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  1. Filippo Rispondi
    Francamente sarei per la libertà di scelta delle donne di rimanere a casa con i figli o di lavorare. Perché non si introduce uno "stipendio per l'educazione dei figli" che non costringa la donna a sottostare ai ricatti del lavoro full-time e sotto-pagato? Certo, le statistiche UE sullo pseudo-alvoro femminile ne soffriranno un po', ma credo che la misura aiuterebbe in concreto gli italiani a fare più figli.
  2. Michele Rispondi
    Non servino interventi paternalistici, regalini gentilmente concessi ai “poveretti”. Occorre ristabilire la dignità del lavoro cancellata da 20 di politiche a favore della precarizzazione.
  3. Michele Rispondi
    Come si può credere a una proposta per ridurre le disuguaglianze fatta da parte di chi con il job act le disuguaglianze le ha grandemente favorite? Se non si sistemano prima gli strumenti base (catasto e anagrafe patrimoniale) ogni misura per ridurre le disuguaglianze produce solo l’effetto netto di favorire i furbetti e gli spregiudicati
  4. Fabio Rosi Rispondi
    La proposta del PD continua a mantenere l'impostazione completamente sbagliata del reddito individuale, come giustamente fa notare l'autore dell'articolo. Tutta Europa fa riferimento al reddito familiare, l'unico che garantisce un reale sostegno alle famiglie con figli. Aggiungo che andrebbe chiarito quale idea di famiglia abbia il PD, viste le battaglie del partito verso le unioni civili che per loro natura intrinseca non producono figli naturali. Quindi mi sa tanto di una proposta elettorale per attirare voti e basta !
  5. Flavio Rispondi
    Sembrerebbe una buona idea anche se, come sempre accade, perfettibile. Per il problema dell'evasione, utilizzerei indicatori del patrimonio tipo ISEE invece del reddito. E guarderei al patrimonio familiare, non quello individuale. Il ragionamento sui disincentivi al lavoro per il secondo percettore di redditi mi pare molto teorico, quello sulle iniquità (orizzontali) che introdurrebbe il sistema proposto molto pratico.