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  1. Enzo Brescia Rispondi
    tutto fa brodo
  2. franco Rispondi
    http://www.corriere.it/economia/18_febbraio_10/piu-anni-pensione-che-lavoro-mezzo-milione-italiani-prende-l-assegno-oltre-37-anni-8b669ffa-0e49-11e8-8d80-f9c15900d75d.shtml
  3. maurizio talarico Rispondi
    @EzioP1 @Pietro...ricalcolare tutto al contributivo lasciando una soglia minima (altrimenti i baby pensionati non avrebbero nulla) sarebbe giusto. Il problema della proposta e' che non troverai mai 60enni e 70enni disposti ad accettarla, pensano quasi tutti di essersi guadagnati fino all'ultimo centesimo. Con la stessa logica anche gli interessi sul debito si potrebbero gestire facendo pagare di piu' a chi ha vissuto da adulto gli anni dei deficit allegri. Tutte cose giuste che permetterebbero di far ripartire gli investimenti e i servizi base come la scuola o la ricerca che sono a pezzi. In democrazia pero' come fai? Un modo potrebbe essere dimostrare che il sistema fiscale, cosi' sbilanciato a favore 3-4 generazioni molto numerose, a danno di tutte le altre meno numerose, ad un certo punto esplodera' a danno di tutti. In altre parole far capire ai 60enni e 70enni di oggi che a 80anni - 90anni potrebbero ritrovarsi senza niente semplicemente perchè non saranno rimasti sufficienti 30enni - 40enni per poter sostenere ulteriori trasferimenti...ma questo rischio e' difficile da quantificare e da comunicare, e senza una data certa credo che nessuno si preoccuperebbe.
  4. franco Rispondi
    Al di la del fatto che sono assolutamente d'accordo con i rilievi mossi da molti commenti, ritengo che, quandanche il risparmio fosse di solo 1 €, sarebbe eticamente opportuno farlo. Sostenere che il risparmio sarebbe minimo serve solo ad avvelenare ulteriormente gli animi.
  5. EzioP1 Rispondi
    Proposta per le pensioni già avanzata anni addietro: 1 - ricalcolare tutte le pensioni retributive con il metodo contributivo; 2 - stabilire un minimo di pensione netta contributiva; 3 - calcolare l'ammontare di supero tra l'attuale pensione retributiva e quella minima contributiva stabilita; 4 - l'ammontare in supero da dividere in un certo numero di anni da stabilire, uguale per tutti, e detrarre per ciascun anno la quota parte annuale di supero; 5 - non si tocca quel contributivo che supera la soglia minima stabilita in quanto di diritto; 6 - non si tocca la pensione retributiva che risulti inferiore al minimo contributivo 7 - stabilire un tetto di pensione massima che qualsiasi siano stati i versamenti non si va oltre. Sul concetto dei diritti acquisiti bisogna fare una distinzione tra quanto è di diritto perchè pagato con le trattenute e quanto è di “bonus” dato perchè il sistema era in grado di sostenere quel beneficio. In altre parole bisogna distinguere tra ciò che è dovuto e ciò che è gratuito.
  6. maurizio talarico Rispondi
    Salve dott. Mostacci. Concordo con lei sul fatto che la cifra sia risibile, soprattutto visto che navighiamo verso un carico pensionistico prossimo al 17% del PIL. Non avrebbe senso uscire dalla logica "pensioni d'oro"? Suscita un senso di esclusività e ci fa dimenticare che tantissime pensioni italiane hanno una componente retributiva che spesso è molto in squilibrio rispetto ai versamenti. Si potrebbe passare alla logica "pensioni oltre soglia di sussistenza". Fissando una soglia più aggressiva ma significativamente sopra la soglia di sussistenza, magari 2000euro/lordi, potremmo immaginare un meccanismo di contribuzione progressivo e legato alla % di non contributivo sull'assegno. Non ho fatto conti ma a occhio, e senza tagli draconiani, la platea è sufficientemente grande per poter tirare fuori qualche Mld da destinare a investimenti o riduzione debito.
  7. Leo Rispondi
    L'articolo è contestabili per diversi motivi: - quale articolo della costituzione parla di diritti acquisiti? - la ridotta entità del risparmio per lo Stato (tagliando le pensioni d'oro) non implica che non ci sia un problema etico alla base di pensioni elevate (elevatissime in alcuni casi) pagate con i soldi dei lavoratori più poveri - la sommatoria di tanti risparmi di spesa piccoli e meno piccoli può liberare molto grandi: perché il risparmio per lo Stato dovrebbe arrivare da un unico fronte?
    • Henri Schmit Rispondi
      Non è la Costituzione, ma la Corte costituzionale che sancisce i diritti acquisiti in materia di pensioni. Nel diritto positivo non c'è differenza, perché la Consulta è l'interprete supremo della Costituzione; essa e sarebbe il vero sovrano se non le fosse vietato decidere di propria iniziativa; deve infatti essere azionata da qualcuno che abbia titolo di farlo. Si tratta quindi di contestare la giurisprudenza della Corte. I giudici sono fra i super privilegiati maturando diritti a pensioni di € 15K al mese, l'uno o l'altro tre volte tanto per alte incarichi pubblici svolti prima. Questi sono abusi creati dal legislatore con l'aggravante che c'è pure qualche conflitto d'interesse: invece di permettere al legislatore di correggere gli abusi con effetto immediato la giurisprudenza della Corte sui diritti acquisiti sdogana gli abusi come privilegi vitalizi.
      • johnny Rispondi
        Mi sembra evidente il conflitto di interessi dei giudici della Corte che decidono sulla propria pensione.
  8. Pietro Brogi Rispondi
    Personalmente credo che una legge che uniforma tutte le pensioni ad un calcolo contributivo con integrazioni di natura sociale per i redditi minimi sia non solo etica ma anche corretta dal punto di vista giuridico: altrimenti dovrebbe essere indicato chi debba sopportare la spesa dell'eccedenza. In alternativa ci sono a mio parere un paio di provvedimenti: abolizione dei ricalcoli per il costo della della vita, poco significativo in assenza di inflazione elevata e/o inserimento di contributi di mantenimento nel sistema retributivo che potrebbero invece permettere un riequilibrio maggiore. Del resto dal punto di vista giuridico ci sono in conflitto due principi uno di eguaglianza fra cittadini ed uno di mantenimento dei diritti acquisiti, personalmente non ho dubbi sulle priorità.
  9. Fabio Massimo Esposito Rispondi
    Proprio perché sarebbe un provvedimento dal valore simbolico importante, esso potrebbe essere esteso anche alle pensioni che inizieranno ad essere pagate nel prossimo futuro. Ma proprio per questo bisognerebbe essere più chiari nel dire che la prima discriminante per la qualificazione "pensione d'oro" sia il tipo di sistema in cui è stata ottenuta: pensioni "elevate" ottenute esclusivamente sulla base del sistema contributivo dovrebbero essere escluse a priori.
  10. filippo simioni Rispondi
    buongiorno : mi chiedo se non sarebbe più corretto valutare il problema alla luce dell'equilibrio fra assegno ricevuto e versamenti effettuati, invece che sul puro ammontare dell'assegno
  11. Henri Schmit Rispondi
    Analisi interessante e convincente. Aggiungo solo una valutazione più politica che giuridica: La definizione giurisprudenziale del diritto acquisito è opinabile. Nel 1789 i privilegi dei nobili e del clero erano diritti acquisiti. In altri paesi con meno problemi di quadratura dell' finanze pubbliche il legislatore ha messo mano a vantaggi acquisiti del pubblico impiego e dei pensionati. Concordo che bisogna procedere con cautela, ma vedo perché l'interesse pubblico e l'equità non possano prevalere su presunti diritti acquisiti peraltro, almeno per le pensioni, non di natura contrattuale, ma di tipo istituzionale.
  12. Marisa Manzin Rispondi
    Per incominciare , se non è stato ancora fatto, si dovrebbe limitare la possibilità di acquisire il diritto a una "pensione d'ora". Qui in Germania non esistono perché da un certo reddito in poi, si blocca la progressività del contributo pensionistico die dipendenti. Chi vuole avere una pensione più alta del mssimo statale, può stipulare un contratto assicurativo in tal senso.
    • Carmine Meoli Rispondi
      In primo luogo avrei versato i 330 mila euro di contributo volontario per riscatto laurea ad un fondo pensione privato invece che all'inps ( gravame calcolato sul reddito sull'imponibile di fine carriera mentre la pensione prende a base il reddito del decennio!!) e in secondo luogo chiedo di conoscere quanto sia equo il trattamento fiscale per la mia famiglia monoreddito da sempre!!! Aliquote elevate ,moglie senza pensione ,mai una 104 o altro per due genitori di cui sono (stato) unico figlio !