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  1. fausto Rispondi
    "Perché la maggior parte dei pendolari usa l’auto." Indubbiamente è vero. Quindi stiamo proponendo una bella lotta tra i poveracci dell'utilitaria e i pezzenti del treno regionale (mi vanto di appartenere ad entrambe le categorie). Nel mentre che le formiche affamate decidono come mangiarsi a vicenda, una sconvolgente quantità di miliardi viene polverizzata da robe come “galleria di base”, “tav fiorentina” e “ponte sullo stretto”. Del caso di Firenze in particolare abbiamo una descrizione da parte di tal Nardella, che definì l’opera come “inspiegabile”. Per un cantiere è un appellativo piuttosto inconsueto. Potremmo provare a praticare una bella spending review, come quella che proponeva Delrio. Stracciamo le opere inutili (lui ci provò, ma lo fermarono alla svelta) e puntiamo sulla manutenzione delle reti e sul trasporto che davvero interessa ai cittadini, quello locale ed urbano. Ovviamente sono solo fantasie: siamo in Italia.
  2. Stefano Rispondi
    Se poi aggiunge che coloro che devono recarsi sul posto di lavoro in bicicletta o con un ciclomotore in caso di infortunio in itinere nel tragitto casa-lavoro non vengono neppure risarciti dall’Inail perché basta che abbia svoltato a destra, in una strada meno trafficata e meno pericolosa perché dotata di pista ciclabile e allungato il percorso “più breve e diretto” di 500 metri... Oppure perché dovevano coprire il tragitto di 10 km con diversi mezzi pubblici impiegandoci oltre un’ora, invece di usare un ciclomotore. In questo Paese qualsiasi cosa uno faccia sbaglia sempre in qualcosa.
  3. Giovanna Rispondi
    Egr. Ing. premettendo che da quel che scrive si deduce che i passeggeri di treno non paghino tasse, e che gli artigiani si spostano in macchina perchè non vi sono ferrovie in periferia, Le chiedo se sia possibile sapere: - quanta sinistrosità stradale è legata ad aspetti soggettivi del guidatore non correggibili né con investimenti in sicurezza né con sanzioni dei comportamenti non conformi; - se è possibile quantificare per km percorso pro capite auto versus treno altri costi ambientali correlati come quelli derivanti da produzione e smaltimento delle auto, del manto stradale, dei lavaggi auto, della distribuzione capillare delle pompe etc. - come potrebbero le periferie e i comuni medio-piccoli gestire la sempre maggiore quantità di auto circolanti e parcheggiate, visti i notevoli limiti morfologici e urbanistici e di spesa di tanti comuni italiani. Le chiedo come considerare gli effetti dell'invecchiamento della popolazione e dell'aumento dei malati cronici sulla capacità di guida e in generale sulla mobilità. Infine, da non specialista esprimo una perplessità su qualunque statistica ambientale vista la diffusione crescente di patologie ad eziologia ignota. Grazie
  4. Luca Ba Rispondi
    Non so da dove estragga i suoi dati il professore visto che non lo dice, sul sito di Trenitalia si parla di 1.600.000 passeggeri al giorno a cui quindi si devono sommare quelli degli altri vettori come appunto Trenord. Detto questo si tralasciano tutti i vantaggi del treno in termini di incidenti evitati minor inquinamento e minor congestione di traffico. Articolo troppo superficiale
  5. Alberto Rispondi
    Come si fa a scrivere "I mezzi pubblici aumentano l’accessibilità ma, di per sé, non riducono la congestione". Ma ha mai visto una città come Milano in un giorno di sciopero? Poi, certo che le vittime della strada sono molte di più di quelle del trasporto pubblico. Lei ne trae la conclusione che si deve investire nella sicurezza del trasporto privato. Non trova logico invece investire per spingere le persone a lasciare a casa l'auto?
  6. Flavio Rispondi
    Sono d'accordo con il commento precedente. Aggiungo che con l'invecchiamento della popolazione per motivi di equità occorre investire di più sul traporto pubblico rispetto al privato. Inoltre, i numeri in figura 1 sono endogeni e non esogeni; se le infrastrutture per il trasporto pubblico fossero al pari di quelli per il trasporto privato i numeri sarebbero diversi. In ogni caso, mi pare di capire che anche lei sarebbe a favore di una congestion charge, bene.
  7. Giovanni Millo Rispondi
    Gentile autore, quello che sostiene è tutto vero: ma non crede che sia il momento di fare un ulteriore passo logico? Le ferrovie hanno meno morti perché sono un mezzo intrinsecamente più sicuro. Inoltre (nessuno dei fautori dell'automobile conta mai questo aspetto) sono assai meno inquinanti. Pertanto vanno incentivate. Tutti i Paesi civili hanno più treno e meno auto/autobus (Danimarca vs. Bolivia o Maghreb...). Investire sulla ferrovia significa anche convincere gli italiani a servirsi di questo mezzo di trasporto anziché dei 30 milioni di auto private che soffocano il Paese. Idem per il trasporto merci su gomma. Naturalmente ci vuole uno sforzo volto a fornire le alternative di cui giustamente lamenta l'esistenza. Ci vuole lungimiranza. Ci vuole più civiltà e meno individualismo.
  8. Giacomo Rispondi
    Molto condivisibile. In un mondo di risorse scarse, le risorse vanno utilizzate dove la loro efficiacia è massima.
  9. Alberto Zanni Rispondi
    Buongiorno, "I primi, infatti, si fanno carico interamente dei costi del proprio spostamento: pagano, per via fiscale e di pedaggio, i costi correlati alla costruzione e alla manutenzione della rete stradale e tutti quelli connessi all’utilizzo del veicolo" Mi perdoni Ramella, ma se le strade sono in parte costruite con le tasse, quelle le pagano tutti (o almeno dovrebbero) compresi quelli che le usano meno, come coloro che usano il treno, o vanno a piedi o in bicicletta. I pedoni e i ciclisti poi hanno un impatto minimo sulle strutture e le esternalità dell'utilizzo delle auto, in termine di salute e inquinamento? Quelle fanno si che la società intera (e in particolare quelli che le auto le utilizzano poco o niente) effettivamente paghino un sussidio a coloro che utilizzano l'auto. "Chi si serve di un treno non contribuisce neppure in minima parte ai costi di costruzione delle linee" Perche' quelli che viaggiano in treno le tasse non le pagano? Non fanno parte della categoria che lei cita qualche linea dopo dei "contribuenti presenti e futuri"? Magari gli studenti no, però le loro famiglie sì, e poi parla di una modesta quota delle risorse destinate alla ferrovia da destinare alla sicurezza stradale, può darsi però si dovrebbero dare ancora più risorse al trasporto pubblico per potenziarlo e renderlo più appettibile, e utilizzare risorse soprattutto per diminuire la percenuale di spostamenti in macchina, questo avrebbe molti effetti sulla sicurezza stradale.