CNR, ISPRA, ecc. ecc.