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  1. EzioP1 Rispondi
    Prendo dal testo della news “Probabilmente i cripto-banditi non potranno godere del bottino e i cripto-derubati non soffriranno alcun danno”. L'affermazione mi pare erronea in quanto è vero che chi ha rubato le crypto valute non le potrà usare perchè corre il rischio di essere scoperto, ma chi ha subito il furto avendole pagate in moneta ufficiale ha subito una perdita.
  2. Silvestro De Falco Rispondi
    Non ho capito una cosa dei bitcoin. Mi è chiaro che è un sistema che non ha bisogno di un trusted third party perché ci sono i miners che validano le operazioni in cambio di una quantità di bitcoin - attualmente pari a 12,5 a blocco - che dimezza ogni 4 anni, fino al 2040, quando saranno stati emessi tutti i 21 milioni di bitcoin previsti. L'incentivo dei miner a validare le operazioni è la possibilità di guadagno ma nel momento in cui saranno stati emessi tutti i bitcoin chi validerà le transazioni? In mancanza di tale incentivo, non viene meno il presupposto fondamentale che il sistema non ha bisogno di un trusted third party?
    • Carlotta Rispondi
      L'algoritmo di proof-of-work alla base della validazione di transazione dei bitcoin viene ricalibrato circa ogni 2016 blocchi in base al numero di minatori presenti in modo da avere una frequenza del tipo 2016 blocchi ogni 10 minuti. Inoltre, il minatore riceve un ricavo anche dalla validazione effettuata. Quindi si suppone che nel momento in cui i grossi minatori dovessero venir meno, i piccoli minatori (oggi del tutto impotenti computazionalmente davanti alle mine-farms) avrebbero di nuovo modo di validare e ricavare dalle transazioni perche' l'algoritmo di proof-of-work si sara' ricalibrato in modo da mantenere la stessa frequenza: per farlo dovra' certamente ridurre la complessita' computazionale del problema da risolvere. Qui si trova una spiegazione piu' tecnica. https://medium.com/@AndreaFerraresso/bitcoin-come-funziona-il-sistema-1c970c3cad6b
      • Silvestro De Falco Rispondi
        Il problema è dopo, quando tutti i bitcoin sono stati emessi. Ci dovrà per forza essere un trusted third party che validi le operazioni. A quel punto il trusted third party sarà a tutti gli effetti come una banca centrale e se c'è una banca centrale viene meno tutta l'impostazione del bitcoin come sistema che riesce a impedire la doppia spesa senza avere una parte terza di fiducia.
        • Carlotta Rispondi
          "il minatore riceve un ricavo anche dalla validazione effettuata". Nel momento in cui tutti i bitcoin saranno emessi, presumibilmente nessun grosso miner continuera' a lavorare sulla blockchain di BTC. Tuttavia, grazie alla ricalibrazione dell'algoritmo di proof-of-work, tutti i miners piu' piccoli (compresi me e lei con i nostri portatili non troppo potenti) potranno validare le transazioni, proprio come avveniva prima del boom delle criptovalute. Quindi chi vorra' scambiarsi la moneta potra' validare la propria transazione. La 'fiducia' dell'operazione e' data dalla generazione stessa dei blocchi della blockchain: se lei mi manda dei BTC e valida anche la transazione, io che li ricevo posso verificare in piena autonomia la validita' della transazione.
          • Silvestro De Falco
            E chi paga il ricavo del minatore dalla validazione effettuata se non le parti che effettuano la transazione? In tal caso il valore del bitcoin per chi incassa è diminuito per l'importo della fee mentre il valore del bitcoin per chi paga è incrementato per lo stesso importo. Questa fee è signoraggio. Inoltre, sarei propenso a credere che, man mano che ci si avvicina alla soglia dei 21 milioni di bitcoin da emettere, rimarrà un unico forte validatore che espelle i piccoli dal mercato proprio per poter essere poi l'unico in grado di validare le transazioni e estrarre il signoraggio. Infine, la "fiducia" dell'operazione è data dalla validazione dei blockchain generati, non dai blockchain.